Dal nostro corrispondente Oscar Salvador
Rientrati in India dopo un lungo soggiorno invernale in Nepal, le nostre rassegne stampa saranno quindi basate, per alcuni mesi, sui giornali indiani.
Ma prima di dedicarci ai dettagli delle notizie presentiamo la fonte.
I quotidiani in lingua inglese più diffusi nel nord del paese sono 4: The Times of India, Hindustan Times, Indian Express e The Hindu, più o meno in ordine dall’alto al basso nel numero di vendite.
Da anni il nostro giornale preferito è il The Times of India per due motivi: il primo decisamente puerile, cioè la presenza di un maggior numero di strisce comiche e notizie sportive; la seconda invece sociologica, in quanto siamo convinti che leggere i giornali più diffusi aiuti a capire che cosa sanno le persone comuni, o almeno cosa si vuole che sappiano.
E il The Times of India (abbreviato nell’acronimo TOI), fondato nel 1838, con più di 2 milioni di copie giornaliere è il quotidiano in lingua inglese più diffuso non solo in India ma al mondo.
In generale bisogna riconoscere che i giornali indiani godono di una notevole libertà d’espressione e non hanno grossi problemi a criticare i vari governi, sia quello centrale che quelli locali, ma mostrano una quasi eccessiva imparzialità che spesso non aiuta il lettore a capire quale sia la reale situazione (fenomeno che capita talvolta anche con gli articoli di wikipedia).
Sebbene questo sia positivo poiché permette al lettore di farsi un’idea indipendente, talvolta è deleterio quando non gli vengono forniti dati reali sufficienti per crearsi l’idea.
Spesso capita, ad esempio, di leggere articoli molto critici su argomenti particolarmente caldi, che però terminano mostrando, o addirittura appoggiando, una tesi apparentemente contraria a quanto scritto prima, lasciando il lettore alquanto confuso.
A onor di cronaca dei 4 quotidiani che abbiamo citato il più serio sembra essere The Hindu che dedica maggior spazio alla politica e alla società piuttosto che al sensazionalismo.
Venendo ai particolari del The Times of India, l’edizione sulla quale faremo affidamento è quella di Varanasi, in genere composta da 18-20 pagine, divise approssimativamente in questo modo.
La prima pagina è la solita accozzaglia di notizie “clamorose” come nei giornali di tutto il mondo, mentre aprendo il primo foglio si trova subito la sezione Times City dedicata alle notizie cittadine.
Seppure talvolta siano presenti notizie interessanti o vagamente utili, in generale la sensazione che danno queste 1 o 2 pagine è di un elevato provincialismo che sfocia spesso nel patetico.
Dalle puerili didascalie delle foto di turisti stranieri, ad articoli su “rivoluzionarie” scoperte scientifiche di qualche dipartimento dell’Università cittadina, il tono generale è quello di mettere Varanasi al centro dell’Universo, come caposaldo imprescindibile nella storia dell’umanità, e forse è proprio questa mentalità a dimostrare che non lo sia.
Dopo le news cittadine è la volta di una paginetta sulle notizie regionali, e quindi almeno 4 pagine di notizie nazionali, dalle quali presumibilmente trarremo gran parte del materiale per le nostre rassegne stampa.
La sezione successiva, Times Global, è quindi dedicata alle notizie internazionali alle quali sono riservate 1 o 2 pagine, seppur il numero degli articoli rimanga scarso in ogni caso visto che quando sono distribuiti su due pagine aumentano anche le inserzioni pubblicitarie.
Ovviamente l’occhio è puntato prevalentemente sull’Asia, Cina e Pakistan sempre presenti con qualche piccola o grande news, ma almeno un articolo su quanto succede negli Stati Uniti e in Europa compare quasi quotidianamente.
Costante è invece la sezione riservata al gossip internazionale, sempre accompagnata dalla foto di una qualche donna famosa occidentale in abiti succinti; questo perché agli indiani piace pensare che le donne occidentali siano tutte delle poco di buono.
