Dal nostro corrispondente, Oscar Salvador
Di seguito proponiamo una breve parabola indiana sulla relativa importanza dei presagi; protagonisti gli ormai noti Akbar e Birbal.
Un giorno l’Imperatore Akbar si svegliò molto presto, si affacciò alla finestra e la prima persona che vide fu un lavandaio con un occhio solo intento a lavare i panni nel fiume Yamuna.
Mentre Akbar si chiedeva che tipo di presagio potesse essere, il lavandaio alzò la testa, lo vide e si inchinò per salutarlo.
Durante la mattinata, Akbar inciampò nelle scale e si tagliò un dito del piede, un’ape lo punse sulla mano mentre era in giardino, l’Imperatrice si ammalò e vi fu un incendio nelle cucine imperiali che causò il ritardo nel pranzo.
Gli ossequiosi cortigiani gli dissero: «che giornata sfortunata, nostro Signore, chi avete visto per primo questa mattina quando vi siete svegliati?».
«Il lavandaio con un occhio solo», rispose Akbar.
«La sua faccia è di malaugurio Sire, condannatelo a morte!» invocarono i cortigiani.
E un gruppo di soldati uscì dal palazzo per andare ad arrestare il lavandaio.
Mentre questi si trovava tremante e spaventato in attesa del giudizio dell’Imperatore, il saggio cortigiano Birbal, che aveva seguito tutta la faccenda, lo chiamò in disparte e gli diede alcuni suggerimenti.
Quando Akbar si presentò e gli disse quanto malaugurante fosse il suo volto, il lavandaio rispose umilmente: «chiedo il Vostro perdono, mio Signore, ma devo farvi una domanda: quale viso è più di cattivo presagio, il mio o il Vostro?»
Tutti i cortigiani furono scandalizzati dall’impertinenza dell’uomo ma Akbar fece loro cenno di fare silenzio e chiese al lavandaio: «cosa intendi dire con questo?».
«O mio Padrone, il Vostro viso è il primo che ho visto questa mattina e ora sto per essere condannato a morte!».
Nonostante i tentativi di rimanere serio, Akbar scoppiò a ridere e chiese al lavandaio: «chi ti ha suggerito di rispondermi così?».
«È stato Birbal, mio Signore.»
«Bene, buon uomo, Birbal ti ha salvato la vita» e ordinò che il lavandaio fosse lautamente ricompensato per il grande spavento.
Un giorno l’Imperatore Akbar si svegliò molto presto, si affacciò alla finestra e la prima persona che vide fu un lavandaio con un occhio solo intento a lavare i panni nel fiume Yamuna.
Mentre Akbar si chiedeva che tipo di presagio potesse essere, il lavandaio alzò la testa, lo vide e si inchinò per salutarlo.
Durante la mattinata, Akbar inciampò nelle scale e si tagliò un dito del piede, un’ape lo punse sulla mano mentre era in giardino, l’Imperatrice si ammalò e vi fu un incendio nelle cucine imperiali che causò il ritardo nel pranzo.
Gli ossequiosi cortigiani gli dissero: «che giornata sfortunata, nostro Signore, chi avete visto per primo questa mattina quando vi siete svegliati?».
«Il lavandaio con un occhio solo», rispose Akbar.
«La sua faccia è di malaugurio Sire, condannatelo a morte!» invocarono i cortigiani.
E un gruppo di soldati uscì dal palazzo per andare ad arrestare il lavandaio.
Mentre questi si trovava tremante e spaventato in attesa del giudizio dell’Imperatore, il saggio cortigiano Birbal, che aveva seguito tutta la faccenda, lo chiamò in disparte e gli diede alcuni suggerimenti.
Quando Akbar si presentò e gli disse quanto malaugurante fosse il suo volto, il lavandaio rispose umilmente: «chiedo il Vostro perdono, mio Signore, ma devo farvi una domanda: quale viso è più di cattivo presagio, il mio o il Vostro?»
Tutti i cortigiani furono scandalizzati dall’impertinenza dell’uomo ma Akbar fece loro cenno di fare silenzio e chiese al lavandaio: «cosa intendi dire con questo?».
«O mio Padrone, il Vostro viso è il primo che ho visto questa mattina e ora sto per essere condannato a morte!».
Nonostante i tentativi di rimanere serio, Akbar scoppiò a ridere e chiese al lavandaio: «chi ti ha suggerito di rispondermi così?».
«È stato Birbal, mio Signore.»
«Bene, buon uomo, Birbal ti ha salvato la vita» e ordinò che il lavandaio fosse lautamente ricompensato per il grande spavento.
