TRANSUMANZA

QUESTO BLOG E' IN VIA DI SUPERAMENTO. NE STIAMO TRASFERENDO I POST MIGLIORI SUL SITO DI VIVEREALTRIMENTI, DOVE SEGUIRANNO GLI AGGIORNAMENTI E DOVE TROVATE ANCHE IL CATALOGO DELLA NOSTRA EDITRICE. BUONA NAVIGAZIONE!

giovedì 29 dicembre 2011

Il Tornale.

Di seguito un nuovo progetto di ecovillaggio nel Lazio

L’amore per l’ambiente ed il desiderio di rispettare ed onorare le espressioni e trasformazioni della natura, ci muovono verso una dimensione sana e prospera dell’ esistenza, in cui l’ essere umano, ritrovando il suo posto e ristabilendo una giusta relazione con se stesso, con gli elementi naturali, con gli altri esseri e con la propria accezione di universale, sia valorizzato nella sua autenticita’ e possa esercitare il suo diritto alla felicita’.
Il progetto del Tornale, che momentaneamente si sviluppa su un terreno di circa nove ettari, tra i Comuni di Oriolo Romano e di Vejano (VT), vuole essere un ritorno a casa, ad una dimensione autentica, ad un concetto nuovo di famiglia, costituita da individui liberi di spirito, creativi ed indipendenti, che si scelgono per condividere risorse, valori e talenti. Il movimento della spirale aurea che contraddistingue il logo, indica la spinta verso il nuovo, l’evoluzione, un movimento circolare che non ripassa mai per la stessa via senza un precedente arricchimento. Questo si rende possibile grazie al contributo di tutti i componenti che lavorano incessantemente su se stessi e sul valore del gruppo. Nel nostro eco-villaggio diamo grande importanza e valore ai bambini e operiamo affinche’ la purezza e naturale felicita’ dell’ bambino venga preservata e valorizzata. Il Tornale vuole divenire un eco-villaggio di circa 10 nuclei residenti, i quali, pur mantenendo la propria libertà e spazi privati, condividono con gli altri risorse, spazi, servizi ed alcune attività, cooperando in maniera solidale ai fini del bene comune.
Si utilizzano e promuovono sistemi di agricoltura sostenibile a beneficio della comunità e del territorio circostante, energie pulite e rinnovabili, bioarchitettura e bio-edilizia, coltivazione e trasformazione dei prodotti, medicina, yoga e terapie naturali ed olistiche, espressioni artistiche come movimento creativo, danza, teatro e artigianato artistico.
Siamo anche aperti a tutti coloro che desiderano collaborare in qualche misura ma che non sentono la necessità di vivere la dimensione comunitaria. L’ apertura e la flessibilità sono valori importanti che caratterizzano il nostro progetto.
La nostra idea di eco-villaggio non rappresenta un’isola separata dal contesto globale e territoriale, ma una realtà che si pone come opportunità di salute, di pace e di recupero della dimensione autentica dell’uomo nella sua interezza, materiale e spirituale.
La cura della terra (il suolo e il Pianeta), la cura delle persone e la condivisione equa e solidale delle risorse rappresentano le basi di orientamento permaculturale del nostro progetto.
Nello specifico:

- Aspetto Permaculturale: La Natura al Tornale e’ ricca e generosa. La grande biodiversità, la presenza di un bosco misto, di un torrente e del fiume Mignone (riserva idrica del comune di Civitavecchia), che scorre ai confini del terreno rendono l’ambiente ideale per potere progettare armoniosamente. Per noi sostenere un impronta permaculturale, significa dare un senso profondo a ciò che ci circonda, all’utilizzo delle risorse, alle relazioni, alla costruzione delle nostre case e del paesaggio che ci accoglie.

- Risorse rinnovabili: Tenderemo ad affrancarci dalla dipendenza energetica attraverso un utilizzo intelligente e innovativo delle risorse rinnovabili; sperimentare attivamente soluzioni innovative per potere ispirare e consigliare coloro che decidono di intraprendere simili scelte energetiche.

- Costruzione in bioedilizia ed in bioarchitettura, totalmente o parzialmente in autocostruzione. – Sentiamo la nostra casa come un estensione di noi stessi in armonia con l’ambiente per cui senza cemento armato, costruita con le nostre mani, con tecniche miste e ispirate alle earthships. Case passive, calde in inverno e fresche d’ estate, che possano abbattere notevolmente i costi legati ai consumi e che siano costruite con materiali locali e naturali. Vediamo case dalle linee morbide, che aiutino lo scorrere delle buone energie dei loro abitanti e siano in sintonia con le energie magnetiche emanate dalla terra. L’ ubicazione delle abitazioni e il loro disegno e’ per noi importante ed e’ un lavoro di progettazione condivisa tra i membri del gruppo e coadiuvata da esperti.
Useremo molti … “spazi comuni” … ossia aree comuni condivise. La lavanderia, la cucina e la grande sala da pranzo dove potere condividere pranzi, feste e chiacchiere; una biblioteca, uno spazio destinato all’ organizzazione di seminari e conferenze e altri spazi comuni da creare insieme. Oltre alle earthships, pensiamo anche ad una o piu’ yurte dove potere organizzare attivita’ o accoglienza.

- Contatto con il territorio: la nostra scelta e’ quella di radicarci solidamente nel territorio, per vivere in sinergia, in contatto con esso e rappresentare anche un possibile modello replicabile. Le attività di formazione relative alle pratiche permaculturali, alle tecniche di autocostruzione, all’ uso intelligente delle risorse energetiche rappresentano alcune delle proposte culturali e formative indirizzate al territorio. Progettiamo inoltre di creare una fattoria didattica, e di collaborare attivamente con altre realta’ individuali o collettive che abbraccino scopi e ideali affini anche attraverso la Rete degli ecovillaggi Italiani (RIVE).

- Volere crescere in consapevolezza: e’ nostra aspirazione far si che cio’ che determina le scelte non sia mai la paura ma sia sempre l’ amore, tanto quanto lasciare che cio’ avvenga come frutto di un percorso individuale. Liberta` di credo e pensiero religioso, liberta’ di potere essere e divenire cio’ che si desidera, nel rispetto della diversita’ altrui, del prossimo e della natura circostante. Non essere uniformati a nessun comune denominatore se non il rispetto per la nostra sana ed autentica volonta’ di avanzare insieme su un cammino ricco e creativo. Non avere paura di creare una colorata e sfaccettata realta’ di individui diversi. Creare spazi, fisici e mentali perche’ cio’ possa accadere, e anche perche’ i nostri i talenti possano esprimersi ed essere messi al servizio.

- Prendersi cura dell’ ambiente e delle persone: desideriamo lavorare per creare un sentimento di comune appartenenza ad una cittadinanza planetaria, un comune senso di responsabilita’. Il nostro servizio verso l’Umanità parte dall’imparare ad amare e rispettare noi stessi. L’orientamento verso la comunicazione, l’amicizia e la fratellanza rappresentano temi importanti da coltivare nel villaggio.

