Una
delle preoccupazioni maggiori di chi si reca in India per lunghi
periodi, ma anche solo per una breve vacanza,
è quella che riguarda le malattie che si possono contrarre e i
vaccini disponibili per prevenirle.
Nonostante
sia pur vero che in India circolano numerose malattie, di cui molte
debellate da anni nei paesi sviluppati, grazie alla nostra ormai
decennale esperienza del subcontinente indiano possiamo dire che la
situazione reale non è poi così tragica.
Al punto che
si potrebbe addirittura affermare che invece di vaccinarsi ed
assumere medicinali più o meno efficaci, sia ben più importante una
semplice attenzione generale che faccia evitare inutili rischi.
Rischi che
dipendono da molti fattori, tra cui i più importanti sono
sicuramente la stagione climatica e la posizione geografica.
Tenendo
presente che la maggior parte dei visitatori stranieri tende a
recarsi in India durante la buona stagione (da Ottobre ad Aprile) il
rischio di contrarre malattie serie è decisamente basso.
A questo va
aggiunto che le condizioni igieniche dei luoghi maggiormente
frequentati da stranieri sono, se non ottimali, quantomeno
sufficienti ad evitare epidemie di sorta.
Tra le varie
patologie quelle derivanti dalle zanzare sono piuttosto rare da
contrarre perché seppur le zanzare indiane siano attive tutto
l'anno, è nei mesi monsonici da Giugno a Settembre che concentrano
le loro attività di vettori di malattie.
Oltretutto
per le patologie trasmesse dalle zanzare, quali chikungunya, dengue,
malaria ed encefalite, non esistono neppure dei vaccini efficaci,
l'unica soluzione è cercare di farsi pungere il meno possibile,
utilizzando creme, anti-zanzare e zanzariere chiaramente abbondanti
sul mercato.
Ma
l'attenzione maggiore deve essere posta all'acqua ed ai cibi, che in
India sono noti per essere in grado di distruggere anche gli
intestini più resistenti.
A causa
della pessima gestione, come riportato in un recente post, l'acqua
che proviene dai rubinetti indiani è nella maggior parte dei casi
altamente pericolosa per il consumo umano per cui bisogna
assolutamente bere sempre acqua imbottigliata, almeno per i primi
mesi.
Iniziando
dopo un po' di tempo a bere acqua locale da fonti considerate sicure
dalla gente del posto, di certo si allenerà l'organismo, ma se
possibile bisognerebbe evitare di farne un'abitudine.
Sul mercato
vi sono numerose soluzioni per purificare l'acqua e possiamo
affermare che anche le più economiche sono sufficienti a risolvere
il problema.
Il discorso
sul cibo è molto simile a quello dell'acqua, almeno per quanto
riguarda il cibo di strada che a causa delle condizioni igieniche,
spesso disastrose, può essere alquanto pericoloso.
Nonostante
le varie precauzioni che si possono prendere è comunque piuttosto
comune e normale incappare in qualche tipo di disordine intestinale,
per i quali sono ovviamente presenti varie soluzioni farmaceutiche.
In India
oltretutto le farmacie sono numerosissime e non è difficile ottenere
medicinali che risolvano, almeno temporaneamente, i più comuni
malesseri.
Seppur
l'idea di andare sicuramente incontro a veloci corse e lunghe
permanenze nei gabinetti indiani possa essere accolta con qualche
timore, bisogna però dire che questo, in media, è il massimo
inconveniente nel quale si può incappare.