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lunedì 28 novembre 2011

Un'osservatorio sull'India, parte II.

Riprendiamo oggi a considerare il testo India and the future di William Archer (nella foto), riprendendo il filone di riflessioni lasciato aperto dal precedente post.
Come si accennava, il testo è stato pubblicato nel 1917 e, tuttavia, riporta analisi che, a mio parere (dopo circa 6 anni spesi in India), sono di una sorprendente attualità.
Consideriamo oggi l’ignominia del sistema castale, la cui cultura credo di poter affermare sia  ancora fortemente radicata in India malgrado la discriminazione sulla base della casta (oltre che su base razziale, religiosa e di sesso) e la stessa intoccabilità siano state dichiarate incostituzionali all’indomani dell’indipendenza del paese.
Tuttavia, a proposito dell'intoccabilità, merita segnalare che, da una stima comune, è stato concluso che i dalit, gli intoccabili siano, ad oggi, almeno 160 milioni, in India. Al riguardo può essere interessante una visita a questo sito internet.
Archer fa una breve panoramica storica:

In the Vedas we have a wholesome, primitive, nature-religion, free from sacerdotalism, free from asceticism, knowing nothing of metempsychosis, and based on a simple, natural form of social organization. A few century elapse, and we find religion the property of a hereditary priesthood; ceremonial so tinctured with magic that the misplacing of a syllable or an emphasis in a sacred mantra is supposed to annul its efficacy; asceticism rampant and arrogant; the theory of metempsychosis morbidly overstraining the imagination, and leading men to look upon life as an illimitable, fantastic, more or less cruel fairy-tale; and, to crown all, a social organization the most elaborately anti-social that the mind of man ever conceived. Caste […] are of the very essence of Hinduism, growing with its growth and strengthening with its strength. A few more centuries pass, and great efforts are made to remedy the worst of these abuses. Two almost contemporary movements, Buddhism and Jainism, have a certain measure of success. But Brahminism, tenaciously invincible, soon rears its undiminished head. Buddhism is cast out, and the Jains survive as a comparatively small sect (William Archer, India and the future, p. 78-79).

Traducendo rapidamente: nei Veda abbiamo una dimensione religiosa genuina, libera da sacerdotalismo, libera da sacerdoti ed ascesi, con nessuna nozione di metempsicosi, e basata su di una forma semplice e naturale di organizzazione sociale. Dopo pochi secoli la religione diviene prerogativa di un sacerdozio ereditario. Il cerimoniale si compromette al punto con la magia che la sbagliata pronuncia di una sillaba o la scarsa attenzione per  un mantra sacro potrebbe annullrne l’efficacia. L’attitudine ascetica si fa rampante ed arrogante mentre la teoria della metempsicosi porta a considerarela vita alla stregua di una fiaba grossomodo crudele. A coronamento di tutto l’organizzazione sociale [indiana] diviene una tra le più elaboratamente anti-sociali che la mente umana potesse mai concepire. Le caste [...] sono l'essenza stessa dell'induismo, cresce con lui, si rafforza con lui. Passa ancora qualche secolo e grandi sforzi vengono fatti per rimediare al peggiore di questi abusi [il sistema castale]. Due movimenti quasi contemporanei, il buddismo ed giainismo, hanno un buon successo ma il Brahminismo, con invincibile tenacia, rialza presto la testa. Il Buddismo [nel tempo] viene estromesso dal paese mentre il giainismo sopravvive come una setta minoritaria.

In un altro passaggio, che alla luce della mia esperienza nel paese trovo soprendentemente attuale, Archer scrive:

[…] An institution which nowhere else in the world exists […] has ruled for something like three thousand years throughout the lenght and breadth of India. It sprang, perhaps […] from the absence of national life; and, once established, it effectually barred the development of national life. Not country, but caste, was, and in great measure still is, the object of loyalty. Under the dominance of caste, every community is divided against itself. The very idea of a common-weal is excluded where one social stratum would disdain to have anything, wether weal or woe, in common with another. (Ivi, p. 44)


Traducendo ancora: Un'istituzione che non  esiste in nessun'altra parte del mondo [...] ha governato l’India per circa 3000 anni. E’ scaturita, forse, da un'assenza di vita nazionale e, una volta stabilita, ne ha efficacemente impedito lo sviluppo. Non è dunque paese ma la  casta ad essere stata e, in buona misura, ad essere ancora oggi, oggetto di fedeltà. Sotto il dominio castale, ogni comunità è intrinsecamente divisa e questo preclude alla radice l'idea stessa di un bene comune nel momento in cui uno strato sociale  disdegna di condividere qualcosa, benessere o sofferenza,  con un altro.

Credo Archer abbia fatto abbastanza centro. E’ difatti proverbiale la mancanza di senso civico degli indiani che credo possa essere facilmente ricondotta al tipo di organizzazione sociale castale peculiare del paese.
In India domina una cultura del “privato”, della propria casa, della propria famiglia, del proprio benessere mentre quanto dovrebbe essere di tutti è profondamente disprezzato oltre che trascurato. Facile intuire come questa visione sia profondamente miope, nella misura in cui non si può pienamente beneficiare di una casa impeccabile nel momento in cui, appena fuori, le scanalature delle fogne sono a cielo aperto e microbi e batteri di ogni sorta si infiltrano anche negli interni immacolati (merita tuttavia segnalare che il paese sta facendo sorprendenti progressi nell'ambito delle infrastrutture e della stessa sicurezza sanitaria). Non a caso l’ultima epidemia di peste (di eco mondiale, dato che di peste muoiono ancora molte persone in India ma il fenomeno è contenuto e dunque non fa, sostanzialmente, notizia) è stata documentata da Tiziano Terzani nel 1996. Per fare appena un esempio.
In poche parole, credo che la cultura castale che molti indofili tendono a sdrammatizzare, a relegare in una voluta (e a mio parere colpevole) marginalità, condizioni nel profondo la vita sociale e la psicologia individuale, in India, con conseguenze di ogni ordine e grado.
Per concludere, cito un brano di un romanzo che sto scrivendo e che spero riuscirò a pubblicare nel mese di Aprile: Sadhu si ma con la rendita. Il romanzo è parzialmente ambientato a Benares che ho descritto come segue:

  Una dimensione pubblica degradata a pura giungla metropolitana, un rapporto con l’ambiente all’insegna della più assoluta incuria (anche se, nel momento in cui Sadhu atterra a Benares, in città iniziano ad avere una vaga idea di che cosa sia la nettezza urbana), piscia e sputi di fiotti rossi di saliva al betel di frequente — se non costante — corollario.
  Veniamo all’acustica; Sadhu, ancora prima di uscire dall’aereoporto ha già inserito, vecchia mutanda, tappi tattici nelle orecchie. Il frastuono di clacson è, difatti, inverosimile. Immaginatevi una situazione di strade congestionate di traffico in cui ciascuno, a momenti alterni, per segnalare sorpassi o semplicemente il proprio essere nel mondo ed evitare di essere ritrovato appiccicato sulla parte anteriore di un camion, suona. Immaginatevela bene ed avrete l’acustica di Benares, condita dal roboare ossessivo di tattici gruppi elettrogeni (ogni quartiere ha i suoi, sembra quasi facciano a gara di chi fa più casino), in virtù, altra chicca impagabile, dei tuttora frequenti powercuts.
  Veniamo alle file o, banalmente, alla elementare capacità di aspettare il proprio turno quando si deve comprare qualcosa in un negozio o spedire un pacco all’ufficio postale, ordinare delle analisi in un ambulatorio e simili ed è lì che l’indiano medio dà veramente il meglio di sè. Viene improvvisamente colto da una febbre prevaricatrice, come se aspettare il proprio turno (spesso si tratta di una manciata o poche manciate di secondi) per richiedere o pagare un qualunque prodotto sia quanto di più irragionevole possa essere richiesto ad un essere umano. Ci si trova dunque costretti ad assistere a scene di animalesco prorompere all’arrembaggio, mani che si protendono con la banconota, rilasciando olezzi di ascella nelle immediate vicinanze (usati, a loro volta, come sleali mezzi persuasivi per farsi largo nel magma umano) o voci che debbono a tutti i costi imporsi su brevi colloqui in corso e già in procinto di terminare, reclamando attenzione e disponibilità solo ed unicamente per sè. A questo punto credo sia interessante entrare nel vivo di cosa rappresenti l’altro generalizzato per l’indiano medio. Per quello che ho avuto modo di vedere, l’indiano medio fa completamente astrazione delle persone con cui si trova a condividere lo spazio. In India si assiste dunque, quotidianamente, ad una sorta di “autismo generalizzato”; ognuno pensa solo ed unicamente per sé, giungendo a perdere il senso della percezione stessa del proprio simile, passandogli sui piedi, sputandogli addosso, ruttandogli nelle orecchie. [...] E’ francamente la cosa che ancora più mi sconvolge del paese, l’assoluta impermeabilità alla dimensione interumana che dunque invisona lo stomaco anche rispetto agli enormi squilibri sociali che si trovano ancora nel paese e su cui credo sia meglio sorvolare, per poterci permettere di mantenere il tono di queste pagine ragionevolmente semiserio.


Vi do appuntamento al prossimo post di questo osservatorio sull’India. Si tornera’ a considerare la questione delle caste, anche alla luce del Manusmriti, il tradizionale testo normativo (redatto probabilmente tra il 200 A.C. ed il 200 D.C.) e delle relazioni che possono riscontrarsi con la cultura nazista (maggiori di quanto si possa pensare).
Naturalmente avremo modo di considerare anche aspetti positivi. La visione critica del paese non vuole difatti essere di parte ma solo, il più possibile, realistica.

