Dal nostro corrispondente, Oscar Salvador
Un giorno Akbar chiese al suo cortigiano favorito Birbal: «Qual’è la madre di tutte le passioni? Se entro tre mesi non scoprirai questo per me, ti farò tagliare la testa.»
Un giorno Akbar chiese al suo cortigiano favorito Birbal: «Qual’è la madre di tutte le passioni? Se entro tre mesi non scoprirai questo per me, ti farò tagliare la testa.»
Gli imperatori, si sa, sono un po’ imprevedibili e Birbal non potè far altro che accettare questo ordine del suo padrone.
Nonostante la sua proverbiale sagacia però, passati due mesi e mezzo, non era ancora riuscito a trovare una risposta soddisfacente e incominciava ad essere molto preoccupato.
Sua figlia notò il suo scoraggiamento e gli chiese qual’era la causa.
Birbal quindi le raccontò della domanda di Akbar, lei sorrise e gli disse: «invita a cena l’Imperatore per stare solo con me».
Il giorno stabilito, la figlia di Birbal cercò una serva che le somigliasse, e la tenne nascosta in camera, mentre lei intratteneva amabilmente l’Imperatore.
Akbar fu molto soddisfatto della piacevole serata passata con la figlia del suo cortigiano e tra il buon cibo, l’abbondante bevuta e l’atmosfera romantica, disse alla ragazza che sarebbe stato felice di avere la sua compagnia a letto.
La figlia di Birbal, che l’aveva previsto, chiese alcuni minuti per andare a prepararsi e quando invitò l’Imperatore nella stanza, in realtà nel letto vi era la serva-sosia.
Il giorno dopo Akbar, tornato a palazzo, fu preso dal rimorso di aver deflorato la figlia del suo miglior amico e mandò qualcuno a chiamarla.
Lei arrivò gaia e sorridente, mentre Akbar si aspettava che anche lei si sentisse in colpa e avesse vergogna, invece gli disse: «Mio Imperatore, non ero io la ragazza che avete deflorato, era una mia sosia» e come prova fece entrare la serva che l’aveva accompagnata al palazzo.
Sorridendo continuò: «volevo solo dimostrarvi che la solitudine è la madre di tutte le passioni, così che non avreste tagliato la testa a mio padre».
Akbar fu molto soddisfatto, si congratulò pubblicamente con Birbal per avere una figlia di tale bellezza e intelligenza e donò un grande pezzo di terreno alla ragazza che aveva deflorato e che in realtà era già più che lusingata e soddisfatta di aver fatto l’amore con l’Imperatore.
La lezione di questa parabola è rivolta in particolare agli aspiranti asceti che cercano di perfezionarsi nella difficilissima, quasi impossibile, pratica del celibato.