In realtà a causa della stretta censura in materia di nudità, non viene esposto molto e le pose non sono neppure lontanamente volgari, ed è anche vero che negli allegati vi sono foto di splendide attrici indiane poco vestite, il problema è la percentuale visto che su 10 indiane forse 1 è ritratta in abiti provocanti, mentre per le occidentali è l’esatto contrario.
Finite le notizie di cronaca, si trova l’interessante pagina editoriale, intitolata The Times of Ideas, dove si trovano alcuni articoli piuttosto seri sugli ultimi avvenimenti, qualche articolo scherzoso e la famosa sezione The Speaking Tree (L’albero parlante) dedicata alla spiritualità.
Seppur chiaramente non si possa pretendere di ricevere grandi lezioni da un articolo di giornale, per quanto “illuminante”, va segnalata la sua sola inusuale e piacevole presenza, nonché la vastissima e imparzialissima lista di fonti dalle quali vengono scelti gli articoli.
Dalle Upanishad a Osho, dai teosofi ai santi cristiani, passando per filosofi mussulmani, jaina, sikh, vengono rappresentate tutte le religioni e le correnti di pensiero che abbiano una qualche attinenza con la spiritualità.
Avremo sicuramente modo di tradurrne qualcuno interessante anche grazie ad una piccola collezione personale di vecchi articoli particolarmente significativi.
Dopo la spiritualità, vengono le notizie economiche della sezione business, divise in una o due pagine; l’unica cosa da notare è l’inspiegabile assenza di una qualsivoglia tabella dei cambi delle valute, che sarebbe l’unico motivo per consultare questa sezione.
Infine le notizie sportive, alle quali vengono dedicate di solito 2 pagine, o 3 quando riportano gli avvenimenti del week-end.
Qui è il cricket che la fa da padrone, occupando una pagina intera e talvolta due, e seppur il numero di notizie dipenda dal calendario sportivo, oggigiorno il cricket internazionale professionistico viene praticato quasi costantemente, quindi il TOI sull’argomento ha sempre modo di sbizzarrirsi.
Gli altri sport chiaramente dipendono dall’interesse che suscitano nei lettori e al secondo posto dietro al cricket troviamo il tennis.
Sebbene nel singolo i risultati degli atleti indiani non siano eccelsi, nel doppio si tolgono spesso delle belle soddisfazioni e sono quindi seguiti con interesse e costanza.
La frequente presenza di fotografie che ritraggono avvenenti tenniste bionde, in questo caso ci piace vederla essenzialmente come buon gusto e un naturale istinto, dato che in India non siamo abituati a vedere bellezze “chiare”.
Il terzo sport seguito dal TOI e dai suoi lettori è il golf (ebbene sì, anche lui prima del calcio!) nonostante i risultati dei golfisti indiani non siano prestigiosissimi, ma bisogna notare l’elevato numero di atleti di medio-alto livello.
Quindi arriva il calcio, il quale però in certi giorni manca completamente dalle notizie.
Il campionato più seguito è storicamente quello inglese, mentre gli alti campionati come quello spagnolo e italiano, fanno fatica a trovare più di un paio di notizie a settimana; chiaramente anche la Champions League viene seguita, ma con non più di un paio di articoli il giorno dopo le partite.
Con lo sport termina il quotidiano, al quale però vengono spesso allegati alcuni inserti, grossomodo inutili come in tutto il resto del mondo.
L’unico che merita una qualche perversa attenzione è Matrimonials, cioè una decina di pagine completamente dedicate alle proposte di matrimonio.
L’aspetto sociologico risulta piuttosto interessante in quanto mostra una delle più note caratteristiche della vita indiana, cioè l’importanza assoluta del matrimonio.
E grazie alle inserzioni è anche possibile farsi un’idea su quali siano i requisiti primari per chi cerca “l’anima gemella” (virgolette d’obbligo perché trovarla tramite un giornale richiede una fortuna davvero sfacciata).
Nonostante venga spesso segnalato che la casta di appartenenza non è un impedimento, in realtà gli annunci sono divisi in religioni, caste e sottocaste, con tanto di tabella esplicativa dove vengono segnalate decine di categorie.
Nel dettaglio invece una carnagione chiara sembra essere un plus notevole per le donne, mentre gli uomini non mancano di far notare molto spesso di non bere alcolici, a quanto pare, secondo la mentalità indiana, due requisiti fondamentali per un matrimonio di successo...