Una nuova rassegna stampa dal Nepal.


Oscar Salvador,  autore di Di Kali ed altre storie e corrispondente dall'Asia del Progetto Viverealtrimenti, ci offre una nuova, ben fatta, rassegna stampa dal Nepal (per le rassegne precedenti, cliccare qui).
Buona lettura!

Il lungo processo di democratizzazione del Nepal prosegue, lentamente e non senza qualche intoppo, ma se non altro è cominciato.
L’integrazione dei 19.000 ex-guerriglieri Maoisti è iniziata ufficialmente il 19 di Novembre ma la scarsa preparazione, nonché i problemi nell’emissione delle nuove carte d’identità, stanno rendendo il procedimento piuttosto difficile (20 Novembre Poor preparations affect.regrouping; Very few go for rehabilitation option; problems faced in ID card issuance – Poveri preparativi affliggono il riaccorpamento; Molto pochi optano per la riabilitazione; Problemi nell’emissione delle cart d’identità; 25 Novembre Regrouped fighters without ID cards – Combattenti reintagrati senza carte d’identità).
Nei giorni successivi sono state pubblicate delle tabelle con le statistiche delle scelte delle 7 divisioni di ex-guerrieglieri, con tre colonne riportanti le opzioni proposte e gli aderenti: la prima colonna riguarda l’integrazione nell’esercito; la seconda concerne il ritiro volontario in cambio di una somma di denaro (fino alle 900.000 rupie,circa 8.500 euro, in base al ranking); la terza che riguarda infine la riabilitazione attraverso corsi di studio, professionali e possibilità d’impiego anche all’estero.

Il risultato, dopo circa 5-6 giorni, vede ben il 70% scegliere di essere integrati nell’esercito regolare nepalese; il 30% scegliere il ritiro in cambio di denaro; mentre lo zero assoluto ha optato per la riabilitazione professionale (21 Novembre 70 pc combatants willing to join army – 70% dei combattenti vogliono unirsi all’esercito).
Questo, se non prevedibile, era quantomeno ipotizzabile, dato che gli ex-guerriglieri appartengono in genere agli strati più poveri della società e sono interessati, giustamente, a un profitto medio-basso ma sicuro e a lungo termine, come quello che può offrire l’esercito regolare, piuttosto che un profitto medio-alto ma incerto, come quello offerto dai pacchetti di riabilitazione; la maggior parte delle donne ex-combattenti ha invece scelto chiaramente l’opzione di ritiro volontario in cambio di denaro (18 Novembre Most female fighters to opt for volutary retirement – La maggior parte delle donne combattenti optano per il ritiro volontario).

La netta sproporzione tra le scelte effettuate non era purtroppo preventivata, ma si sperava che le scelte venissero equamente distribuite per ciascuna opzione, quindi si stanno creando chiaramente dei problemi.
Intanto la quota di 6.500 ex-guerriglieri integrati nell’esercito sta per essere raggiunta a breve e sarà difficile poter allargare di molto il numero: durante i lunghi anni di instabilità politica, l’esercito era già stato ampliato più volte dal Re per cercare di contrastare i rivoluzionari, per cui trovare posto per gli ex-guerriglieri Maoisti risulta quasi impossibile.
Bisogna tenere anche presente che il Nepal ha bisogno di un esercito solo per un utilizzo all’interno del paese, non certo per la difesa e l’attacco esterni, essendo situato tra due super-potenze come la Cina e l’India.
Il discompenso nella scelta tra l’integrazione nell’esercito, il ritiro pagato e la riabilitazione, sta quindi creando una certa apprensione presso i donatori, principalmente stranieri, che finanziano il ritiro e la riabilitazione, in quanto il semplice indennizzo economico sarebbe, a loro avviso, ineffettivo (22 Novembre Donors not funding retirement package; Feel rehab not “marketed” well; Open to small cash payment – I donatori non finanziano il pacchetto pensione; Pensano che la riabilitazione non sia stata adeguatamente pubblicizzata; Aperti a piccoli pagamenti in contanti; 22 Novembre Cash payment alone is ineffective: Donors – I Donatori: il solo pagamento in contanti è inutile).
Seppur questo non sia scritto sulle pagine del giornale, la situazione sembra essere la seguente: probabilmente i nepalesi sapevano quali sarebbero state le scelte, e forse le hanno addirittura agevolate, sperando di poter poi sistemare gli ammanchi aumentando il numero dei pensionati volontari, pagati però con i soldi di investimenti stranieri.
I quali stranieri speravano invece di poter avere come tornaconto alla loro “magnanimità” un minimo di privilegio sulla manodopera qualificata nepalese ma, mancando questo, si trovano a “ricattare” i nepalesi.
In data Venerdì 25 Novembre il numero totale degli ex-guerriglieri reintegrati raggiungeva le 11.025 unità di cui 6.025 avevano scelto l’integrazione nell’esercito, 5.000 il ritiro pagato e 0 la riabilitazione: si aspettano ansiosamente i prossimi giorni per sapere cosa succederà una volta che le quote di 6.500 ciascuno saranno raggiunte e superate.

L’altra spinosa questione degli Accordi di Pace e Collaborazione del 1 Novembre, è quella della restituzione da parte dei Maoisti delle terre di cui si erano appropriati durante il conflitto.
Il processo è iniziato formalmente il 20 di Novembre, trovando fin da subito opposizioni e interferenze da parte degli estremisti Maoisti, comandati dal Vice-Segretario Baidya, che non hanno accettato gli Accordi (21 Novembre Formal process to return seized property begins; Baidya camp’s protest defers actual handover – Il formale processo di restituzione inizia; La protesta del gruppo di Baidya rinvia la vera restituzione; 22 Novembre Baidya faction warns of resistance; A Baidya loyalist in the district said they would not hesitate to take up arms if authorities tried to evict the occupants – Il gruppo di Baidya avverte che resisterà; Un fedele di Baidya nel distretto di Bardya (attenzione allo spelling incredibilmente simile) avverte che non esiteranno ad imbracciare le armi in caso le autorità cerchino di espellere gli occupanti).
E sempre più spinosa sta diventando la questione delle terre che i Maoisti avevano requisito e “generosamente” ridistribuito ai contadini più poveri (25 Novembre Squatters irked at decision to return seized property; Form a struggle committee in Kailali – Abusivi seccati dalla decisione di restituire le terre; Formano un comitato a Kailal; 25 Novembre Maoist distributed seized land to win votes – I Maoisti hanno distribuito le terre occupate per guadagnare voti).
In questo modo occupanti abusivi e Maoisti formano un’unico fronte compatto, ma la data di scadenza per la restituzione si sta avvicinando (26 Novembre) e potrebbero essere mandati via con la forza (25 Novembre Squatters may face forceful eviction as deadline ends; Abusivi potrebbero essere espulsi con la forza visto che il termine scade), situazione auspicabilmente da evitare.

Per quanto riguarda invece la costituzione di una Commissione per la ristrutturazione dell’apparato politico, passato dalla monarchia alla repubblica, grazie alla minacciosa opera della Corte Suprema, le parti in causa hanno finalmente trovato un  accordo, grazie ad un sistema di rotazione (23 Novembre Commission take shape, finally; Parties agree to lead a mehanism on a rotational basis - La Commissione prende forma, finalmente; Le parti si accordano su un meccanismo a rotazione).
Sebbene le date per le stesura della bozza delle nuova Costituzione vengano continuamente procrastinate.

In generale comunque, l’intricata macchina politica nepalese sembra iniziare a girare e la maggior parte delle questioni, se non proprio risolta sembra almeno risolvibile, tanto che perfino i Partiti sembrano manifestare un cauto ottimismo (23 Novembre Seven-Pt deal implementation; Parties cautiously optimistic – Attuazione dei 7 punti dell’Accordo; Partiti cautamente ottimisti).
Tra le numerose questioni infatti, solo 4 non sono state ancora affrontate, principalmente per motivi tecnico-organizzativi: formazione di un meccanismo politico d’alto livello; Commissione per le persone scomparse; scioglimento delle strutture paramilitari del YCL (Young Comunist League, affiliato ai Maoisti); legalizzazione dei veicoli usati dai leader Maoisti.
Essendo questioni in qualche modo secondarie, ci sarà tempo per affrontarle e possibilmente risolverle.

Dopo aver affrontato l’argomento politico, possiamo dedicarci a uno sguardo generale, il più ottimista possibile, sulla vita nepalese.
Iniziando con un promettente articolo del 18 Novembre intitolato Facebook boon for disabled (Disabili aiutati da Facebook) che narra degli aiuti ricevuti, tramite FB, da parte di un padre di famiglia per curare le sue 5 figlie, tutte disabili dalla nascita e impossibilitate a muoversi.
Chiaramente questa è solo una goccia nell’oceano, ma fa piacere constatare che ci siano anche modi utili e umanamente elevati per usare la nuova tecnologia.