- Progetto educativo: creare tutto cio’ che e’ elencato sopra, per accogliere con gioia i nostri bambini. Al nostro progetto e’ legata l’ ideazione di una scuola che si ispiri a principi di liberta’ e che possa abbracciare l’anima naturalmente pura e felice dei bambini, accompagnandoli con rispetto e sapienza verso la crescita, senza creare sovrastrutture inutili. Educarli a vivere pienamente e portarli a consapevolizzare chi sono, dove sono diretti e il loro scopo di vita sulla terra. Il compito dell’educazione consiste proprio nel risvegliare l’individuo. (J. Krishnamurti)

Ciò che anima profondamente i nostri cuori è la speranza che progetti simili possano svilupparsi sempre di più perché proprio sulla scia di questo nuovo percorso di vita che rappresenta il futuro, in una società tecnologicamente avanzata, la scienza potrebbe scegliere di interrompere lo sfruttamento del pianeta e volgere le attenzioni sull’abbondanza che esso ci offre, nella sua molteplicità, e cambiare semplicemente prospettiva…visione. E’ comunque importante sottolineare che non viene creata una frattura fra l’esperienza dell’ecovillaggio e le altre realtà sociali, ed essa non tende a imporsi o porsi sul piedistallo dei migliori, ma lascia aperta la porta al contributo di ciascuno, qualunque esso sia…
Nessuno di noi sa quali mutamenti piccoli o grandi ci attendono. Una sola cosa è certa; il nostro viaggio non è terminato. Possiamo solo sperare che in qualche modo o in piccola parte il nostro passaggio su questa terra venga ricordato per sempre!

Il Tornale, Villaggio in Natura
Strada vicinale del Melleto - Vejano (VT)
ecovillaggio@iltornale.it
www.iltornale.it


Il gusto della gioia - Yoga in cucina.

Un messaggio di tutta salute, dopo gli eccessi delle festività natalizie e prima di quelli di Capodanno, dagli amici della Comunità di Ananda. Facciamone tesoro!




Cosa mangiamo, come lo mangiamo e anche le vibrazioni che mettiamo nel cibo mentre lo cuciniamo: tutto questo ha un'enorme influenza su come ci sentiamo.

mercoledì 28 dicembre 2011

Il mio viaggio fra ecovillaggi e comunità rurali.

Anche oggi condivido un contributo video, ritornando momentaneamente nell'alveo delle comunita' intenzionali e degli ecovillaggi.
Il video che segue e' stato postato da NiKola Reich.
Buona visione


martedì 27 dicembre 2011

Ultima tranche de L'arte di vivere...

...un bellissimo documentario su Raimon Panikkar.
Buona visione!

 

Continuando ad introdurre Raimon Panikkar

Di seguito le successive 2 tranches del documentario su Raimon Panikkar L'arte di vivere 


 
 

Introducendo Raimon Panikkar.

Dopo i posts dei giorni precedenti credo sia opportuno iniziare ad "ospitare" su questo blog-magazine uno dei più importanti esponenti del dialogo interreligioso ed interculturale del '900: Raimon Pannikar.
E' stato ben presentato nel documentario di Werner Weick ed Andrea Andriotto L'arte di vivere, disponibile su you tube in 11 tranches. Oggi ne posterò le prime 3.
Buona visione!



sabato 24 dicembre 2011

LUNA NUOVA -- sabato 24 dicembre -- da Ajahn Munindo.

Questi tre sentieri
portano tutti al paradiso:
dire la verità
non cedere alla rabbia
e dare, anche quando hai
ben poco da condividere.

Dhammapada strofa 224

Noi siamo i creatori del mondo. Le nostre azioni con il corpo, la
parola, la mente danno forma allo spazio che abitiamo. Investire nella
consapevolezza interiore ci libera dalla dipendenza dal mondo
materiale. Le condizioni esterne della nostra vita vanno e vengono: a
volte, sono piacevoli e gratificanti, altre, faticose e deludenti. Ma
possiamo sempre fare lo sforzo di dire la verità. Possiamo sempre
aspettare prima di soccombere alla rabbia. E al di là di quanto o
quanto poco possediamo, possiamo sempre dare. Abbiamo già il potere di
creare una bella dimora.

Con Metta
Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Santacittarama
Monastero Buddhista
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

Tel: (+39) 0765 872 186 (7:30-10:30, eccetto il lunedì)
Fax: (+39) 06 233 238 629

sangha@santacittarama.org
(alternativa): santa_news@libero.it

www.santacittarama.org
www.forestsangha.org (portal to wider community of monasteries)
www.forestsanghapublications.orgwww.forestsanghapublications.org (books, e-books and audio files)
www.allisburning.org (images of Theravada Buddhism)

venerdì 23 dicembre 2011

India matri bhumi

In coda a questa giornata pre-natalizia ho il piacere di condividere addirittura un film con i lettori di Viverealtrimenti. Un film d'epoca (del 1959) di Roberto Rossellini: India matri bhumi.
Imperdibile.
Buona visione!

Nataraja trailer.

anche oggi ho il piacere di condividere, con i lettori di Viverealtrimenti, un video. Questa volta dall'India. Ringrazio Filippo Carli per il bel lavoro che ha fatto, segnalando il suo sito internet: http://filippocarli.wordpress.com/ Buona visione!

Nataraja "trailer" from Filippo Carli on Vimeo.

giovedì 22 dicembre 2011

Ecopolis - un mondo diverso è possibile (Promo).


Ho il piacere di condividere con i lettori di Viverealtrimenti il seguente video (un primo premontato del documentario Ecopolis. Il documentario finale è della durata di 40 minuti e si sofferma su ognuna delle comuni visitate), realizzato, se non ricordo male, qualche anno fa ma che rappresenta sicuramente una buona panoramica del mondo comunitario italiano.
Ringraziamo i registi Michele Vaccari e Lucio Basadonne per questo loro lavoro.
Buona visione!




mercoledì 21 dicembre 2011

UN SOGNO PER DOMANI – 50 anni di Findhorn – Intervista a Isabella Popani e Antonio Palmieri di Isabella Guerrini.


Oggi è giornata di segnalazioni.
Merita lettura l'articolo di Isabella Guerrini Un sogno per domani, incardinato sui prossimi 50 anni della comunità di Findhorn Foundation, in Scozia, una delle esperienze comunitarie più importanti e riuscite nel mondo la cui data di nascita (1962) segna secondo alcuni la stessa nascita del Movimento New Age.
Su Findhorn ho abbondantemente scritto sui miei libri e sul sito di Viverealtrimenti.

L'articolo di Isabella su Spirito Libero, un giornale on line con cui Viverealtrimenti tenterà presto di stabilire una connessione.


Comunità ed ecovillaggi, una mappa per vivere altrimenti.


E' stato recentemente pubblicato, sul giornale on line Il Cambiamento, un mio articolo di presentazione del mio testo Comuni, comunità, ecovillaggi.
Cliccate qui per leggerlo.


lunedì 19 dicembre 2011

Viverealtrimenti al Green Social Festival.

Ho trovato su you tube alcuni stralci significativi dell'intervento di Viverealtrimenti al Green Social Festival, organizzato a Bologna nel marzo 2011 da Syusy Blady e Patrizio Roversi.
Buona visione!







domenica 18 dicembre 2011

Una bella lezione su Mircea Eliade.

Nel video, un bella lezione su Mircea Eliade, uno dei massimi riferimeti teorici del Progetto Viverealtrimenti. Buona visione!




Damanhur: newsletter di fine anno.

