VISITA IL SITO DI VIVEREALTRIMENTI (WWW.VIVEREALTRIMENTI.COM): LIBRI E SEGNALAZIONI PER UNA VITA PIU' VIVA!

giovedì 5 gennaio 2012

Rassegna Nepalese.

Dal nostro corrispondente, Oscar Salvador.

In questo periodo di festività, caratterizzato in Nepal da un’ondata di freddo, non sono molte le notizie degne di note che appaiono sul nostro “fidato” The Kathmandu Post; per fortuna, visto che raramente sono positive...
I vari processi in atto per portare il paese alla democrazia, proseguono lentamente ma con costanza e anche problemi apparentemente insormontabili sembrano avvicinarsi a soluzioni accomodanti.
Al momento la questione più importante riguarda i dissidi all’interno del Partito Maoista, che potrebbero mettere in pericolo alcuni dei punti dell’Accordo di Pace firmato il 1 Novembre 2011 dai maggiori Partiti politici.
Sempre maggior peso assume quindi la figura del Segretario Generale del Partito, Pushpa Kamal Dahal, il quale, continuando una politica molto accomodante, sta cercando in qualche modo di soddisfare sia la fazione più moderata, che quella più estrema.
Durante un meeting di leader Maoisti del 24 Dicembre, per la prima volta ha finalmente affermato su documenti ufficiali del Partito che la rivolta armata non viene più presa in considerazione, in quanto: la stessa è fallita ripetutamente; il Re, che era considerato il maggior nemico, è stato messo da parte; e il Paritito Maoista è riuscito comunque ad entrare legittimamente nella scena politica con posti di prestigio, come quello dell’attuale Primo Ministro (25 Dicembre Repeated attempts to capture state failed; Dahal insist ‘revolt’ no longer an option – Ripetuti tentativi di prendere lo stato sono falliti; Dahal insiste che la rivolta non è più presa in considerazione).
La fazione più estrema, capitanata dal suo Vice Baidya, non ha preso bene questa posizione moderata in quanto, secondo loro, si allontana dai principi del Partito (26 Dicembre Baidya rejects chairman’s proposal to patch up drift – Baidya rifiuta la proposta di riappacificamento del Presidente Dahal; 28 Dicembre Baidya’s document urges Dahal to correct flawed decisions; Baidya argues the party should give more priority to revolt than peace and constitution – Il documento di Baidya chiede urgentemente a Dahal di correggere le decisioni sbagliate; Baidya sostiene che il Partito dovrebbe dare la priorità alla rivolta piuttosto che alla pace e alla costituzione [?!? n.d.r.]; 29 Dicembre Hardliners fire salvo at Dahal, PM Battarai – La linea dura spara a salve contro Dahal e il Primo Ministro Battarai).
Per fortuna, perentoria e decisa è arrivata la risposta di Dahal, che se la fazione ribelle non accetta di venire a un compromesso, sia pronta a impugnare le armi, sapendo benissimo che la cosa sia quasi impossibile (30 Dicembre Take up arms or stick to peace: Faction told – O approvate la pace, o prendete le armi: viene detto alla fazione ribelle); nonchè rassicurando gli altri Partiti che i problemi interni ai Maoisti non influenzeranno il processo di pace (2 Gennaio Rift won’t affect peace: Dahal – Dahal afferma che i dissidi non influenzeranno la pace).
Le ultime notizie in proposito sono comunque confortanti, dato che sembra che finalmente si stia arrivando a un compromesso (3 Gennaio Factions seek common ground; Dahal has asked five top leaders to prepare a common proposal that can end the dispute – Le fazione cercano punti d’accordo; Dahal ha chiesto ai cinque leader di preparare una proposta che ponga termine alle dispute).