Sabato 19 Novembre il Kathmandu Post portava in prima pagina la lieta notizia dell’intenzione del governo di sostituire 450 ponti di corda con ponti più sicuri: Govt set to replace 450 twines with “safer” bridges (Il Governo pronto a rimpiazzare 450 ponti di corda con ponti più sicuri; questo per quanto riguarda la traduzione del titolo, sebbene non si capisca l’enigmatico utilizzo delle virgolette su safer...).
L’articolo, che prosegue anche all’interno del giornale a pagina 4 (Ministry to replace twine bridges – Ministero per rimpiazzare i ponti di corda), annuncia non solo il rimpiazzo ma anche la costruzione di circa 2.200 nuovi ponti
L’ambizioso progetto è previsto terminare entro cinque anni e sarà finanziato, oltre che dal governo nepalese, dal Swiss Development Cooperation, il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale (Sezione Nepal), la Banca Mondiale e la Banca Asiatica per lo sviluppo.
C’è da augurarsi che questo sforzo congiunto possa davvero portare a termine questa lunga e importante impresa.

Domenica 20 Novembre, a pagina 4, sotto alla foto di un bellissimo daino, era riportato un articolo in cui si parlava della scoperta di una nuova specie di cervo muschiato nella regione di Manang, nell’area protetta dell’Annapurna, seppur non sia ben chiaro se sia una nuova specie in assoluto, oppure una nuova specie per la zona (New species of musk deer found in Manang – Nuova specie di cervo muschiato scoperta a Manang).
In ogni caso, anche data la più probabile eventualità che si tratti di una nuova specie solo localmente, è sicuramente una buona notizia, vista la delicatezza di questi animali e la caccia alla quale sono sottoposti.

Il Kathmandu Post del 22 Novembre presentava in prima pagina una colorata fotografia scattata il giorno prima a Kathmandu, in cui viene ritratto il Principe ereditario di Norvegia Haakon Magnus (un distinto signore con una corta barba), che sorride divertito alla festosa accoglienza riservatagli da un gruppo di travestiti munite di bandierine norvegesi.
Per fortuna lo scatto non è stato fatto di nascosto per esporre le nuove perversioni di un altro potente ma nell’ambito di una visita umanitaria di cinque giorni da parte del futuro sovrano di Norvegia, già Ambasciatore di Pace per l’Onu.
L’articolo pubblicato all’interno, a pagina 4, e intitolato Norway prince meets sexual minorities (Il principe norvegese incontra le minoranze sessuali), espone quindi l’inaspettato ed apprezzato interesse del sovrano nelle questioni riguardanti gay, lesbiche e transessuali nepalesi.

Il 25 Novembre un buona notizia è comparsa addirittura nella sezione economia, dove fa bella mostra di se’ un articolo intitolato: Early rains, good seeds send cereal production up (Piogge anticipate e buoni semi incrementano la produzione di cereali).
Viene anche riportata una tabella dalla quale risulta che l’incremento totale nella produzione dei cereali raggiunge addirittura il 10%.

Infine riportiamo un articolo, sempre comparso sulla copia del 25 Novembre, che non ha nessuna attinenza diretta col Nepal, visto che il pezzo, scritto da Nicholas D. Kristof, viene ripreso dal The New-York Times.
Il messaggio però è decisamente universale visto che riguarda l’umanità e si intitola: Are we getting nicer? Behind the headlines, war is declining and humanity is becoming less violent, less racist and less sexist (Stiamo diventando più buoni? Al di là dei titoli dei giornali, le guerre stanno diminuendo e l’umanità sta diventando meno violenta, meno razzista e meno sessista).
Partendo dall’erronea ma comune e scontata considerazione che il mondo stia andando al macero (o riportando la versione inglese, stranamente più colorita, “spinning down the toilet”), e portando a sostegno della propria tesi il libro Il lato migliore della nostra natura, scritto dal professore di psicologia di Harvard Steven Pinker, il giornalista di cronaca autore dell’articolo analizza come l’essere umano stia effettivamente migliorando.
Vale forse la pena tradurre le ultime righe del pezzo: “Sicuro, al mondo ci sono ancora brutture e crudeltà, questo è ciò di cui scrivo il resto dell’anno ma fermiamoci un attimo per riconoscere lo straordinario progresso e ringraziare per l’umana capacità di provare compassione e migliorare moralmente”.

venerdì 25 novembre 2011

LUNA NUOVA -- venerdì 25 novembre -- da Ajahn Munindo.

La forza della pazienza
è la risorsa degli esseri nobili:
possono venire incatenati,
sopportare attacchi fisici e verbali
senza abbandonarsi alla rabbia.

  Dhammapada strofa 399

L'impulso moraleggiante dentro di noi va domato. Più siamo
intelligenti, più dobbiamo essere cauti. Più la nostra parola è
eloquente, più abbiamo bisogno di contenimento. Solo quando sappiamo
di poter dire "no" a noi stessi, quando sappiamo di non dover sempre
essere il vincitore possiamo apprezzare il potere trasformante della
paziente tolleranza.

Con Metta
Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Santacittarama
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giovedì 24 novembre 2011

Speciale Referendum per l'eliminazione dei privilegi della casta politica

Mi sembra giusto condividere, dalla newsletter n. 56 de La Città della Luce, la seguente iniziativa:

Cari Amici, è inutile parlare ancora del miserabile spettacolo che economia e politica ci stanno somministrando, ma come è possibile che siamo ancora disposti a tollerare di mantenere e alimentare un sistema iniquo che sfrutta i cittadini per continuare ad arricchire i potenti? Ecco una proposta di azione concreta che riceviamo e che ci piace condividere con tutti voi, nella speranza che la trasmettiate a tutti i vostri contatti!
Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».
L´iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook "Nun Te Regghe Più", dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo:
"I Parlamentari italiani eletti al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori Regionali, Provinciali e Comunali, i Governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province, i Sindaci eletti dai cittadini, i Funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell´unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell´unione per incarichi equivalenti"
La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l´elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare: http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm
L´iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebook
www.facebook.com/groups/nunteregghepiu oppure legge.ntrp@gmail.com


Una nuova stagione per Campanara.

Mi sono imbattutto per caso nel sito http://www.campanaraeco-village.it/ e, devo dire, ne ho avuto una buona soddisfazione. Dal sito emerge difatti che l'agognata nuova stagione per Campanara, di cui ho scirtto piu' di una volta, abbia finalmente preso forma. Sara' dunque necessario aggiornare il database di Viverealtrimenti.com e dare notizie aggiornate anche nella prossima edizione del testo Comuni, comunita', ecovillaggi. Ho gia' scritto ai comunitari chiedendo la loro collaborazione.

lunedì 21 novembre 2011

Viverealtrimenti su Nederland 3.

Alcuni mesi fa, io e Smriti venimmo invitati a Delhi da una troupe televisiva olandese che stava preparando una serie in quattro puntate sulla sessualità in paesi extraeuropei. Vennero considerate l'Uganda, la Cina, Cuba e l'India. La troupe, capeggiata da una deliziosa e simpatica Sunny Bergmann, era soprattutto interessata a Smriti per le connessioni tra yoga e sessualità ma venni presto coinvolto anche io come suo partner ed in virtù della mia discreta esperienza di vita in India e di stima per la cultura tantrica. La vita sessuale di una coppia mista, in un contesto particolarmente sessuofobico come quello indiano, ha stuzzicato non poco Sunny e, probabilmente, il suo pubblico. Ci siamo dunque resi disponibili per un'intervista testimoniando la nostra esperienza. Non posso che invitare i lettori di Viverealtrimenti a vedere la puntata in questione, andata in onda giovedì 17 novembre alle 20.55 su Nederland 3.
Scusandomi per il mio marcato accento italiano emerso dal mio discorso in inglese, vi auguro buona visione.

giovedì 17 novembre 2011

Una nuova rassegna stampa dal Nepal

Il nostro corrispondente dal Nepal, Oscar Salvador, continua a lavorare di buona lena per offrire a Viverealtrimenti buoni aggiornamenti da quella che e' una delle terre di elezione di questo blog-magazine (cliccare qui per la precedente rassegna stampa). Purtroppo le notizie, come spesso accade in paesi da quella parte del mondo, non sono entusiasmanti (per quanto anche in Europa ed in america ce la stiamo cavando benino, negli ultimi tempi, con avvenimenti poco auspicati). Oscar (autore, giova ricordarlo, di Di Kali ed altre storie con la Viverealtrimenti Editrice):