Damanhur newsletterDamanhur newsletter header 2Damanhur
newsletter header 3Damanhur newsletterDamanhur newsletterDamanhur newsletter header 6Damanhur newsletter
This newsletter is in Italian only. An English version has just been sent.
Thank you!
Capodanno a Damanhur "Midnight-Action" nei Templi dell' Umanità
midnight 

3Come da tradizione, i Templi dell'Umanità e le loro Sale si aprono a coloro che desiderano partecipare alla loro realizzazione. Insieme ai Damanhuriani, gli ospiti parteciperanno a diverse attività, in base ai talenti e alle preferenze di ciascuno.
L'iniziativa del Midnight Action è nata anni fa per permettere ai tanti ospiti presenti in Damanhur in questo periodo di partecipare, come spesso chiedono, alla realizzazione di un grande "sogno concreto", di un'opera d'arte collettiva, come sono i Templi dell'Umanità. Così, nella notte che tradizionalmente nel mondo viene dedicata ai festeggiamenti e all'attesa dell'anno nuovo, a Damanhur ospiti e cittadini insieme affermano che il miglior modo per festeggiare è quello di operare insieme per realizzare un grande obiettivo, che riempia il cuore e la mente di felicità e di buoni auspici.
midnight 2
Inoltre per la prima volta i partecipanti, damanhuriani ed amici che già ne dispongono potranno portare all'interno dei corridoi e delle sale dei Templi le SFEROSELF (strutture selfiche personali multifunzione, già utilizzate da molti amici in tutto il mondo nell'orientamento di migliaia di alberi) che verranno collegate e potenziate. Questo servirà anche per riequilibrare le energie tra le diverse Sale. I partecipanti saranno distribuiti all' interno dei Templi creando un circuito tra corridoi e sale, mentre le sferoself passeranno più volte di mano in mano come si faceva una volta con i secchi fino a che l'operazione non sarà conclusa. La presenza delle Sferoself permetterà anche ai partecipanti di portare, scambiare e condividere le esperienze dell'anno trascorso.
midnight 1Una medit-azione per trasformare la realtà, dentro e fuori di noi, partecipando attivamente alla trasformazione del pianeta.
A mezzanotte, avverrà la celebrazione della Cornucopia Invernale, nella Sala della Terra, un Rito di ringraziamento per gli eventi del 2011 e di propiziazione per il 2012.
Se vieni per la visita di 7 giorni (25 dicembre-1gennaio) o quella di 3 giorni (28-31 dicembre) potrai partecipare al capodanno tradizionale damanhuriano Midnight Action che si svolgerà nei Templi dell' Umanità (opzionale).

Per informazioni: welcome@olamidamanhur.com
Corsi
a Damanhur

per informazioni:


Winter Festival
28-30 dic 2011

1 gen 2012

Canto di Gola Sciamanico
19-20 gen 2012
  1° livello
21-22 gen 2012
2° livello

Vite Precedenti
28-29 gen 2012
1° e 2° livello

21-22 gen 2012
mensile, primo incontro

3-20 feb 2012
intensivo

Mystery School
27 feb-5 mar 2012



 Visite
per informazioni: welcome@
olamidamanhur.com

Visita 7 giorni
25 dic-1 gen 2012
22-29 gen
19-26 feb
più date
online


Visita 3 giorni
28-31 dic, 2011
26-29 gen, 2012
2-5 feb
più date
online

Vuoi regalare un'esperienza profonda e ispirativa?
Fai omaggio di una visita ai Templi!
buonoregalo ita



Damanhur è un sogno collettivo trasformato in realtà grazie al potere creativo del pensiero positivo.
Damanhur Open Temple
Un'Eco-Comunità Spirituale ai piedi delle Alpi piemontesi che promuove una cultura di pace e sostenibilità olistica attraverso la solidarietà, il rispetto per l'ambiente, le arti e l'educazione.
Vita d'Azione - Azione attraverso il Gioco - Gioco integrato nella Vita
Damanhur newsletter

sabato 17 dicembre 2011

Bhagavad Gita Trial in Russia.

Di seguito una mail ricevuta dagli amici di Bibliothe' che mi sembra giusto condividere con i lettori di questo blog-magazine che ha con la cultura indiana un rapporto problematico (nel senso di "critico") ma profondo.

Cari amici,
vi scriviamo per mettervi al corrente di un fatto grave che sta accadendo in Russia.
La "Bhagavad-gita", il testo in lingua sanscrita più famoso nel mondo, che rappresenta una delle opere più importanti di spiritualità nella storia dell'umanità, il cui valore è stato riconosciuto da tutte le scuole di pensiero indovediche e celebrato da grandi filosofi, spiritualisti e pensatori occidentali (Hegel, Schopenhauer, Jung...), rischia di essere censurata in tutta la Russia e di essere classificata come testo estremista alla pari di "Mein Kampf" di Hitler (cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Bhagavad_Gita_trial_in_Russia).
Se passerà questo provvedimento, verranno impediti la stampa, il possesso e la diffusione in tutta la Russia di questa grande opera di filosofia perenne e universale.
Chiunque si sentisse, per onestà intellettuale, di sottoscrivere la petizione aperta per dar voce al dissenso nei confronti di tale iniziativa e per sostenere la libertà di pensiero e di credo, può consultare la seguente pagina web:

http://www.petitions24.com/gita

La sottoscrizione è valida se fatta entro domani.
Vi preghiamo di diffondere questa comunicazione alle persone che conoscete.
Vi ringraziamo sin d'ora per la vostra attenzione e per il vostro importante contributo.

Segreteria CSB (Centro Study Bhaktivedanta)

giovedì 15 dicembre 2011

Il nobile ottuplice sentiero.

Riprendiamo ogi il nostro filone buddhista, continuando a considerarne i fondamenti. Il brano che segue riporta frammenti essenziali dal discorso n. 22 della Digha Nikaya, la prima delle cinque raccolte (Nikaya) del primo dei tre canestri (Tipitaka) del Canone Pali, l’insieme dei testi che racchiudono l’insegnamento del Buddha e l'interpretazione della sua dottrina.
E' segnalato sul sito "In quiete" di Ginfranco Bertagni che, in questo caso, punta al sito Meditazioni nel web

E quale è, o monaci, la Nobile Verità del Cammino che conduce alla Cessazione della Sofferenza?

Essa è il Nobile Ottuplice Cammino, cioè Retta Comprensione, Retto Pensiero, Retta Parola, Retta Azione, Retta Vita, Retto Sforzo, Retta Attenzione, Retta Meditazione.

E cosa è, o monaci, la Retta Comprensione? Comprendere la sofferenza, comprendere l'origine della sofferenza, comprendere la cessazione della sofferenza, comprendere il cammino che conduce alla cessazione della sofferenza: questa è la Retta Comprensione.

E cosa è il Retto Pensiero? Pensieri liberi da bramosie, pensieri liberi da malevolenza, pensieri liberi da crudeltà: questo è il Retto Pensiero.

E che cosa è la Retta Parola? Astenersi dal mentire, dal calunniare, dal parlare aspramente, dal parlare di cose futili: questa è la Retta Parola.

E cosa è la Retta Azione? Astenersi dal togliere la vita, astenersi dal prendere ciò che non ci vien dato, astenersi da eccessi sensuali: questa è la Retta Azione.

E cosa è la Retta Vita? Quando il discepolo abbandona un modo di guadagnarsi la vita che non è confacente e ottiene sostentamento in modo confacente e corretto: questa è la Retta Vita.