In effetti sembra che al momento, all’interno della coalizione politica che ha firmato gli Accordi di Pace, regni una certa armonia, che potrebbe essere umanamente ben rappresentata da una grande fotografia pubblicata sul numero del 2 Gennaio, in cui viene immortalato un momento del meeting da parte delle maggiori forze di Governo, in cui tutti i partecipanti ridono amabilmente; nonostante siano anche loro vestiti e infreddoliti, come i comuni nepalesi.
Al centro della foto è ritratto il Capo Maoista Dahal (novello Gesù?), con cappellino di lana stile “Canazei anni ’80” e un piumino della North Face, quasi sicuramente taroccato; ai suoi lati, due coppie di signori sfoggiano invece delle normali giacche all’occidentale, di dubbio taglio ma di certo calde, e cappellino classico nepalese; mentre in un angolo in alto a sinistra, quasi in disparte, il signore che sorride stringendosi le mani sotto alle ascelle per scaldarsi, dovrebbe essere nientemeno che il Primo Ministro!
In basso sulla sinistra compare il Segretario Generale del Partito del Congresso, che stranamente sembra anche lui sorridere, e una donna, purtroppo unica rappresentante del sesso femminile, che con la testa fasciata in una calda sciarpa allunga il microfono in direzione dei presenti.
Infine, in basso sulla destra, viene immortalato un personaggio politico di cui ignoriamo il nome, ma che dall’aspetto potrebbe essere eletto il politico più simpatico del pianeta, sia grazie al colbacco di pelliccia che indossa, sia alla sua espressione divertita incredibilmente simile a quella del simpaticissimo Umberto Smaila.
L’articolo a cui si riferisce la foto, in realtà non annuncia una buona notizia (2 Gennaio Parties divided over who gets executive powers: PM or prez – Partiti divisi su chi otterrà il potere esecutivo: il Primo Ministro o il Presidente?), ma il problema sembra più che altro di ordine tecnico, visto che le parti sembrano comunque lavorare nella stessa direzione.
I dettagli sono stati descritti da alcuni articoli comparsi nel numero del 4 Gennaio, insieme a un’altra foto di gruppo che ritrae i politici nepalesi sempre in maniera simile a un gruppo aziendale durante la settimana bianca...
Uno dei pochi argomenti che si è sbrogliato in questi giorni è quello riguardo la famigerata visita a Kathmandu del Primo Ministro cinese Wen Jiabao, cancellata all’improvviso due settimane fa.
La Cina infatti ha invitato ufficialmente a Pechino per 5-6 giorni il Deputato del Primo Ministro e il Ministro degli Interni, che sono rappresentati nell’unica persona di Kumar Gachhadar, per chiarire i problemi che avevano causato la cancellazione, cioè una scarsa assicurazione da parte del Governo nepalese di evitare manifestazioni di protesta da parte dei numerosissimi tibetani presenti nella Valle di Kathmandu (25 Dicembre Gachhadar leaving for Bejing today; DPM’s trip is hoped to pave the way for Chinese premier’s Nepal visit – Gachhadar parte oggi per Pechino; Il viaggio del Deputato Primo Ministro dovrebbe aprire la strada alla visita del premier cinese in Nepal).
La visita in Cina del piccolo contingente diplomatico nepalese è stata seguita con un’altro articolo (27 Dicembre Beijing ‘positive’ about Wen visiting Nepal – Pechino positiva circa la visita di Wen in Nepal), fino alla sua conclusione il 29 Dicembre (30 Dicembre Gachhadar to return from China today – Gachhadar oggi ritorna dalla Cina), ma nonostante la gentilezza diplomatica e le visite turistiche offerte, sembra che la Cina abbia voluto più che altro definire che gli aiuti al Nepal potrebbero subire un brusco arresto, nel caso continui una politica negativa nei loro conronti.
Per finire questa prima rassegna stampa nepalese del 2012 con una nota positiva, l’unica sarebbe mettere un punto, vista la totale assenza di alcuna di esse negli ultimi dieci numeri del giornale.