Gli accordi firmati due settimane fa tra i 7 Partiti di maggioranza e gli ex-ribelli Maoisti, sembrano resistere, nonostante inizino ad affiorare alcune difficoltà nell’implementare tutti i punti. Che sostanzialmente sono 4: integrazione e riabilitazione degli ex-guerriglieri Maoisti, restituzione da parte degli stessi delle proprietà di cui si sono impossessati durante le guerra, formazione di un nuovo governo, e stesura di una nuova costituzione. Sebbene gli accordi abbiano trovato largo consenso da parte di tutte le parti politiche, la fazione più estrema dei Maoisti, capitanata dal vice-segretario Mohan Baidya, l’ha rifiutata in toto, in quanto la ritiene essere una svendita dei diritti (e privilegi) acquisiti durante i lunghi anni di rivolta. (4 Novembre Party feud at its peak, Dahal tells CC meet – Dahal, Segretario Generale dei Maoisti, durante un congresso avverte che la lotta all’interno del Partito è all’apice) Una scissione all’interno dei Maoisti non sarebbe una buona notizia, in quanto pregiudicherebbe tutto il processo di pace; il Segretario Generale dei Maoisti Dahal “Prachand” ammette infatti che mantenere unito il Partito sia la prova più difficile. Un altro caso politico che ha fatto subito vacillare gli accordi, e creato un certo malcontento, riguarda la richiesta di grazia per un avvocato Maoista, Bal Krishna Dhungel, dichiarato colpevole di omicidio e condannato all’ergastolo. La scarcerazione si basa sull’amnistia per tutti i reati legati al periodo di guerra civile ma parenti della vittima e associazioni umanitarie contestano veementemente questo fatto (10 Novembre Dhungel case personal, court documents reveal – Documenti giuridici rivelano che il caso Dhungel è personale;10 Novembre Rights groups to protest if Dhungel pardoned – Gli attivisti per i diritti civili protesteranno in caso di grazia a Dhungel; 14 Novembre SC stays Dhungel pardon plea – La Corte Suprema conferma la richiesta di grazia). Venendo nel dettaglio dei punti dell’accordo, l’integrazione e la riabilitazione degli ex-guerriglieri Maoisti sembra procedere senza grossi intoppi, mentre la restituzione da parte dei Maoisti delle proprietà acquisite durante la rivolta sta incontrando numerosi ostacoli. Oltre alla già citata fazione del vice-segretario Mohan Baidya che rifiuta i patti, quindi chiaramente anche la restituzione delle proprietà, esistono poi numerose complicazioni di ordine pratico, in particolare stabilire il fato delle proprietà rivendute (9 Novembre 2011 Complications on the ground likely to affect their return – Complicazioni sul campo danneggiano la restituzione; 14 Novembre Maoist seize land ownership papers – Maoisti si impadroniscono di documenti di proprietà). Anche riguardo la costituzione del nuovo Governo stanno sorgendo alcuni problemi, in particolare per il numero di Ministri, che ha raggiunto l’esorbitante quota di 49 (14 Novembre Bhattarai Cabinet the largest ever – Il Governo di Bhattarai (Primo Ministro) il più grande di sempre). Questo è chiaramente il frutto di contrattazioni ottenute cercando di mettere d’accordo troppe parti e purtroppo in futuro rappresenterà uno spreco notevole di risorse ed energie. Va anche segnalata qualche scelta discutibile, come quella di Ministro dell’Energia per Surya Man Dong, avvocato Maoista accusato di omicidio. L’ultimo punto degli accordi, cioè la stesura di una nuova Costituzione, per il momento sembra essere quindi lasciato in disparte, seppur un avvocato della Corte Suprema ha chiesto formalmente di sapere dai Partiti politici quale sarà il tempo necessario per promulgare la nuova Costituzione (15 Novembre Disclose time required for Statute drafting – Dichiarate il tempo richiesto per la stesura della bozza della Costituzione). Terminato con questo il discorso sulla politica nepalese, possiamo quindi dedicarci ad altre notizie di tipo generale, provenienti dal Kathmandu Post. Partendo dalle notizie meno buone, bisogna segnalare un’ondata di maltempo, piuttosto anomala per questo periodo dell’anno, che si è abbattuta da circa due settimane su quasi tutto il paese; questo ha causato numerosi problemi di comunicazioni sia per i locali che per i numerosi turisti (6 Novembre 30 Domestic flights cancelled; Over 3.500 tourist stranded in Lukla – 30 voli interni cancellati; oltre 3.500 turisti bloccati a Lukla, sulla strada per il campobase dell’Everest; 14 Novembre Dense fog prompts flight cancellations – Nebbia provoca la cancellazione di voli). Chiaramente i disagi non si fermano agli aerei, basti pensare alle vittime del terremoto del 18 Settembre che stanno ancora vivendo in grotte (15 Novembre Quake victims living in cave – Vittime del terremoto vivono in caverna). Per citare invece una notizia di carattere puramente sociale (e nepalese) bisogna tornare indietro di qualche giorno, per trovare un articolo che riguarda la situazione sanitaria dei remoti distretti occidentali (10 Novembre Drive, open defecation co-exist in Far West – Lotta contro e defecazione all’aria aperta coesistono nei remoti distretti occidentali) Nonostante gli sforzi, non solo economici, la lotta a favore dell’utilizzo dei gabinetti, sembra una battaglia persa: dopo anni, l’83% della popolazione dei 7 distretti occidentali ancora non usa gabinetti. “Fattori come la mancanza di trasparenza, l’errato utilizzo di fondi e inutili interferenze politiche hanno reso i progetti ineffettivi” lamenta un ufficiale dell’Unicef, al quale fa eco un tecnico nepalese “Senza un effettivo monitoraggio e coordinazione tra i donatori e le organizzazioni l’obiettivo di rendere i distretti occidentali liberi dalla defecazione in pubblico sarà difficile da raggiungere”. Per finire con una buona notizia, è stato di recente lanciato un censimento dei leopardi delle nevi, che sta ottenendo risultati insperati (16 Novembre Three snow leopards spotted in lower Mustang – Tre leopardi delle nevi avvistati nel Mustang meridionale). Essendo il primo censimento di questo tipo in Nepal, c’è apprensione nella comunità scientifica nepalese, ma i primi risultati sembrano incoraggianti; le stime indicano la presenza di 300-500 esemplari di questo magnifico animale che vive sull’Himalaya tra i 5.000 e i 6.000 metri di altitudine.

martedì 15 novembre 2011

Un libro che… profuma di civiltà!

Oggi ho il piacere di condividere con i lettori di Vivere Altrimenti una recensione del libro L'Olfatto tra storia, scienza ed arte cui ho dato un contributo loadato su questo blog-magazine: L'odore del viaggio.
La recensione e' di Anna Manna (nella foto) che ha anche firmato un bell'articolo critico sul mio ultimo libro:
Barboni si ma in casa propria.
Buona lettura!

Tutto ha un profumo! Ma poi cos’è un profumo? A leggere l’interessante saggio che l’Aracne ci propone, attraverso contributi culturali di primo piano, l’olfatto è il senso più intrigante, più misterioso, quasi l’annuncio subdolo ed inquietante di tutti gli altri sensi. Giancarlo Di Renzo E Manuela Marchi sono gli instancabili curatori del saggio “L’Olfatto tra storia, scienza ed arte.”edito da Aracne editore nel mese di settembre.
Instancabili per la perizia e la puntigliosa ricerca di nuove dimensioni, nuove visuali, nuove discipline attraverso le quali analizzare l’olfatto,che si presenta immediatamente come uno dei sensi più seducenti : profumi, essenze, vapori ci avvolgono subito alla prime pagine del libro che si apre con una significativa introduzione di Laura Biagiotti, regina italiana delle profumazioni.
Ma l’opera non è uno sguardo mondano e divertito al mondo dei profumi e delle essenze, tutt’altro. Il saggio - perché di un vero e proprio saggio si tratta - scandaglia la tematica scelta attraverso varie ottiche, ma tutte di livello alto e soprattutto attraverso una disposizione scientifica e professionale
verso l’argomento trattato. Giancarlo Di Renzo è medico ginecologo noto a livello internazionale ed ha riunito nel saggio molte presenze mediche. Così accompagnati dal commento esperto e puntuale di Manuela Marchi , molti nomi prestigiosi della cultura italiana ci svelano i segreti dell’olfatto analizzandolo in tutte le possibili sfaccettature. La trattazione scientifica annovera contributi di medici, sessuologi come Rita Grifoni, neonatologi come Giampaolo Donzelli vera autorità nel campo e soprattutto otorini.Del resto essendo la tematica trattata… profuma,era inevitabile dare gran risalto alla trattazione dell’otorino che in questo caso è Graziano Brozzi, nome prestigioso nel mondo medico. La parte storica è condotta magistralmente dagli interventi del Prof.Caliari, che ha trattato il profumo nella storia della religione, della prof.ssa Scolart ed altri. Avvincente il racconto avventuroso di Manuel Olivares che racconta… l’odore del viaggio .
E risulta molto interessante la relazione del filosofo, dott.ssa Francesca Brencio, di cui è nota la grazia ed il garbo nell’esposizione.
Per la parte letteraria un particolarissimo intervento critico di Dante Maffia, degno di un mago della critica, introduce le danze profumate che poi chiudono il libro. Poesie e racconti che la poetessa Anna Manna ha ricondotto ad un unico personaggio : il profumo. Il fatto è che Anna Manna sono io che sto scrivendo : dunque non posso dilungarmi nella esaltazione dei miei versi profumati !Che pure, debbo dire, sono stati premiati al Premio Alghero Donna poesia a settembre.
Ma non posso negarmi il piacere di raccontarvi con quanta graziosa disposizione mi sia cimentata in questa avventura profumata. Quando a Spoleto, in quella cittadina ricca di stimoli culturali e variopinta dimora dell’arte, la presidente dell’Associazione culturale Il Mascherone , Manuela Marchi, mi ha proposto di partecipare con poesie mie a questa avventura del libro che stava nascendo, era primavera. Quasi Pasqua. E con questo spirito ho affrontato l’impegnativo compito. Impegnativo perché scrivere leggiadramente in una società che mostra il disfacimento ad ogni passo , è impresa ardua. Ma credo di avercela fatta. Ho messo tutta la grazia di cui sono capace, ho ricamato un’atmosfera che ricorda il novecento di Sibilla Aleramo e Dino Campana, ho fatto poesia d’amore. In mezzo a tanti che fanno sesso, dal Grande fratello ed altri, questi miei versi innegabilmente romantici fanno senso, a volte sono scandalosi.
Inoltre addentrandomi nella strada perigliosa della poesia mi sono imbattuta nella splendida poesia di Corrado Calabrò “Peccato non originale” che del profumo fa un raffinato protagonista di versi indimenticabili. Così da poetessa sono diventata critico e ho affrontato i versi di Calabrò deliziandomi a scandagliarli con la penna del critico. Ma il mio viaggio nell’essenza delle delizie dei profumi non finiva qui. Da critico sono diventata narratrice e ho scritto per i lettori un inquietante racconto che oscilla tra il vero ed il falso, tra la vita e la morte. Tra l’inebriarsi di profumo e l’inalazione del veleno.
Che dirvi di più? Bisogna leggerlo questo saggio per capire fino in fondo le trappole del profumo come ci insegna lo scrittore omeopata Francesco Negro che chiude il libro, da par suo, con tematiche profonde. Con immagini della natura avvincenti e con il dubbio che il senso dell’olfatto sia una delle splendide trappole dalla vita.
Una strega per avvincerci? Un veleno per tramortirci? Non vi svelerò l’ultimo segreto.
Cercate la risposta nel saggio che annuncia anche la pubblicazione di saggi sugli altri sensi.
Cinque strade per sognare, più il sesto senso, quello che dovrebbe svelarci il senso dei sensi.
Ma questa è un’altra storia. A proposito la collana che ospita questo saggio si chiama appunto Il senso del senso. Attenti : quando una vampata di profumo vi avvolge, non crediate che si tratti di seduzione, forse si tratta di filosofia!
In quest’ottica la proposta di questo saggio potrebbe essere la risposta intellettuale alle volgarità ed alle performance di basso lignaggio che offuscano il mondo di questi tempi.
E’ possibile giocare, divertirsi, intrigarsi anche con livelli alti di studio. Anzi.
E’ il divertimento migliore.
E’ il profumo del gioco quando si vola nell’area della civiltà.