Ma prima di dedicarci ai dettagli delle notizie presentiamo la fonte.
I quotidiani in lingua inglese più diffusi nel nord del paese sono 4: The Times of India, Hindustan Times, Indian Express e The Hindu, più o meno in ordine dall’alto al basso nel numero di vendite.
Da anni il nostro giornale preferito è il The Times of India per due motivi: il primo decisamente puerile, cioè la presenza di un maggior numero di strisce comiche e notizie sportive; la seconda invece sociologica, in quanto siamo convinti che leggere i giornali più diffusi aiuti a capire che cosa sanno le persone comuni, o almeno cosa si vuole che sappiano.
E il The Times of India (abbreviato nell’acronimo TOI), fondato nel 1838, con più di 2 milioni di copie giornaliere è il quotidiano in lingua inglese più diffuso non solo in India ma al mondo.
In generale bisogna riconoscere che i giornali indiani godono di una notevole libertà d’espressione e non hanno grossi problemi a criticare i vari governi, sia quello centrale che quelli locali, ma mostrano una quasi eccessiva imparzialità che spesso non aiuta il lettore a capire quale sia la reale situazione (fenomeno che capita talvolta anche con gli articoli di wikipedia).
Sebbene questo sia positivo poiché permette al lettore di farsi un’idea indipendente, talvolta è deleterio quando non gli vengono forniti dati reali sufficienti per crearsi l’idea.
Spesso capita, ad esempio, di leggere articoli molto critici su argomenti particolarmente caldi, che però terminano mostrando, o addirittura appoggiando, una tesi apparentemente contraria a quanto scritto prima, lasciando il lettore alquanto confuso.
A onor di cronaca dei 4 quotidiani che abbiamo citato il più serio sembra essere The Hindu che dedica maggior spazio alla politica e alla società piuttosto che al sensazionalismo.
Venendo ai particolari del The Times of India, l’edizione sulla quale faremo affidamento è quella di Varanasi, in genere composta da 18-20 pagine, divise approssimativamente in questo modo.
La prima pagina è la solita accozzaglia di notizie “clamorose” come nei giornali di tutto il mondo, mentre aprendo il primo foglio si trova subito la sezione Times City dedicata alle notizie cittadine.
Seppure talvolta siano presenti notizie interessanti o vagamente utili, in generale la sensazione che danno queste 1 o 2 pagine è di un elevato provincialismo che sfocia spesso nel patetico.
Dalle puerili didascalie delle foto di turisti stranieri, ad articoli su “rivoluzionarie” scoperte scientifiche di qualche dipartimento dell’Università cittadina, il tono generale è quello di mettere Varanasi al centro dell’Universo, come caposaldo imprescindibile nella storia dell’umanità, e forse è proprio questa mentalità a dimostrare che non lo sia.
Dopo le news cittadine è la volta di una paginetta sulle notizie regionali, e quindi almeno 4 pagine di notizie nazionali, dalle quali presumibilmente trarremo gran parte del materiale per le nostre rassegne stampa.
La sezione successiva, Times Global, è quindi dedicata alle notizie internazionali alle quali sono riservate 1 o 2 pagine, seppur il numero degli articoli rimanga scarso in ogni caso visto che quando sono distribuiti su due pagine aumentano anche le inserzioni pubblicitarie.
Ovviamente l’occhio è puntato prevalentemente sull’Asia, Cina e Pakistan sempre presenti con qualche piccola o grande news, ma almeno un articolo su quanto succede negli Stati Uniti e in Europa compare quasi quotidianamente.
Costante è invece la sezione riservata al gossip internazionale, sempre accompagnata dalla foto di una qualche donna famosa occidentale in abiti succinti; questo perché agli indiani piace pensare che le donne occidentali siano tutte delle poco di buono.
In realtà a causa della stretta censura in materia di nudità, non viene esposto molto e le pose non sono neppure lontanamente volgari, ed è anche vero che negli allegati vi sono foto di splendide attrici indiane poco vestite, il problema è la percentuale visto che su 10 indiane forse 1 è ritratta in abiti provocanti, mentre per le occidentali è l’esatto contrario.
