PER VISIONARE IL CATALOGO DELLA NOSTRA EDITRICE, RECENSIONI, SEGNALAZIONI E QUANT'ALTRO VISITA IL SITO DI VIVEREALTRIMENTI...E CHE L'ESPERIENZA TI SIA DI BENEFICIO!

giovedì 19 gennaio 2012

Ancora notizie, non eccelse, dal Nepal.

Ancora il nostro corrispondente, Oscar Salvador.

Raccolta un’altra decina di numeri del The Kathmandu Post e constatato che la situazione politica Nepalese procede sempre al rallentatore, ci siamo impegnati inutilmente nel cercare qualche notizia positiva.
Quando avevamo ormai abbandonato ogni speranza, all’improvviso, il 14 Febbraio, in prima pagina è apparso l’annuncio dell’imminente arrivo del primo ministro cinese Wen Jiabao, il quale è arrivato a Katmandu il 14 a mezzogiorno e ha trascorso in Nepal poco più di quattro ore.
In questo modo è stato piuttosto facile per il Governo nepalese garantire una visita tranquilla, senza proteste a favore del Tibet, come richiesto esplicitamente dalla diplomazia cinese, e seppur la visita sia stata decisamente breve, ha portato una ventata di ottimismo per il futuro nepalese.
Nonché chiaramente una notevole somma di denaro, pari a circa 100 milioni di dollari, da elargire nell’arco di tre anni per vari progetti di sviluppo, più una somma di 20 milioni di dollari per il finanziamento del programma di riabilitazione degli ex-combattenti Maoisti.
Tra gli accordi economici presi tra i due governi va segnalata l’apertura di ben 6 nuovi posti di confine per favorire lo scambio commerciale, più altri accordi atti a favorire ulteriori vantaggi alla disastrata economia nepalese.
Infatti, a pagina 2 del 15 Gennaio, accanto a un grande articolo dal titolo China encourages investment in Nepal (La Cina incoraggia investimenti in Nepal), con tanto di foto di rito con i due Primi Ministri che si stringono la mano sorridenti, compariva un breve pezzo, messo per lungo quasi a nascondersi, il cui titolo molto sinistramente annunciava: More darkness from Monday (Più oscurità da Lunedì), che riguarda l’irrisolvibile mancanza di energia elettrica.
Dopo che i tagli di corrente sono aumentati a dieci ore giornaliere (per l’esattezza 69 ore alla settimana) solo un mese fa, da Lunedì 16 le ore di black-out settimanali saliranno a ben 88 ore, per la media di circa dodici ore e mezza giornaliere, divise in tre giorni di assenza di corrente per 10 ore, due giorni senza per 12 ore, e due giorni pressoché al buio con 14 ore di black-out ciascuno.
La spiegazione fornita dal povero responsabile di turno è sempre la stessa “Aumento della domanda e carenza di produzione” ritornello così tristemente famoso anche in India.
Un barlume di speranza sembra potrà arrivare a Febbraio, grazie ad accordi firmati tra India e Nepal (di cui avevamo accennato in una delle prime rassegne stampa nepalesi) sepppur i dati siano a dir poco sconfortanti: il Nepal ha bisogno di circa 965 megawatt, al massimo al momento ne può produrre 486, e dall’India ne importerebbe circa 30...
Sempre che non piova, visto che l’ultima grossa crisi energetica in India c’é stata qualche mese fa, appena passato il monsone, perché il carbone che serve per la produzione di elettricità viene conservato all’aria aperta e si era bagnato!
Similmente alla carenza cronica di elettricità, l’Inverno nepalese prevede anche un’acutizzarsi della mancanza di benzina e gas, giusto per essere sicuri che manchi quasi tutto.
La mancanza di benzina è causata dal distributore, chiaramente l’India, sotto l’egidia dell’Indian Oil Corporation, che ogni tanto, quando il Nepal “si dimentica” di pagare le bollette per qualche mese, decide di chiudere i rubinetti finché il Governo nepalese non paga gli arretrati.
Questo nelle ultime due settimane ha causato delle code chilometriche ai benzinai, che distribuivano benzina col contagocce...
(Speriamo che questa notizia conforti gli italiani irritati dal prezzo stellare raggiunto in Italia dalla benzina, ma che almeno possono dire di averla!)
La mancanza di benzina in Nepal oltretutto non crea problemi solo ai veicoli a motore (sarebbe troppo bello!), ma anche ad altre attrezzature che usano prodotti petroliferi, come per esempio gli utilissimi generatori di corrente che servono a sopperire alle lunghe ore di assenza di elettricità.
In mancanza della benzina, come fonte di energia non rimane quindi che il gas, magari per scaldarsi un po’ visto il freddo invernale (temperature interne non superiori ai 12 gradi!), ma anche questo alla lunga inizia a scarseggiare.
In questi giorni malaugurati temporali, uniti alla nebbia mattutina e al notevole smog della Valle di Kathmandu, hanno coperto a lungo il cielo, rendendo pressoché ineffettivi i tanto utili pannelli solari che servivano almeno a creare un po’ d’acqua calda, o almeno tiepida, un altro “lusso” del quale a quanto pare dovremo fare a meno...
Per fortuna però nulla è permanente, neanche le disgrazie, e visto che peggio di così sembra difficile, basta avere un po’ di pazienza, di cui gli asiatici, in particolare indiani e nepalesi abbondano, e aspettare ancora qualche settimana che passi l’Inverno e verso fine Febbraio si alzeranno un pochino le temperature.