Anna Manna

giovedì 10 novembre 2011

LUNA PIENA -- giovedì 10 novembre -- da Ajahn Munindo

Un solo verso autentico
che calma la mente
è meglio di mille
inconsistenti poesie.

Dhammapada strofa 101

Abbiamo spesso sentito dire che la qualità conta più della quantità.
Se applichiamo questo principio al nostro sforzo nella pratica, non ci
preoccuperemo di quanto tempo abbiamo passato seduti, di quanti testi
abbiamo studiato, o di quanti discorsi di Dhamma abbiamo sentito. Se
ascoltiamo pienamente anche un solo minuto di un discorso di Dhamma,
ha più valore che ascoltare senza totalità discorsi per ore. Ascoltare
pienamente significa che ascoltiamo con le orecchie e con il cuore. E
per poterlo fare dobbiamo smettere di cercare di capire. Ascoltiamo
con fiducia.

Con Metta,
Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Santacittarama
Monastero Buddhistahttp://www.blogger.com/img/blank.gif
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

Tel: (+39) 0765 872 186 (7:30-10:30, durante il ritiro: 7:30-8:30)
Fax: (+39) 06 233 238 629


sangha@santacittarama.org
(alternativa): santa_news@libero.it


www.santacittarama.org
www.forestsangha.org (portal to wider community of monasteries)
www.forestsanghapublications.org (books, e-books and audio files)
www.allisburning.org (images of Theravada Buddhism)

mercoledì 9 novembre 2011

Ecovillage Design Education a Damanhur.

DAMANHUR in collaborazione con
GAIA EDUCATION presenta

ECOVILLAGE DESIGN EDUCATION 2° ANNO
TRAINING PER LA SOSTENIBILITA'
5 maggio -2 giugno 2012

Basato sul Curriculum di Gaia Education Ecovillage Design, questo corso è un contributo ufficiale al Decennio di Educazione per Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite 2005 - 2014.


I FINI DI QUESTO CORSO INCLUDONO

-esplorare soluzioni e fare esperienze di modelli efficaci per trasformare la società
-condividere oltre 35 anni d’esperienza nella creazione di una società sostenibile
-trasmettere capacità di progettazione e applicazione su progetti effettivi
-ripristinare la natura e creare comunità sul nostro pianeta
-costruire una consapevolezza globale per azioni locali
-sviluppare un approccio artistico alla vita e alla risoluzione dei problemi
-esplorare l’importanza della spiritualità e della creazione di spazi sacri nella costruzione di nuove società
-aumentare la abilità di collaborazione


IL CORSO PERMETTE DI OTTENERE


-una Certificazione Gaia Education come “EDE Designer”
-capacità di design integrato in quattro aree di sostenibilità: ecologia, economia, aspetti sociali & “worldview”
-capacità di base per offire corsi EDE nella tua regione
“personal coaching” e nuove abilità
-nuovi amici, idee, ispirazione e speranza!


COSTI E POSSIBILITÀ PER I FONDI


Prezzo del corso: €1100
Vito e alloggio non inclusi (ci sono diversi opzioni disponibili). Prezzi ridotti per giovani fino ai 25 anni e borse di studio per le persone dai paesi in via di sviluppo.

Agevolazioni sono previste attraverso Grundtvig, il codice di riferimento è "IT-2012-742- 001". la scadenza per accedere ai fondi è il 15 gennaio 2012.

Il corso sarà tenuto in inglese.


PER INFORMAZIONI


Macaco Tamerice e Quaglia

macaco@damanhur.it / quaglia@damanhur.it
+39 348 6432318/+39 248 8372446

Damanhur, Federazione di Comunità
10080 Baldissero Canavese (TO) Italia
Gaia Educazione è un programma collegato a GEN (Global Ecovillage Network)

lunedì 7 novembre 2011

Breve storia del Buddhismo.

Riprendiamo oggi il nostro lavoro di divulgazione di "cultura buddhista". Dopo aver riportato l'Antologia di testi filofici buddhisti tratta dal Canone Pali, lunedì scorso, lasciamo oggi spazio ad una doverosa panoramica storica con il seguente documento, ripreso dal sito dell'UBI (Unione Buddhisti Italiani):

Il Buddha, il cui nome era Siddharta Gautama, visse nell'India del Nord nel VI sec. a.C. Il Buddha nacque, durante il viaggio che doveva portare la regina Maya, moglie del capo del clan degli Sakya, il nobile guerriero Suddhodana, a partorire il primo figlio nella casa paterna, secondo la tradizione del tempo. Ma la tradizione vuole che la giovane non raggiungesse mai la casa e partorisse in un boschetto, mettendo al mondo colui che diventerà il Buddha. Prima di intraprendere la sua ricerca spirituale, il Buddha viveva nell'agio presso il palazzo del padre, seguendo l'educazione necessaria a divenire, un giorno, re di una regione che corrisponde all'incirca all'attuale Nepal.
Poco prima di compiere trent'anni il principe Siddharta incontrò delle persone che stavano vivendo l'esperienza della malattia, della vecchiaia e della morte, rimanendone molto impressionato e turbato. Allo stesso modo rimase profondamente ammirato dalla serenità mostrata da un saggio eremita. Maturando tali esperienze, il principe Siddharta realizzò la precarietà e la temporaneità del suo stato di agio ed abbandonò la sua casa e la sua famiglia, in cerca di una soluzione definitiva alle grandi sofferenze del mondo. Intraprese in tale ricerca diverse pratiche spirituali ed incontrò molti maestri, finché, insoddisfatto di quanto sperimentato, ricercò la sua via: una via di mezzo tra l’estremo ascetismo e una vita legata ai piaceri dei sensi. Fu come risultato di questa ricerca che una sera, all'età di trentacinque anni, meditando sotto un albero, poi conosciuto come l’albero della Bodhi o del Risveglio presso Bodhgaya (nell'attuale regione del Bihar, in India), il principe Siddharta raggiunse lo stato dell'Illuminazione, lo stato di completa e profonda saggezza, al di là di ogni sofferenza. Da quel giorno fu noto come il Buddha, il Risvegliato.

Dopo l'Illuminazione il Buddha diede il suo primo insegnamento a Sarnath, noto come "Le Quattro Nobili Verità" che indicano la via per liberarsi dallo stato di sofferenza esistenziale propria dell’uomo, senza il bisogno di intermediari sacerdotali come i brahmani, ma attraverso un lavoro su se stessi. Da quel momento passò la sua vita ad insegnare come raggiungere il suo stato di Illuminato ad innumerevoli persone.
Fondò una comunità monastica a cui poterono accedere gli uomini e successivamente anche le donne, dato estremamente rivoluzionario nella società indiana dell’epoca, che tradizionalmente non consentiva a queste ultime di uscire dalla tutela e dal controllo diretto della famiglia patriarcale. Il Buddha morì ad ottanta anni nel 480 a.C., a Kusinara, nell'attuale regione indiana dell'Uttar Pradesh.