E cosa è il Retto Sforzo? Qui un monaco avanza il desiderio, fa uno sforzo, comincia una lotta, applica la mente, obbliga la mente ad impedire il sorgere di cattive e malsane condizioni non ancora sorte. In quanto alle cattive e malsane condizioni che erano già sorte, egli mette tutto l'impegno per distruggerle. Per le condizioni buone e profittevoli che non sono ancora sorte, egli pone intenso desiderio affinché sorgano. Per le condizioni profittevoli che sono già sorte egli pone desiderio, fa uno sforzo, comincia una lotta, applica la mente, obbliga lo sua mente per la loro continuazione, per non trascurarle, per aumentarle, per coltivarle, per portarle a maturazione. Questo è il Retto Sforzo.

E che cosa è lo Retta Attenzione? Qui il monaco dimora praticando lo contemplazione del corpo nel corpo - praticando la contemplazione delle sensazioni nelle sensazioni - praticando la contemplazione della mente nella mente - praticando la contemplazione delle formazioni mentali nelle formazioni mentali, ardentemente, comprendendo chiaramente e attentamente, dopo aver superato le bramosie e le ambizioni del mondo: questa è la retta Attenzione.

E che cosa è la Retta Meditazione? Qui un monaco distaccato dalle cose sensibili, distaccato dalle cose malsane, entra nel primo assorbimento (Jhana), nato da distacco, accompagnato da concetti pensiero e da pensieri discorsivi e si riempie di rapimento e di gioia. Dopo aver superato i pensieri concettuali e discorsivi, guadagnando tranquillità interiore e unificazione della mente egli entra in un secondo assorbimento libero da pensieri, nato da Concentrazione e si riempie di rapimento e di gioia. Dopo aver eliminato lo stato di rapimento, egli dimora equanime, attento, chiaramente cosciente ed esperimenta personalmente quella sensazione di cui i saggi dicono «Felice è l'uomo equanime ed attento »; questo è il terzo assorbimento. Infine abbandonando la gioia e il dolore, e superando le condizioni anteriori di felicità e di afflizione, egli entra in una condizione al di là della gioia e del dolore, nel quarto assorbimento che è purificato dalla equanimità e dalla attenzione. Questa è lo Retta Meditazione.

Questo, o monaci, è il Nobile Cammino che conduce alla Cessazione della Sofferenza.

martedì 13 dicembre 2011

Linea guida per Viverealtrimenti sul libro "Matevo®, invecchiamento e forza questioni risolte".

Il filone alimentare - accanto a quello comunitario, filosofico-gnostico e delle "storie d'oriente" - ha senz'altro un suo spazio ed una sua funzione nel Progetto Viverealtrimenti. Di seguito una presentazione ragionata del testo, di Davide Bartolomeo Bertinetto, Matevo, sull'omonimo metodo da lui ideato (che ha nell'alimentazione fruttariana uno dei suoi fondamenti). Probabilmente il testo arricchirà il catalogo della Viverealtrimenti Editrice.Buona lettura!

