Dal nostro corrispondente Oscar Salvador
Secondo l’induismo, due requisiti fondamentali per raggiungere l’Illuminazione sono la devozione (bhakti) e la conoscenza (jnana).
Esse rappresentano infatti due ali egualmente importanti per permettere all’anima di volare.
Personalmente però, sono dell’idea che la devozione abbia in realtà una leggera predominanza, se non altro perché se è possibile raggiungere Dio con poca conoscenza e tanta devozione, lo stesso non si può dire nel caso contrario, cioè con tanta conoscenza e poca devozione.
Una breve parabola indiana, sembra in qualche modo darmi ragione...
Un giorno Narada (un mitologico devoto di Vishnu) chiese al signore Vishnu quale fosse la differenza tra uno yogi, seguace della conoscenza, e un bhakta, un devoto di Dio.
Vishnu allora gli disse di seguirlo sulla terra.
Dopo un po’ che camminavano, nei pressi di una città, incontrarono uno yogi che pendeva a testa giù dal ramo di un albero.
Vedendoli lo yogi chiese a Vishnu: «quante nascite dovrò ancora aspettare prima di essere libero dal ciclo di nascita e morte? Le mie austerità sono così dure che dovrò realizzare molto presto».
Vishnu gli rispose: «mi spiace, ma nonostante questo dovrai aspettare ancora due rinascite».
Sentite queste parole, lo yogi scese dall’albero e disse: «allora non c’è motivo che io continui con le mie pratiche.» e abbandonò la vita ascetica.
Proseguendo oltre, Vishnu e Narada incontrarono un devoto che cantava il nome di Dio e danzava all’ombra di un gigantesco albero banyan.
Vedendoli egli chiese a Vishnu: «o mio Signore, come sei stato gentile a venirmi a trovare! Com’è meraviglioso che mi sia concesso di vederTi! Per piacere ditemi, quante vite dovrò ancora aspettare prima di essere liberato dalla ruota dell’esistenza?».
Vishnu rispose: «sono davvero addolorato nel dirti questo, ma dovrai rinascere ancora tante volte quante sono le foglie di quest’albero».
Udite queste parole, il devoto urlò di gioia: «davvero solo queste volte? Credevo non ci fosse limite! Cantando il Tuo nome, il tempo passerà senza neanche accorgermene!» e riprese a cantare e danzare.
Vishnu allora sorrise e disse: «va bene, se è così che la prendi, allora vieni subito da me!».
Quindi Vishnu si rivolse a Narada: «vedi la differenza tra uno yogi e un devoto? Gli yogi cercano ancora di attaccarsi al loro ego e cosa ne ottengono? Nulla! Il devoto realizza grandi cose offrendo il proprio ego alla sua amata divinità!».
Esse rappresentano infatti due ali egualmente importanti per permettere all’anima di volare.
Personalmente però, sono dell’idea che la devozione abbia in realtà una leggera predominanza, se non altro perché se è possibile raggiungere Dio con poca conoscenza e tanta devozione, lo stesso non si può dire nel caso contrario, cioè con tanta conoscenza e poca devozione.
Una breve parabola indiana, sembra in qualche modo darmi ragione...
Un giorno Narada (un mitologico devoto di Vishnu) chiese al signore Vishnu quale fosse la differenza tra uno yogi, seguace della conoscenza, e un bhakta, un devoto di Dio.
Vishnu allora gli disse di seguirlo sulla terra.
Dopo un po’ che camminavano, nei pressi di una città, incontrarono uno yogi che pendeva a testa giù dal ramo di un albero.
Vedendoli lo yogi chiese a Vishnu: «quante nascite dovrò ancora aspettare prima di essere libero dal ciclo di nascita e morte? Le mie austerità sono così dure che dovrò realizzare molto presto».
Vishnu gli rispose: «mi spiace, ma nonostante questo dovrai aspettare ancora due rinascite».
Sentite queste parole, lo yogi scese dall’albero e disse: «allora non c’è motivo che io continui con le mie pratiche.» e abbandonò la vita ascetica.
Proseguendo oltre, Vishnu e Narada incontrarono un devoto che cantava il nome di Dio e danzava all’ombra di un gigantesco albero banyan.
Vedendoli egli chiese a Vishnu: «o mio Signore, come sei stato gentile a venirmi a trovare! Com’è meraviglioso che mi sia concesso di vederTi! Per piacere ditemi, quante vite dovrò ancora aspettare prima di essere liberato dalla ruota dell’esistenza?».
Vishnu rispose: «sono davvero addolorato nel dirti questo, ma dovrai rinascere ancora tante volte quante sono le foglie di quest’albero».
Udite queste parole, il devoto urlò di gioia: «davvero solo queste volte? Credevo non ci fosse limite! Cantando il Tuo nome, il tempo passerà senza neanche accorgermene!» e riprese a cantare e danzare.
Vishnu allora sorrise e disse: «va bene, se è così che la prendi, allora vieni subito da me!».
Quindi Vishnu si rivolse a Narada: «vedi la differenza tra uno yogi e un devoto? Gli yogi cercano ancora di attaccarsi al loro ego e cosa ne ottengono? Nulla! Il devoto realizza grandi cose offrendo il proprio ego alla sua amata divinità!».