Alla morte il Buddha non lasciò alcun successore e la comunità continuò ad operare insieme. All’inizio mancava anche un Corpus Canonico codificato, e i discepoli diretti del Buddha si riunirono nel 473 durante il I Concilio indetto a Rajagriha per la durata di sette mesi per trasmettere ciò che avevano appreso direttamente dal Maestro. In tale consesso vennero esposti i sutra, ovvero i discorsi del Buddha così come ricordati dal discepolo a lui più vicino, Ananda, mentre la dottrina delle regole monastiche fu esposta da Upali, altro discepolo importante.
Circa centodieci anni dopo, nel 363 a.C., si tenne un secondo Concilio a Vaisali, città in cui i monaci avevano da tempo adottato delle pratiche discutibili: questi furono messi a confronto con monaci provenienti da tutta l’India, fatto che dimostra la diffusione già avvenuta del buddhismo, e alla fine venne deciso da tutti i presenti di darsi un codice di comportamento, il Pratimoksha, che tuttora viene seguito dalla comunità monastica.
Altro momento fondamentale nella storia del buddhismo sarà il terzo Concilio indetto nel 245 a.C. a Pataliputra dall’imperatore Asoka Maurya, che sarà uno dei principali protettori del buddhismo in India. In tale concilio si cercò di frenare le emergenti tendenze scismatiche, che cominciavano a differenziare l’insegnamento e che un paio di secoli più tardi daranno origine a due scuole fondamentali: la scuola del cosiddetto Piccolo Veicolo o Hinayana e quella del grande Veicolo o Mahayana.
Infine all’incirca alla fine del primo secolo dopo Cristo, la comunità monastica che nei secoli precedenti si era formata e stabilizzata nello Sri-Lanka, redisse il Canone Buddhista in forma scritta Tale Canone in lingua pali , composto da tre parti o canestri (Tripitaka) ovvero quello dei discorsi (Suttapitaka), della disciplina monastica (Vinayapitaka) e della dottrina filosofica (Abhidharmapitaka) è rimasto integro fino ad oggi ed è accettato dalle scuole di tutto il sud-est asiatico ed è una base di comparazione per i resti del canone in sanscrito che nella sua interezza è andato perduto in seguito alle invasioni musulmane e alla distruzione dei monasteri e delle università monastiche buddiste come quella famosissima di Nalanda nel nord dell’India.

A seguito della morte del Buddha, il suo insegnamento si diffuse in varie parti dell'Asia, mutuando ed assimilando gli usi e costumi locali e dando vita a varie tradizioni buddhiste, che si differenziarono tra loro per alcuni aspetti interpretativi dell'Insegnamento. Delle originali diciotto scuole, che formavano il così detto "Piccolo Veicolo" (Hinayana), oggi rimane attiva solo la scuola Theravada, che si è prevalentemente diffusa in Sri Lanka, Tailandia, Birmania, Cambogia e Laos. All'incirca nel I secolo a.C. nacquero le tradizioni del "Grande Veicolo" (Mahayana), in cui vi è grande enfasi della figura del Bodhisattva, colui che dedica tutte le sue realizzazioni spirituali e le sue azioni alla liberazione della sofferenza di tutti gli esseri. Al "Grande Veicolo" appartengono le tradizioni Ch'an (pronuncia Cian) sviluppatesi in Cina, Vietnam e Corea, le altre scuole cinesi (Terra Pura, Tientai, ecc.), le scuole giapponesi (Zen, Nichiren, ecc.), nonché le scuole della tradizione Vajrayana (Via del Diamante, pronuncia vagiaraiana) diffuse in Tibet, Mongolia ed alcune regioni dell'attuale Russia. La tradizione Vajrayana del Tibet è particolarmente nota anche a causa delle vicende politiche ed umanitarie legate all'invasione del Tibet da parte della Cina, avvenuta tra il 1950 ed il 1960.

Ecovillaggio di Subbiano: al via il progetto; modalità di partecipazione.

Carissimi eco-abitanti,
ci siamo!
E' arrivato il momento di procedere all'acquisto della proprietà ed avviare il progetto.
Vi scriviamo questa mail rissuntiva con termini e modalità di partecipazione sperando di essere chiari e semplici.
Prima della lettura di questa mail, se non lo avete ancora fatto, potete leggere il Manifesto del progetto:
CLIKKA QUI PER LEGGERE IL MANIFESTO
e/o consultare il sito web del progetto: http://www.ecovillaggiosubbiano.blogspot.com per reperire altre informazioni.

COSA PREVEDE IL PROGETTO?
- Costituzione di un "ecovillaggio di transizione" ispirato ai principi della permacultura, del cohousing e della decrescita felice. Una grande opportunità di vita e crescita insieme dove sviluppare e mettere in pratica concetti di "autosufficienza energetica, idrica ed alimentare", "mutuo soccorso" fra gli eco-abitanti e condivisione di beni e servizi per ridurre il costo della vita, "tempo dedicato" per la nostra crescita e formazione a livello pratico e spirituale.

DOVE?

- Abbiamo individuato un terreno che risponde alla quasi totalità delle esigenze indicate nel Manifesto del progetto. Si trova nel comune di Subbiano, in provincia di Arezzo, a 470 mt. s.l.m. si tratta di una vallata protetta di 34 ettari con seminativo, boschivo e pascolo. La vallata è situata proprio al centro di un "ferro di cavallo protettivo" che vede gli appennini a nord con il parco nazionale delle foreste casentinesi, l'alpe di Catenaia ad est, il Pratomagno ad ovest. La vallata rimane aperta ed esposta a SUD per ricevere luce e calore. Sul manifesto e sul sito del progetto è possibile visionare le foto della proprietà. Sulla proprietà esiste un piccolo laghetto alimentato da una sorgente naturale e l'intera area si presta in modo ottimale alla realizzazione di un intervento di permacultura.

CON CHI?

- Un gruppo di eco-abitanti ha avviato un intenso lavoro di progettazione partecipata da circa un anno e mezzo incaricando alcuni bio-architetti di seguire l'intero progetto. La conoscenza reciproca approfondita richiede tempi e spazi che senza dubbio avranno modo di essere valorizzati ed ampliati lavorando insieme ad un sogno comune.

COME?
- La prima fase vedrà la costituzione di una cooperativa di abitanti. Chi partecipa al progetto, di fatto, acquista una quota della cooperativa che in ogni momento può essere venduta o ceduta in caso di rinuncia al progetto. La quota è anche ereditaria.
Cosa comprende la quota?
1) La proprietà indivisa dei circa 30 ettari di terreno a seminativo/boschivo/pascolo;
2) Una quota-parte di terreno edificabile dove potrò realizzare l'intervento abitativo;
3) La proprietà indivisa del terreno edificabile dove saranno realizzati gli spazi collettivi.
4) La possibilità, se lo desidero, di entrare a far parte del Consiglio di amministrazione della Cooperativa;
Al momento vi sono due diverse tipologie di quote:
Una QUOTA DA 40.000 EURO (che permette la realizzazione di un appartamento o dimora singola)
Una QUOTA DA 20.000 EURO (che permette la realizzazione di un minialloggio da 30mq.)
Il costo al mq. dell'abitazione è molto variabile in quanto dipende dalle esigenze del nucleo. Il progetto prevede infatti diverse soluzioni abitative, dal restauro dei casali che insistono sulla proprietà a nuove costruzioni in bioedilizia e soluzioni alternative (paglia, legno, tetti verdi, case passive)

QUANDO?
L'adesione al progetto va comunicata entro la data del 25 NOVEMBRE 2011.
In questa prima fase chiuderemo ad un massimo di 15 nuclei.
C'è ancora posto per 3/4 nuclei (dipende dalla metratura di civile abitazione di cui si abbisogna)
Il versamento della quota viene effettuato al momento della costituzione della cooperativa.
Subito dopo la costituzione si procederà all'acquisto della proprietà da parte della cooperativa.
Tutto questo in tempi brevi per poter permettere l'inizio dei lavori per la primavera del 2012.

FINANZIAMENTI

- Per coloro che necessitano di finanziare la quota di acquisto del terreno ci sono due possibilità:
1) Prestito interno alla cooperativa da parte dei soci che ne fanno parte (a tassi chiaramente molto più agevolati di una banca)
2) Prestito presso BANCA ETICA (che già si resa disponibile) per il finanziamento della quota sociale.

INFORMAZIONI

per ogni informazione o anche un incontro diretto potete contattare:
- PINO (Nord italia) 0522.371153
- LAURA (Centro italia) 055.0510166 - cellulare 340.3087135
- STEFANO (Sud italia) 339.5667714
o scrivere alla mail: progettosubbiano@gmail.com

Un carissimo saluto
(Gruppo eco-abitanti Subbiano)
--
Progetto Ecovillaggio-Cohousing "Le Greti"
Subbiano (Arezzo)
sito web: http://ecovillaggiosubbiano.blogspot.com
Per informazioni scrivere a:
progettosubbiano@gmail.com

venerdì 4 novembre 2011

Breve rassegna stampa dal Kathmandu Post.

Cari lettori di Vivere altrimenti, da oggi abbiamo un inviato in Asia: Oscar Salvador, autore con la Vivere altrimenti Editrice di Di Kali ed altre storie, che si presta ad essere un ottimo regalo di Natale.
Oscar in questi giorni e' in Nepal per questioni di visto, altrimenti vive stabilmente a Benares da circa 9 anni.
Ha curato questa prima rassegna stampa dal Kathmandu Post per il nostro blog-magazine ed altre ne curera' in futuro, naturalmente anche e soprattutto dall'India..."Inshallah".


In questi giorni il Nepal sta vivendo, per l’ennesima volta, momenti chiave per la sua storia e il suo futuro sviluppo.
Finalmente, dopo anni di piccole-grandi rivoluzioni e accordi politici andati a vuoto, i 7 Partiti di maggioranza e i Maoisti hanno trovato un accordo per risolvere uno stallo politico che, seppur recentemente pacifico, stava iniziando a innervosire tutte le parti, non ultimi i nepalesi stessi.
I punti più importanti dell’accordo riguardano la delicatissima situazione di 19.000 guerriglieri maoisti rimasti (felicemente) disoccupati, nonché la compilazione della nuova Costituzione e la formazione di un Governo basato sul consenso nazionale; entrambi sono urgentemente attessi dal Maggio 2006 quando un allora provvisorio Governo in cui erano inclusi per la prima volta anche i Maoisti, riuscì a togliere definitivamente il potere al deposto Re Gyanendra.
Nella speranza che questo sia davvero l’inizio di una nuova era per i caparbi e ospitali nepalesi, abbiamo selezionato alcuni recenti articoli di giornale, per l’esattezza il Kathmandu Post dal 29 Ottobre al 2 Novembre, che illustrino non solo quest’ultima novità politica, ma anche l’aspetto più prettamente sociale della realtà nepalese del XXI secolo.
L’ordine non è cronologico, ma abbiamo scelto di partire da quelli più tristemente riguardanti la dura vita nepalese, verso quelli più positivi, terminati negli accordi politici firmati in questi giorni, precisamente il 1 Novembre.