Il percorso umano è antico... Nei millenni si sono alternati periodi di conoscenza che hanno dato luogo a molte civiltà, cronologicamente separate una dall'altra ma legate dal sapere acquisito proveniente da quella morente verso quella nascente. Nonostante ciò molta dell'antica conoscenza è andata persa, questo è il caso della più vera e giusta alimentazione per l'essere umano. Ogni animale possiede un suo cibo elettivo: la vacca con l'erba, lo scoiattolo con le ghiande, il koala con l'eucalipto... Ma qual'é il vero cibo ideale all'essere umano? La nostra è una specie estremamente adattabile. Grazie a ciò ha saputo stravolgere le nozioni alimentari imposte dalla natura a seconda dell'offerta ambientale, delle esigente climatiche e anche soddisfando i propri piaceri. Nei millenni sono talmente mutate le condizioni della civiltà umana che è ora difficile dire quale sia il cibo elettivo della nostra specie. Forse non esiste nemmeno più, perché già estinto!
L'uomo ha iniziato ad essere carnivoro alcuni millenni fa per motivi legati probabilmente a carenze alimentari di natura climatica, avviate forse a causa dell'ultima glaciazione. Insieme alla concomitante scoperta del fuoco è divenuta possibile la nutrizione carnivora, 'abborbidendo' la consistenza dei cadaveri, rendendo così la carne più saporita al gusto. L'abitudine carnivora anche se non propria della nostra specie si è conservata fino ai giorni nostri. Ciò però non significa che sia adatta alla nostra fisiologia anche perché l'uomo per essere predatore necessita di strumenti 'artificiali', quali armi da punta e da taglio, trappole... Mentre se si osserva l'anatomia del genere homo si scoprono alcune caratteristiche che lo rendono completamente adatto alla nutrizione fruttariana, senza necessità di stratagemmi artificiali aggiuntivi. Prima fra tutti la vista a colori, ideale per individuare e distinguere alimenti colorati ed evidenti in mezzo a foglie e rami. Normalmente in quasi tutti gli altri esseri viventi la vista è monocromatica, invece in noi e nei primati superiori non è così. Inoltre le mani prensili con pollice opponibile su arti estremamente mobili fanno pensare ad una funzione adatta al districarsi tra i rami per arrivare in profondità nella vegetazione più inaccessibile, per procurarsi il cibo. Inoltre l'estrema precisione nell'afferrare elementi minuti come bacche ed altri frutti di piccole dimensioni avvalorano questa ipotesi. Inoltre è interessante notare la dentatura del uomo, adatta alla masticazione di cibi moto 'polposi'. Contrariamente ai carnivori, che possiedono una struttura mascellare imponente, adatta a rompere e triturare ossa, tendini e carni. Inoltre la struttura digestiva dell'uomo con la sua grande lunghezza, oltre all'assenza di enzimi adatti allo smaltimento degli acidi prodotti dai cibi carnei, fanno la nostra specie totalmente frugivora.
Alcuni luminari del passato hanno già riflettuto sul argomento, come i pitagorici, così oggi con a disposizione la più vasta conoscenza che sia mai stata a disposizione del genere umano, ricominciano ad affiorare da almeno 100 anni a questa parte, ideologie sulla nutrizione fruttarina come unica l'essere umano.
Con queste righe si vuole introdurre la natura fruttariana del metodo Matevo® per ottenere la migliore salute possibile. D'altro canto almeno in teoria il mondo del fitness, di cui oggi tanto si parla, vuole essere il capostipite della salute. Purtroppo però questa realtà fino ad ora non è mai stata raggiunta per via dell'associazione di 'illusori corpi magri e muscolosi' da associare ad una improbabile salute. La causa è da ricondurre all'alimentazione artificiale che caratterizza il fitness odierno, fatto di ormoni sintetici, integratori, alto consumo proteico e cibi inesistenti in natura. Si dovrebbe invece ragionare al contrario, quindi ribaltando il concetto di muscoli e bassa percentuale di grasso uguale salute. Dovrebbe invece essere un fisico sano con alimentazione naturale ed elettiva per l'essere umano, fatta di sola frutta per ottenere un corpo tonico, magro ed atletico. Non il contrario. Fino ad ora nel mondo del fitness è stata scelta la soluzione 'tossica' per raggiungere la migliore forma fisica. Con Matevo® e la sua alimentazione, si cerca di arrivare prima alla salute per ottenere poi una lunghezza della vita, un benessere ed una efficienza fisica superiori.
Le tematiche offerte da questa strategia di preparazione fisica non si limitano alla sola alimentazione ma vengono estese ad un più approfondito 'espediente motorio' con caratteristiche evolutive.
Pertanto, sempre parlando di fitness in palestra legato al sollevamento pesi, esistono delle necessarie modifiche da apportare struttura dei programmi di preparazione oggi esistenti. Infatti questi sono composti da un insieme di esercizi che non rispecchiano affatto la spontaneità dei movimenti  per i quali, l'uomo è stato naturalmente modellato dall'evoluzione quando si maneggia un carico importante. Movimenti artificiosi sotto carichi imponenti portano inevitabilmente ad usura articolare e successivamente all'infortunio. L'ostinazione protratta per lunghi periodi sotto pesi via via più grandi, conduce ad una serie di eventi autodistruttivi che debilitano il corpo di chi si allena, invece di rinforzarlo e migliorarlo. Il nostro organismo è 'fatto' per svolgere movimenti composti che sfruttano grandi catene cinetiche come: la spinta, la trazione ed il sollevamento di un oggetto da terra. Solo questi sono i tre movimenti evolutivi che permettono lo spostamento di carichi imponenti, senza imbattersi mai nell'infortunio. Quindi tutti gli esercizi in palestra che emulano tali prerogative naturali, manterranno e miglioreranno la salute articolare. Seguendo questa logica non invasiva, via via potranno progredire lentamente i carichi maneggiati di settimana in settimana, permettendo così di costruire una struttura muscolo-schelettrica imponente. Matevo® è strutturato per far ottenere all'utente questo risultato nel lungo periodo, garantendo progressi lenti e distribuiti negli anni. Non sarà raro ritrovarsi più forti a cinquant'anni che a vent'anni! Un metodo per funzionare deve poter essere utilizzato con profitto per un periodo paragonabile alla lunghezza della vita.
Strategie alimentari ed allenamento non sono gli unici parametri considerati dal sistema Matevo®. La progressione della forza non è fine a se stessa considerando come unico obbiettivo una salute muscolo-schelettro-articolare migliore. Infatti esiste un'ulteriore fattore di profitto: quello ormonale. Grazie ad alcuni studi indipendenti, condotti sui praticanti del metodo, è stato misurato il livello ormonale del testosterone endogeno. Ciò ha evidenziato uno stretto collegamento tra aumento della forza e potenziamento del profilo ormonale. Un profilo ormonale migliore crea a ricaduta effetti su tutta la sfera corporea ed anche psitica. Infatti sono molti gli effetti benefici di una spontanea ripresa ormonale, sia per coloro che non sono più giovani, che per quelli che ne hanno sempre posseduto un basso livello. Il testosterone è l'ormone maschile per eccellenza, ma non si deve ingenuamente pensare che nella donna non ne esista traccia. Infatti anche nel corpo femminile ne deve essere presente una minima quantità(tra un ventesimo ed un decimo rispetto all'uomo) per la corretta salute organica. Gli effetti benefici sono quindi identici per entrambi i sessi.
Una spinta ormonale superiore, che mantenga nel tempo valori stabilmente alti e paragonabili al livello di un 20/30enne garantisce significativi effetti anti-età.
L'ultimo elemento contemplato dalla tecnica di preparazione fisica Matevo® è il digiuno. Allo scopo di raggiungere la massima efficienza fisica, viene spiegata dettagliatamente la metodologia per costruire un'efficienza fisica superiore, attraverso la 'carenza' alimentare autoindotta. Normalmente il digiuno viene svolto per ottenere un effetto 'pulitore' dell'intestino oltre a ridurre l'ostruzione organica, mettendo a riposo per un certo periodo l'apparato digerente. Qui tali obbiettivi vengono sempre ricercati ma non sono il fine ultimo. Infatti il metodo cerca di guidare l'utente al 'fare tanto con poco', permettendogli dopo un certo tempo di riuscire a condurre una vita del tutto normale, insieme all'allenamento, durante il digiuno. Matevo® cerca e riesce, dopo un certo periodo di pratica ad educare i suoi praticanti verso l'indipendenza fisica sull'ambiente. Da notare che Matevo® non vuole affatto martoriare chi decide di seguirlo, con interminabili periodi di digiuno ma ricerca il benessere attraverso brevi periodi intermittenti di carestia, intervallati da altri con abbondanza alimentare fruttariana. Insomma, anche sul frangente digiuno, si cerca di emulare la naturale qualità umana(ormai perduta) per la ricerca del cibo usando ugualmente il corpo, anche se questo non è disponibile. Ogni animale, quando il cibo scarseggia non resta certo immobile aspettando che questo 'piova dal cielo', anzi si sposta ancora di più per aumentare le probabilità di trovarne. Per questo solo pochi esseri viventi hanno acquisito capacità letargiche e l'uomo non è fra questi! Probabilmente nei millenni passati la specie umana ha trascorso più tempo senza cibo e nella sua ricerca continua, piuttosto che mangiarlo...
Concludendo, sul modello del contenuto appena scritto, con il metodo Matevo® si cerca di far riaffiorare quello che faceva parte della vita primordiale dell'essere umano in tempi arcaici. Il tutto trasferito però nel mondo 'confortevole' odierno. Grazie ad inflessibili regole matematiche si vuole plasmare il praticante come se fosse immerso in un mondo selvaggio dove è l'ambiente a 'piegare' i suoi abitanti e non il contrario, annullando il libero arbitrio. Non per niente il significato della parola Matevo® non è nient'altro che la somma di MATematica+EVOlutiva.
Ottenere una salute migliore può fornirci una longevità superiore. Il raggiungimento di questo obbiettivo è alla portata di ogni persona pronta ad organizzare al meglio la propria alimentazione, allenamento e purificazione col il digiuno razionale.
La pagina di riferimento ufficiale del metodo Matevo® è:

http://www.bertinettobartolomeodavide.it/MATEVO/


Dott. Bartolomeo Davide Bertinetto

domenica 11 dicembre 2011

Bal Ashram: newsletter Dicembre 2011.

Oggi, Domenica, dopo le ultime settimane di posts critici nei confronti dell'India (in ultimo l'attenzione si è focalizzata sulla città di Varanasi, dove due ragazzi italiani sono stati ingiustamanete condannati all'ergastolo -vedi qui-) lasciamo spazio ad alcune buone notizie. Queste, come spesso accade, arrivano dal Bal Ashram, dove gli amici Loknath e Kamala stanno, da anni, cercando di contribuire a creare i presupposti per un'India diversa. Consci della indicibile difficoltà dell'impresa non possiamo che fare loro i nostri più sinceri auguri, ringraziandoli per il coraggio e la determinazione. Viverealtrimenti continuerà a dare il suo piccolo contributo alla divulgazione del loro lavoro.
La newsletter:

                
Varanasi, Dicembre 2011

Cari amici,
quale regalo più gradito per chiudere quest'anno dell'arrivo di due nuovi bambini: Amit e Rahul. Il 28 novembre è sempre un giorno molto speciale per l'ashram perchè si onora il mahasamadhi (l'atto volontario e cosciente di un santo realizzato di lasciare il corpo) di Aghoreshwar Bhaghwan Ramji, maestro del monaco fondatore del Bal Ashram, considerato qui in India un santo dei tempi moderni. Due anni fa lo stesso giorno partecipammo alla gioia di vedere alcuni bambini dell'orfanotrofio governativo riabbracciare le proprie famiglie (vedi qui); quest'anno sempre in questa auspiciosa data la telefonata del magistrato preposto alla destinazione dei minori ci ha confermato la possibilità di accogliere nella famigliadel Bal Ashram due bambini conosciuti pochi giorni prima durante una nostra visita allo stesso orfanotrofio (nella foto).
Amit, ha 13 anni ed una storia di abbandono e sfruttamento minorile alle spalle prima di essere stato collocato in un istituto di Allahabad e poi trasferito a Varanasi. Rahul, ha quasi 10 anni, scappato di casa quando era piccolo, a causa degli abusi subiti dal secondo marito della madre, non ha ricordi del suo villaggio. Da allora ha vissuto anche lui nello stesso orfanotrofio di Amit prima di essere trasferito e rinchiuso a Varanasi 10 mesi fa. La situazione all'interno dell'orfanotrofio ci è sembrata migliorata ma è impossibile uscire da quel luogo senza un velo di tristezza. L'arrivo al bal Ashram è stato molto toccante; l'emozione di Rahul all'incontro con gli altri bambini e la famiglia dell'ashram rimarrà impressa a tutti per molto tempo.
Entrambi sono in buona salute; a parte la scabbia di Rahul, che lo costringe a dormire separato dagli altri bimbi fino a completa guarigione.
Nonostante le privazioni vissute, la voglia di studiare non li ha mai abbandonati. Rahul ha già cominciato a frequentare la classe II. Amit non è mai andato a scuola ma per anni ha studiato da solo (con ottimi risultati) sui libri dismessi dei figli del proprietario dell'albergo dove lavorava (prima di scappare per gli abusi ed andare a vivere in stazione). Comincerà a breve ad avere un tutor personale così da preparare l'esame di ammissione per la classe VI il prossimo maggio. Ci auguriamo che il loro inserimento continui con la gioia e la serenità con cui è cominciato. E' la prima volta che accogliamo due bambini così grandi: è una sfida quella di riuscire a reintegrare il loro trascorso con la realtà e la quotidianità del Bal Ashram (soprattutto per il più grande).

 Sfide nuove anche per gli studenti dell'Anjali school...ma molto più leggere e divertenti: i giochi organizzati per la giornata del bambino (lo scorso 14 novembre)!
Dopo un soggiorno di un mese sono tornati a casa i volontari Mario e Carla. Per loro è stato il secondo anno consecutivo al Bal Ashram regalondoci la loro disponibilità ovunque ve ne fosse bisogno.
In questo mese il Baba ha cercato di ispirare alcuni giovani già vicini all'ashram per avviare e gestire autonomamente delle attività all'eco park. Risulta difficile instillare interesse e consapevolezza ambientale  negli adulti. Così l'attenzione si è spostata verso un gruppo di ragazzi, aiutati dalla temporanea presenza  e coordinazione di un giovane indiano che ha lavorato in diversi progetti ambientali nella zona di Bhopal. I ragazzi hanno deciso di sviluppare un piccolo progetto per la produzione di compost da usare e vendere come fertilizzante naturale. Chandan, eletto capogruppo, ha proposto anche di introdurre il compost ottenuto. In una vasca artificiale sono stati accolti i primi 5 kg di lombrichi; non appena si riprodurranno saranno preparate delle vasche permanenti. Oltre agli scarti di cibo provenienti dalla cucina gli amici lombrichi saranno nutriti con le male (ghirlande) di fiori che quotidianamente vengono offerte nei templi e poi gettate per strada.
Abbiamo richiesto ad alcuni dei templi più visitati della città di tenere i fiori invece di gettarli per la strada a decomporre perchè ci occuperemo noi del loro smaltimento ricavandone compost per l'agricoltura. Qui di fianco, vedete la  nuova bilancia per la preparazione dei sacchi di compost ed il prodotto finale pronto per  essere impacchettato. Un esperto di compost con vermi viene regolarmente ogni settimana per insegnare al gruppo di giovani.

E vi salutiamo pronti a “balzare” nel nuovo anno come Bajaranghi (il nostro cucciolo di langoor sempre in ottima forma) balza improvvi-
samente dentro le classi, saltando da una testa all'altra tra studenti divertiti e studenti impauriti! Una buona occasione per continuare la lezione di inglese imparando a coniugare al passato il verbo to jump!

A presto, dal Bal Ashram
Camilla e Lorenzo




















sabato 10 dicembre 2011

LUNA PIENA -- sabato 10 dicembre -- da Ajahn Munindo.

Un’azione è corretta quando
a ripensarci non proviamo rimorso:
nella gioia si colgono i suoi frutti.

Dhammapada strofa 68

Quando la consapevolezza si rinforza ed emerge la fiducia, percepiamo
un crescente senso di essere la nostra stessa autorità. Non abbiamo
più bisogno di temere immaginari agenti esterni che emettono sentenze
su di noi. Il nostro vero cuore sa cosa è salutare e cosa no. Quando
andiamo più in profondità, la luce della consapevolezza illumina la
via e il sentiero si fa più chiaro. A questo livello, quando udiamo la
voce del giudizio dal nostro falso cuore, semplicemente la riceviamo e
la lasciamo svanire. Resta la gioia.

Con Metta
Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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venerdì 9 dicembre 2011

I pilastri del sapere.

Riprendiamo il nostro filone buddhista, ultimamente un po' trascurato. Di seguito il discorso I pialstri del sapere, contenuto nella Majjhima Nikaya (o "Discorsi di media lunghezza" del Buddha; è il secondo nikaya del Sutta Pitaka del Tipitaka, ossia Il Triplice Canestro, conosciuto anche come Canone Pali). il file è ripreso dal sito in quiete di Gianfranco Bertagni.
(qui il bandolo del filone buddhista)

Questo ho sentito.

Una volta il Sublime soggiornava nella terra dei Kurû, presso la città dei Kurûni detta Kammâsadamman (1). Là il Sublime si rivolse ai monaci: "La diritta via, monaci, che conduce alla purificazione degli esseri, al superamento del dolore e della miseria, alla distruzione della sofferenza e della pena, al conseguimento di ciò che è giusto, alla realizzazione dell'estinzione, è data dai quattro pilastri del sapere. Ecco che un monaco vigila presso il corpo sul corpo, instancabile, con chiara mente, sapiente, dopo aver superato le brame e le cure del mondo; allo stesso modo vigila presso le sensazioni sulle sensazioni; presso l'animo sull'animo; presso i fenomeni sui fenomeni. E come lo fa? Un monaco si reca all'interno della foresta, o sotto un grande albero, o in un vuoto eremo, si siede con le gambe incrociate, il corpo diritto, e si esercita nel sapere. Cosciente egli inspira, cosciente espira. Se inspira profondamente egli lo sa; se inspira brevemente, egli ne è consapevole. "Voglio inspirare sentendo tutto il corpo", "Voglio espirare sentendo tutto il corpo", "Voglio inspirare calmando questa combinazione corporea", "Voglio espirare calmando questa combinazione corporea"; così egli si esercita. Così come un abile tornitore o garzone tornitore tirando fortemente sa "Io tiro fortemente", tirando lentamente sa "Io tiro lentamente": così accade al monaco allorché inspira ed espira.