Finite le notizie di cronaca, si trova l’interessante pagina editoriale, intitolata The Times of Ideas, dove si trovano alcuni articoli piuttosto seri sugli ultimi avvenimenti, qualche articolo scherzoso e la famosa sezione The Speaking Tree (L’albero parlante) dedicata alla spiritualità.
Seppur chiaramente non si possa pretendere di ricevere grandi lezioni da un articolo di giornale, per quanto “illuminante”, va segnalata la sua sola inusuale e piacevole presenza, nonché la vastissima e imparzialissima lista di fonti dalle quali vengono scelti gli articoli.
Dalle Upanishad a Osho, dai teosofi ai santi cristiani, passando per filosofi mussulmani, jaina, sikh, vengono rappresentate tutte le religioni e le correnti di pensiero che abbiano una qualche attinenza con la spiritualità.
Avremo sicuramente modo di tradurrne qualcuno interessante anche grazie ad una piccola collezione personale di vecchi articoli particolarmente significativi.
Dopo la spiritualità, vengono le notizie economiche della sezione business, divise in una o due pagine; l’unica cosa da notare è l’inspiegabile assenza di una qualsivoglia tabella dei cambi delle valute, che sarebbe l’unico motivo per consultare questa sezione.
Infine le notizie sportive, alle quali vengono dedicate di solito 2 pagine, o 3 quando riportano gli avvenimenti del week-end.
Qui è il cricket che la fa da padrone, occupando una pagina intera e talvolta due, e seppur il numero di notizie dipenda dal calendario sportivo, oggigiorno il cricket internazionale professionistico viene praticato quasi costantemente, quindi il TOI sull’argomento ha sempre modo di sbizzarrirsi.
Gli altri sport chiaramente dipendono dall’interesse che suscitano nei lettori e al secondo posto dietro al cricket troviamo il tennis.
Sebbene nel singolo i risultati degli atleti indiani non siano eccelsi, nel doppio si tolgono spesso delle belle soddisfazioni e sono quindi seguiti con interesse e costanza.
La frequente presenza di fotografie che ritraggono avvenenti tenniste bionde, in questo caso ci piace vederla essenzialmente come buon gusto e un naturale istinto, dato che in India non siamo abituati a vedere bellezze “chiare”.
Il terzo sport seguito dal TOI e dai suoi lettori è il golf (ebbene sì, anche lui prima del calcio!) nonostante i risultati dei golfisti indiani non siano prestigiosissimi, ma bisogna notare l’elevato numero di atleti di medio-alto livello.
Quindi arriva il calcio, il quale però in certi giorni manca completamente dalle notizie.
Il campionato più seguito è storicamente quello inglese, mentre gli alti campionati come quello spagnolo e italiano, fanno fatica a trovare più di un paio di notizie a settimana; chiaramente anche la Champions League viene seguita, ma con non più di un paio di articoli il giorno dopo le partite.
Con lo sport termina il quotidiano, al quale però vengono spesso allegati alcuni inserti, grossomodo inutili come in tutto il resto del mondo.
L’unico che merita una qualche perversa attenzione è Matrimonials, cioè una decina di pagine completamente dedicate alle proposte di matrimonio.
L’aspetto sociologico risulta piuttosto interessante in quanto mostra una delle più note caratteristiche della vita indiana, cioè l’importanza assoluta del matrimonio.
E grazie alle inserzioni è anche possibile farsi un’idea su quali siano i requisiti primari per chi cerca “l’anima gemella” (virgolette d’obbligo perché trovarla tramite un giornale richiede una fortuna davvero sfacciata).
Nonostante venga spesso segnalato che la casta di appartenenza non è un impedimento, in realtà gli annunci sono divisi in religioni, caste e sottocaste, con tanto di tabella esplicativa dove vengono segnalate decine di categorie.
Nel dettaglio invece una carnagione chiara sembra essere un plus notevole per le donne, mentre gli uomini non mancano di far notare molto spesso di non bere alcolici, a quanto pare, secondo la mentalità indiana, due requisiti fondamentali per un matrimonio di successo...