29 Ottobre
Economists question government’s poverty data
Poverty should be measured in terms of education and health indicators not on the basis of calorie

Gli economisti mettono in dubbio i dati del governo sulla povertà.
La povertà dovrebbe essere misurata in termini di educazione e di salute, non in base alle calorie.

Commento: Problema purtroppo abbastanza diffuso in molti paesi sottosviluppati, India compresa: la definizione di povertà. Il Governo Indiano ha recentemente stabilito che una famiglia con un reddito giornaliero di 37 rupie indiane (poco più di mezzo euro), sia al di sopra della soglia di povertà, e lo stesso ha fatto il Governo Nepalese, stabilendo che una famiglia i cui ricavi siano superiori a 53 rupie nepalesi (pochissimo meno di mezzo euro) sia da ritenersi “non-povera”.
Purtroppo queste sono mere battaglie politiche, letteralmente sulla pelle delle persone, perché cambiando questi parametri i vari governi, centrali e locali, possono dimostrare ai loro oppositori gli “effettivi” miglioramenti apportati.
Sebbene la vita in questi paesi sia decisamente più economica che in Europa, i mezzo-euro che secondo diversi governi del asiatici (Pakistan, Bangladesh hanno presumibilmente parametri simili) rappresentano “non-povertà” sono in realtà cruda e semplice miseria, con l’inflazione che galoppa e i secolari e irrisolti problemi di infrastrutture, come la carenza di strade, scuole e ospedali.
E giustamente gli economisti fanno notare che non basta avere qualcosina nella pancia per non essere considerati poveri.

30 Ottobre
Acute blood shortage affects patients
According to BTC, there is a demand for around 250 to 300 pints of blood while it collects only around 150 to 200 pints daily

Acuta mancanza di sangue danneggia i pazienti
Secondo il Blood Transfution Centre, Kathmandu, a fronte di una richiesta giornaliera di 250-300 pinte di sangue, ne riceve solo circa 150-200

1 Novembre
Caught between river and mountain
Villagers living under flood menace all through the year

Preso tra il fiume e la montagna
Villaggio di montagna tutto l’anno sotto il pericolo alluvione

Commento: Gli articoli precedenti mostrano in maniera piuttosto chiara, alcuni dei problemi che derivano dalla mancanza di educazione e infrastrutture.
La donazione di sangue è un problema anche nelle società sviluppate, in Nepal diciamo che “si fa quel che si può”…
Paesi di montagna costantemente minacciati dal clima e dai suoi cambiamenti, non sono certo una specialità nepalese, anche se l’aggravante è che in Nepal tutti i paesi sono in qualche modo di montagna…

31 Ottobre
‘Booze culture’ exacerbates food deficit
Pyuthan food insecurity

“Tradizione dell’alcool” aggrava la mancanza di cibo
Situazione sull’insicurezza alimentare del distretto centro-occidentale di Pyuthan

Questo articolo, che a un primo sguardo potrebbe suscitare anche qualche sorriso, rappresenta un semplice esempio di dove possono portare le tradizioni, quando non sono supportate da un adeguato sviluppo sociale. Il distretto nominato, situato in un territorio molto impervio e quindi poco adatto all’agricoltura, produce meno cibo di quanto ne serva ai suoi abitanti, che però dedicano circa il 35% dei propri raccolti annuali di miglio, frumento, grano e orzo, alla produzione di bevande alcoliche, che vengono distribuite, secondo tradizione, durante tutte le ricorrenze, che siano feste religiose, matrimoni, o perfino funerali.
L’articolo si conclude con un semplice ma disarmantemente significativo commento da parte di un rappresentante dell’ufficio per lo sviluppo dell’agricoltura nel distretto “Se la produzione dell’alcohol fosse controllata, potremmo migliorare concretamente l’attuale insicurezza alimentare”.

1 Novembre
As TIA prospers, areas nearby left behind
The locals are in a dilemma on whether to carry out construction work and run economic activities in the area as TIA may acquire their land any time for its expansion
Local Ramesh Khadka said the government not only deprived them of development but also left them to live in poverty

Mentre l’Aereoporto Internazionale prospera, le aree intorno vengono lasciate indietro
Gli abitanti locali sono nel dilemma se iniziare lavori di costruzione per attività economiche nell’area, perché, in qualunque momento, l’Aereoporto potrebbe acquisire i loro terreni per la propria espansione.
L’abitante Ramesh Khadka dice “Il governo non solo li ha privati di sviluppo, ma li ha anche lasciati in povertà”.

Commento: Essendo il titolo di per se’ abbastanza eloquente, come unica nota “positiva” bisogna segnalare che a quanto pare l’Aereoporto Internazionale di Kathmandu sta viaggiando a gonfie vele: qualcuno sta progredendo, sempre i soliti…

1 Novembre
Woman pays bribe, films scene and sue immigration official
CIAA probing role of accused after online complaint from victim

Donna paga tangente, filma la scena e denuncia l’ufficiale dell’ufficio immigrazione
La Commissione per l’Investigazione dell’Abuso di Autorità indaga il ruolo dell’accusato dopo una denuncia on-line della vittima.

Commento: Ecco finalmente la rivincita dell’uomo comune! Aiutato addirittura dalla tecnologia…

30 Ottobre
A struggle to the top
The first ever Dalit expedition to Mt. Everest deserve support of all parties concerned

Una battaglia verso la cima
La prima ascesa al monte Everest di una spedizione di Dalit (“fuori casta” secondo la società indù) merita l’appoggio di tutte le parti interessate

Commento: Il titolo, chiaramente metaforico, riassume la fatica che ancora oggi i cosiddetti “fuori casta” devono fare per essere trattati come gli altri cittadini.
Non tanto per la spedizione in se’, di dubbia necessità, quanto per il valore simbolico che rispecchia i cambiamenti che stanno comunque avvenendo negli ultimi vent’anni.
L’autore dell’articolo, un sociologo Dalit che prenderà parte alla spedizione, fa anche notare come l’impresa vada anche adeguatamente preparata dato che il monte Everest dal 1965 è stato scalato con successo da 2700 persone, ma ben 203 vi hanno perso la vita.
Purtroppo l’articolo, nel finale, con un’indubbia caduta di stile, lamenta anche l’insufficienza del budget previsto dal governo e fa appello, quasi subdolamente, alle agenzie di donatori.

2 Novembre
Dopo gli storici sviluppi politici del 1 Novembre, il giornale dedicava ampio risalto agli accordi effettuati e qui di seguito ne diamo un breve sunto.

Parties join hands on peace process
Sign agreement on army integration, constitution drafting, power-sharing

Le parti si accordano sul processo di pace
Firmano l’accordo sull’integrazione dell’esercito, sulla stesura della Costituzione e sulla divisione dei poteri

Parties decide fate of 19.000 cantoned PLA combatants
Peace process timeline

Le parti decideranno il destino di 19.000 ex-guerriglieri maoisti
Tabella delle date del processo di pace:

22 Novembre 2005 Accordo in 12 punti tra l’Alleanza dei Sette Partiti e gli allora ribelli Maoisti
24 Aprile 2006 Re Gyanendra reinstalla il dissolto parlamento
3 Maggio 2006 Formazioni di team del Governo e dei Maoisti per apertura dialogo
18 Maggio 2006 Il Parlamento depriva il Re dei poteri
25 Maggio 2006 Codice di condotta in 25 punti stilato tra il Governo e i Maoisti
16 Giugno 2006 Il Segretario Generale dei Maoisti, Pushpa Kamal Dahal “Prachand” si mostra in pubblico per la prima volta
21 Novembre 2006 Firma dell’Accordo di Pace Totale, ufficiale fine della guerra
15 Gennaio 2007 Promulgazione della Costituzione ad interim, i Maoisti entrano in Parlamento
1 Aprile 2007 I Maoisti si uniscono al Governo
21 Luglio 2008 Ram Baran Yadav diventa il primo Presidente del Nepal
15 Agosto 2008 Pushpa Kamal Dahal “Prachand” diventa Primo Ministro
Dicembre 2009 Accordo tra ONU, Governo e Maoisti per congedare 4.000 guerriglieri
7 Genn/8 Feb 2010 Congedo di 2.300 guerriglieri di sette distretti
1 Settembre 2011 I Maoisti consegnano le chiavi dei container contenenti le loro armi

Draft of the 7-point Agreement

Bozza dell’Accordo in 7 punti

Punto 1
Integration and rehabilitation of People’s Liberation Army (PLA)
Integrazione e riabilitazione dell’Esercito delle Liberazione del Popolo (Esercito irregolare maoista)

Diviso a sua volta in 6 punti, tratta dell’integrazione dei guerriglieri maoisti nei ranking dell’esercito regolare nepalese.

Punto 2
Rehabilitation of PLA combatants
Riabilitazione dei guerriglieri maoisti

Diviso in 2 punti, vi vengono definiti i contratti economici con i guerriglieri che decidono volontariamente di lasciare le armi.
Nel primo “pacchetto” vengono proposti incentivi all’educazione e al training professionale, il secondo riguarda un semplice indennizzo economico in base al ranking occupato.