Così egli vigila presso il corpo interno sul corpo, presso il corpo esterno sul corpo, di dentro e di fuori egli vigila presso il corpo sul corpo. Egli osserva come il corpo si forma, come esso trapassa; osserva come il corpo si forma e come trapassa. "Ecco com'è il corpo": tale sapere diviene il suo sostegno perché esso serve alla comprensione, alla riflessione; ed egli vive indipendente e non desidera nulla dal mondo. E ancora: il monaco, quando cammina, sa che lo sta facendo; lo stesso quando è fermo; così pure quando è seduto e quando giace; egli sa in quale posizione si trova, qualsiasi essa sia. E ancora: il monaco è chiaramente consapevole nel venire e nell'andare; nel guardare e nel distogliere lo sguardo; nel chinarsi e nel sollevarsi; nel portare l'abito e la scodella dell'elemosina; nel mangiare e nel bere; nel masticare e gustare; nel liberarsi dalle feci e dall'urina; nel camminare o nello stare seduto; nell'addormentarsi e nel risvegliarsi, nel parlare e nel tacere.

E inoltre: il monaco esamina questo corpo dalla cima della testa alle piante dei piedi, la pelle che lo ricopre e come esso è ripieno di varie impurità: "Questo corpo ha capelli, peli, ha unghie e denti, pelle e carne, tendini, ossa e midollo, reni, cuore e fegato, diaframma, milza, polmoni, stomaco, intestini, mucose e feci, ha bile, secrezioni, marciume, sangue, sudore, linfa, lacrime, siero, saliva, muco, liquido articolare, urina". Così come se vi fosse un sacco legato ai due capi, pieno di diversi cereali: riso, fave, sesamo; e un uomo competente lo slegasse e ne esaminasse il contenuto: "Questo è riso, queste sono fave, questo è sesamo": allo stesso modo appunto un monaco esamina questo corpo in tutti i particolari. E ancora: il monaco esamina questo corpo, sia che vada o che stia, specificando: "Questo corpo ha la specie 'terra', ha la specie 'acqua', la specie 'fuoco' e la specie 'aria'. Così come se un abile macellaio o un garzone macellaio, avendo macellata una vacca, la porta al mercato, la seziona pezzo per pezzo, ne espone le varie parti, le conosce, le osserva, le esamina bene e quindi si siede (2): proprio così un monaco considera questo corpo.

E inoltre ancora, monaci: come se il monaco avendo visto un corpo che giace al cimitero, un giorno, due o tre giorni dopo la morte, gonfio, illividito, divenuto putrefatto, concludesse: "Anche il mio corpo è fatto così, diventerà così, non può sfuggire a ciò". E ancora: come se il monaco avendo visto al cimitero un corpo straziato da cornacchie, corvi o avvoltoi, sbranato da cani e sciacalli, roso da molte specie di vermi, concludesse: "Tutto ciò può accadere anche a me". E inoltre: come se il monaco avendo visto al cimitero uno scheletro con brani di carne, sporco di sangue, tenuto assieme dai tendini; o più tardi, uno scheletro privo di carne, sporco di sangue, tenuto assieme dai tendini; e più tardi ancora le ossa, senza i tendini, sparse qua e là; qua un osso della mano, là un osso del piede, una tibia, un femore, il bacino, delle vertebre, il cranio, concludesse: "Anche il mio corpo è fatto così, diventerà così, non può sfuggire a ciò". E ancora: come se il monaco avendo visto le ossa, sbiancate come conchiglie, le ossa sfatte, ammucchiate dopo che è trascorso un anno; le ossa corrotte, divenute polvere, concludesse: "Tutto ciò accadrà anche a me". Così egli vigila sul corpo interno, vigila sul corpo esterno, vigila sul corpo interno ed esterno.

Ma come vigila un monaco sulle sensazioni? Un monaco, quando prova una sensazione piacevole, ne è consapevole; lo stesso quando prova una sensazione dolorosa o una sensazione né piacevole né dolorosa. Quando prova una sensazione piacevole mondana, se ne rende conto, e altrettanto quando si tratta di una sensazione piacevole trascendente, di una sensazione dolorosa mondana o trascendente, di una sensazione neutra mondana o trascendente. Così egli vigila sulle sensazioni, osserva come la sensazione si forma, come passa, e come si forma e passa. "Ecco cos'è la sensazione": tale sapere diviene il suo sostegno perché gli serve per conoscere, per riflettere; ed egli vive indipendente e senza brama del mondo.

Ma come vigila un monaco presso l'animo e sull'animo? Un monaco conosce l' animo bramoso e l'animo non bramoso, quello astioso e quello non astioso, l' animo che erra e quello senza errore, quello raccolto e quello che non lo è, l'animo distratto, l'animo tendente all'alto sentire e quello tendente al basso sentire, l'animo nobile, quello volgare, l'animo tranquillo, quello inquieto, l'animo redento e l'animo vincolato; e di tutti si rende conto. Egli osserva come l'animo si forma, come trapassa, come si forma e trapassa. "Ecco com'è l'animo": tale sapere diviene il suo sostegno perché esso serve alla conoscenza, alla riflessione; ed egli vive indipendente e senza brama del mondo.

Ma come vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni? Un monaco osserva sui fenomeni il manifestarsi dei cinque ostacoli (nîvarana): osserva quando la brama (kâmacchanda) è in lui e quando non lo è; osserva quando in lui vi è avversione (vyâpâda); quando vi è accidia (thîna-middha); quando vi è superbia ( o agitazione-ansia = uddhacca-kukkucca); quando vi è dubbio (vicikicchâ), e quando essi non vi sono. E per ognuno dei cinque ostacoli osserva come comincia a svilupparsi; osserva come quando divenuto evidente viene rinnegato, e osserva quando gli ostacoli, rinnegati, non compaiono più nell'avvenire. "Ecco i fenomeni": tale sapere diviene il suo sostegno perché esso serve alla conoscenza, alla riflessione; ed egli vive indipendente e senza brama del mondo.

Ma come vigila un monaco presso i fenomeni sul manifestarsi dei cinque tronchi dell'attaccamento? Un monaco dice a se stesso: "Così è la forma (rûpa), così è la sensazione (vedanâ), così è la percezione (saññâ), così sono le distinzioni (sankhâra), così è la coscienza (viññâna) ; così esse hanno origine, così esse si dissolvono.

E inoltre il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei sei regni interni-esterni (sal-âyatana). Come? Un monaco conosce l'occhio e conosce le forme; conosce l'orecchio e conosce i suoni; conosce il naso e conosce gli odori; conosce la lingua e conosce i sapori; conosce il corpo e conosce i contatti; conosce il pensiero e conosce le idee. Conosce come essi si combinano e cosa ne risulta; conosce quando la combinazione avviene, quando essa cessa, e quando la cessata combinazione non si verifica più nell' avvenire.

E inoltre il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei sette fattori di risveglio (sambojjhanga). Come? Un monaco s'accorge quando sono in lui la consapevolezza (sati), il raccoglimento (l'esame dei fenomeni = dhammavicaya), la forza (viriya), la serenità gioiosa (pîti), la calma (passaddhi), la concentrazione (samâdhi), l'equanimità (upekkhâ). Conosce quando i sette fattori di risveglio si destano, quando divenuti desti si sciolgono.

E inoltre ancora un monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi delle quattro nobili verità. Come? Un monaco comprende secondo verità "Questo è il dolore", "Questa è l'origine del dolore", "Questo è l'annientamento del dolore", "Questa è la via che conduce all'annientamento del dolore".

Chi, monaci, sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere può aspettarsi queste due possibilità: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la morte. Lasciamo stare i sette anni: chi, monaci, sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere per sei anni, cinque, quattro, tre, due, un solo anno; lasciamo stare l'anno: chi, monaci, per sette mesi sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere può aspettarsi queste due possibilità: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la morte. Ma lasciamo stare i sette mesi: chi, monaci, per sei mesi, cinque, quattro, tre, due, un mese, per un mezzo mese sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere. lasciamo stare persino il mezzo mese: chi, monaci, per sette giorni sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere può aspettarsi queste due possibilità: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la morte.