Punto3
Group Division
Divisione dei Gruppi

Il Comitato Speciale, preposto alla suddetta divisione in Gruppi di riabilitazione, si deve occupare di porre fine alla divisione entro il 23 Novembre 2011.

Punto 4
Formation of commissions as per consensus
Formazione delle commissioni per consenso

A) Gli Atti riguardanti la Commissione della Verità e della Riconciliazione e la Commissione per l’Investigazione degli Scomparsi verranno appoggiati dal Parlamento sulla base del consenso. Le Commissioni saranno formate entro un mese

B) I casi collegati all’era di conflitto verranno trattati secondo lo spirito dell’Accordo di Pace Totale e della Costituzione ad interim

Punto 5
Relief aid for conflict vistims
Soccorso alle vittime del conflitto

Il soccordo sarà dato alle famiglie di coloro uccisi, feriti, menomati, spariti e dislocati durante il conflitto

Punto 6
Forging of a trustworthy environment for the implementation of past agreements
Formazione di un contesto di fiducia per l’attuazione di passati accordi

Questo punto, dal testo alquanto criptico, riguarda lo smantellamento e l’integrazione delle strutture di cui si erano impossessati i Maoisti durante il conflitto: le proprietà da restituire ai contadini, gli edifici e i terreni pubblici da restituire al governo, e i veicoli da registrare entro certe date.

Punto 7
Drafting of Constitution and formation of national consensus government
Bozza della Costituzione e formazione di un Governo a consenso nazionale

Ultimo punto di importanza fondamentale, visto che il Nepal pochi anni fa è passato dalla Monarchia alla Repubblica e quindi una nuova Costituzione redatta in un clima ragionevolmente pacifico e collaborativo dovrebbe essere un priorità.

Ultimo articolo
The Chairman’s calculations
Whether Prachanda can remain patient, supportive and confident for another year will determine the political trajectory
Despite shortcomings, Prachanda had proved to be a remarkable leader

I calcoli del Segretario Generale
Se Prachanda (il Segretario Generale dei Maoisti) può rimanere paziente, supportivo e fiducioso determinerà la traiettoria politica
Nonostante le manchevolezze, Prachanda ha provato di essere un leader eccezionale

Quest’ultimo articolo è dedicato all’ormai noto Pushpa Kamal Dahal “Prachand”, non per particolari simpatie personali (sia pur non possiamo rimarcare che sia stato il maggior artefice della caduta di una pessima monarchia...) ma perché, come sostiene l’autore dell’articolo, ha dimostrato, nonostante alcune manchevolezze, di essere comunque un leader particolarmente attento, deciso ma, ultimamente, anche molto cauto e moderato, che unito a un indiscusso carisma e profondissima esperienza della politica nepalese potrebbero farne un leader di caratura internazionale.
Cosa che noi ci auguriamo, non tanto per il pur “simpatico” Prachand, quanto per i poveri nepalesi, gente di montagna tranquilla, gentile e ospitale che meriterebbe finalmente un po’ di serenità.

mercoledì 2 novembre 2011

Un osservatorio sull'India.

E' giunto il momento di raccogliere alcuni frutti (in termini di riflessioni e "bilanci") della lunga esperienza avuta in India (circa 6 anni), in particolare a Benares, dove ha mosso i suoi primi passi il progetto Viverealtrimenti.
Al momento il baricentro di Viverealtrimenti si è spostato a Londra ed ha nella British Library una validissima postazione.
Oggi si inizieranno dunque ad elaborare riflessioni su quanto visto e vissuto in India in sinergia con quanto è possibile leggere su testi della British Library in merito allo stesso paese. Questo processo sarà naturalmente propedeutico a nuove pubblicazioni con la Viverealtrimenti editrice, la più prossima delle quali è Con Jasmuheen al Kumbha Melache dovrebbe essere pronta entro la fine del 2011.
Quando ero in esilio a Kathmandu, oltre un anno fa, per ottenere un visto studentesco per l'India avevo trovato, nella biblioteca cittadina, un testo interessante — Is India civilized? — di John Woodroffe, maggiormente conosciuto come Arthur Avalon.
Woodroffe aveva scritto il testo menzionato in risposta ad un altro testo, del 1917 — India and the future — di William Archer (1856-1924), critico teatrale e letterario nato in Australia ma formato ad Edinburgo.
In India and the future Archer, a seguito di un sostanzioso viaggio in India, esprime giudizi non proprio lusinghieri sul popolo indiano che hanno suscitato diverse risposte indignate (anche da parte dell'intellighenzia indiana del tempo oltre che da Woodroffe).
A Kathmandu ho letto buona parte del libro di Woodroffe ed ora, fisso alla British Library, non ho potuto non cedere alla tentazione di mettere gli occhi direttamente sul libro di Archer, con l'intenzione di condividerne alcuni passaggi avendo un solo obiettivo: guardare all'India in maniera problematica, cercando di evitare tanto gli eccessi di chi la rifiuta a priori quanto di coloro che, spesso infantilmente, la idealizzano, proponendone una visione rarefatta e, a mio parere, troppo astratta da riscontri tangibili.
Vediamo dunque quanto scrive Archer. Interessante notare che, appena giunto nel paese, viene favorevolmente colpito dalla bellezza e dalla grazia dei locali, soprattutto di sesso femminile. Una bellezza che lui definisce, tra l'altro, in termini di nobiltà. Presto, tuttavia, inizia a parlare esplicitamente di barbarismo. Data la complessità del libro di Archer, non credo sia il caso nemmeno di provare ad esaurirlo in un solo post. Oggi iniziamo a considerare appena un brano (che è poi quello che ha suscitato la reazione di Woodroffe e dell'intellighenzia indiana e che secono me, pur nella sua crudezza, ha una profonda attualità). Inizio a citarlo come l'ho trovato citato nel testo di Woodroffe:

«Barbarian, barbarism, barbarous ― I am sorry to harp so much on these words. But they express the essence of the situation…there are of course many thousands of individuals who have risen and are arising above it (barbarism), but the plain truth concerning the mass of the (Indian) population — and not the poorer classes alone ― is that they are not civilized people».

[William Archer, India and the future, in: Sir John Woodroffe, Is India civilized?, Ganesh & Co. Publishers, Madras (India), 1919, p. 1].

Traduco velocemente:

«Barbaro, barbarie ― mi dispiace utilizzare questi termini ma esprimono l'essenza della situazione...ci sono ovviamente molte migliaia di individui che hanno trasceso questo barbarismo, ma la verita' in merito alla massa degli indiani (e non solo gli strati sociali piu' poveri) e' che non sono persone civilizzate».

Mi sembra ora giusto riportare la citazione originale, dal libro di William Archer India and the future che è leggermente più problematica, non foss'altro perchè inserita nel capitolo Two side to the racial medal, le due facce della medaglia razziale:

«Barbarian, barbarism, barbarous ― I am sorry to harp so much on these words. But they express the essence of the situation. The potentially noble peoples of India have, by an age-old concatenation of inauspicious circumstances, been balked of adequate opportunity of development, and arrested in a condition of barbarism. There are of course many thousands of individuals who have risen and are arising above it (barbarism), but the plain truth concerning the mass of the (Indian) population — and not the poorer classes alone ― is that they are not civilized people».
(William Archer, India and the future, p. 38)

Quanto non è stato citato da Woodroffe è: «le genti potenzialmente nobili dell'India sono state ostacolate, da un'antica concatenazione di circostanze sfortunate, nelle loro opportunità di sviluppo rimanendo bloccate in una condizione di barbarie».
Viene ovviamente da chiedersi perchè William Archer abbia espresso un giudizio così schietto e tuttavia ingiurioso. Ho trovato una risposta eloquente nelle pagine precedenti il brano citato. Archer era a Madurai, nello stato del Tamil Nadu, nel sud del subcontinente, conosciuta e decantata in passato come "L'Atene d'Oriente".
In prossimità di un piccolo tempio giallo dedicato alla celebre dea Kali vede una scena che descrive in questi termini:

«In front of the portico stood an altar, and the earth around it was sodden with blood. Four newly severed heads of kids lay at the altar foot; and as I stood there a burly Brahmin caught one of several live kids that were skipping around, douched it with water from a brass pot, threw it down, placed his foot on its head, and gashed its throat with a knife. Then he turned back the head so as to make the muscles of the throat tense and, with another slash, completed the decapitation [...] it was the first time I had seen innocent blood shed in the name of religion».

(Ivi, p. 37)

Traduzione veloce:

«Di fronte al portico si trovava un altare, la cui terra circostante era fradicia di sangue. Quattro teste appena mozzate di bambini giacevano ai piedi dell'altare. Mentre sono lì un bramino corpulento, catturato uno dei tanti ragazzi che ciondolano li' attorno, dopo averlo lavato con dell'acqua da una pentola di ottone, lo getta a terra, e, con un piede piazzato sulla testa, gli taglia la gola con un coltello. Poi gli gira la testa per far si che i muscoli del collo siano piu' tesi e, con un'altro colpo, completa la decapitazione [...] era la prima volta che vedevo del sangue innocente versato in nome della religione».

Credo sia sueprfluo ogni commento. Torneremo a considerare il testo di Archer ed altri testi, oltre a riflettere su alcune esperienze e tantissimi glimpses del quotidiano che ho avuto modo di vivere in India, per tentare finalmente di delineare una visione meno fanatica e più lucida di questo grande paese.
Entro la prossima settimana verrà pubblicato un altro post sull'argomento.