"La diritta via che conduce alla purificazione degli esseri, al superamento del dolore e della miseria, alla distruzione della sofferenza e della pena, al conseguimento di ciò che è giusto, alla realizzazione dell'estinzione, è data dai quattro pilastri del sapere": se questo è stato detto lo è stato di proposito."

Così parlò il Sublime. Contenti si rallegrarono quei monaci della parola del Sublime.



Note

(1) Forse sepolta sotto l'attuale Kamasin, nella piana Kurukshetram della Jamna (o Yamunâ), ad occidente di Allâhâbâd.

(2) Dato che, in India, da più di 2000 anni l'uccisione di una vacca è considerato un orribile delitto, risulta che la redazione di questo testo dev'essere anteriore di alcuni secoli ad Ashoka e risalire ai tempi in cui il macello di vacche per la pubblica vendita era accettato come normale.

Pur considerando l'orrore che questa descrizione, considerata come un resto barbarico dell'antichità, poteva suscitare, essa fu conservata e tramandata intatta. Ciò prova la straordinaria venerazione per le parole del Maestro e lo scrupolo con cui le Sue parole furono tramandate.



Attenzione! Riporto qui sotto un brano iniziale tradotto in inglese da Nyanasatta Thera con le sue note di commento, per chiarire il senso di ciò che il De Lorenzo ha tradotto: ''... vigila presso il corpo sul corpo...''; ''vigila presso le sensazioni sulle sensazioni''; e via dicendo.

Quivi (in questo insegnamento) un monaco vive contemplando il corpo nel corpo, [1] ardente, chiaramente comprendendo e attento, avendo superato, in questo mondo, la cupidigia e l'afflizione; vive contemplando i sensi nei sensi, ardente, chiaramente comprendendo e attento, avendo superato, in questo mondo la cupidigia e l'afflizione; vive contemplando la coscienza nella coscienza,[2] ardente, chiaramente comprendendo e attento, avendo superato, in questo mondo la cupidigia e l'afflizione; vive contemplando gli oggetti mentali negl'oggetti mentali,[2] ardente, chiaramente comprendendo e attento, avendo superato, in questo mondo la cupidigia e l'afflizione.


Note

1. La ripetizione delle frasi 'contemplando il corpo nel corpo, sensi nei sensi, ecc., si vuole insistere presso il meditante sull'importanza di stare coscienti se nell'attenzione sostenuta diretta ad un singolo oggetto scelto, si ci è tenuti saldi o se non si è fuggiti nel campo di un'altra contemplazione. Ad esempio, quando si contempla un processo corporeo, un meditante può alla sua insaputa farsi trascinare in una considerazione dei suoi sentimenti in relazione con questo processo corporeo. Dovrebbe allora essere chiaramente cosciente dell'aver lasciato il suo soggetto originale, ed è impegnato nella contemplazione del sentimento.

Da: http://membres.lycos.fr/zenmontpellier/majjhimait.html

mercoledì 7 dicembre 2011

Elisabetta e Tomaso liberi subito!

Da oggi, questo blog si attiva per la causa Elisabetta e Tomaso liberi subito!
Parliamo di due ragazzi italiani (qui un articolo per maggiori dettagli) che sono stati condannati all'ergastolo, a Varanasi, accusati dell'omicidio di un loro amico. L'accusa si fonda su prove quantomeno discutibili, l'autopsia e' stata effettuata da un oculista (non da un medico legale) e, sottoposta al giudizio di uno dei massimi esperti italiani in materia, non si presta minimamente a sostenere la tesi dell'accusa: strangolamento per asfissia.
Per avere un quadro piu' chiaro di tutta la vicenda, invito i lettori a vedere il video segnalato di seguito, realizzato dal programma Le Iene e a sostenere la causa Elisabetta e Tommaso liberi subito! (qui la pagina facebook Elisabetta Boncompagni e Tomaso Bruno free: diventate fan e scrivete sul muro).
Non consentiamo ad abusi ignominiosi di questo genere di passare sotto silenzio!

Il video



venerdì 25 novembre 2011

LUNA NUOVA -- venerdì 25 novembre -- da Ajahn Munindo.

La forza della pazienza
è la risorsa degli esseri nobili:
possono venire incatenati,
sopportare attacchi fisici e verbali
senza abbandonarsi alla rabbia.

  Dhammapada strofa 399

L'impulso moraleggiante dentro di noi va domato. Più siamo
intelligenti, più dobbiamo essere cauti. Più la nostra parola è
eloquente, più abbiamo bisogno di contenimento. Solo quando sappiamo
di poter dire "no" a noi stessi, quando sappiamo di non dover sempre
essere il vincitore possiamo apprezzare il potere trasformante della
paziente tolleranza.

Con Metta
Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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giovedì 24 novembre 2011

Speciale Referendum per l'eliminazione dei privilegi della casta politica

Mi sembra giusto condividere, dalla newsletter n. 56 de La Città della Luce, la seguente iniziativa:

Cari Amici, è inutile parlare ancora del miserabile spettacolo che economia e politica ci stanno somministrando, ma come è possibile che siamo ancora disposti a tollerare di mantenere e alimentare un sistema iniquo che sfrutta i cittadini per continuare ad arricchire i potenti? Ecco una proposta di azione concreta che riceviamo e che ci piace condividere con tutti voi, nella speranza che la trasmettiate a tutti i vostri contatti!
Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».
L´iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook "Nun Te Regghe Più", dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo:
"I Parlamentari italiani eletti al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori Regionali, Provinciali e Comunali, i Governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province, i Sindaci eletti dai cittadini, i Funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell´unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell´unione per incarichi equivalenti"
La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l´elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare: http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm
L´iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebook
www.facebook.com/groups/nunteregghepiu oppure legge.ntrp@gmail.com


Una nuova stagione per Campanara.

Mi sono imbattutto per caso nel sito http://www.campanaraeco-village.it/ e, devo dire, ne ho avuto una buona soddisfazione. Dal sito emerge difatti che l'agognata nuova stagione per Campanara, di cui ho scirtto piu' di una volta, abbia finalmente preso forma. Sara' dunque necessario aggiornare il database di Viverealtrimenti.com e dare notizie aggiornate anche nella prossima edizione del testo Comuni, comunita', ecovillaggi. Ho gia' scritto ai comunitari chiedendo la loro collaborazione.

lunedì 21 novembre 2011

Viverealtrimenti su Nederland 3.

Alcuni mesi fa, io e Smriti venimmo invitati a Delhi da una troupe televisiva olandese che stava preparando una serie in quattro puntate sulla sessualità in paesi extraeuropei. Vennero considerate l'Uganda, la Cina, Cuba e l'India. La troupe, capeggiata da una deliziosa e simpatica Sunny Bergmann, era soprattutto interessata a Smriti per le connessioni tra yoga e sessualità ma venni presto coinvolto anche io come suo partner ed in virtù della mia discreta esperienza di vita in India e di stima per la cultura tantrica. La vita sessuale di una coppia mista, in un contesto particolarmente sessuofobico come quello indiano, ha stuzzicato non poco Sunny e, probabilmente, il suo pubblico. Ci siamo dunque resi disponibili per un'intervista testimoniando la nostra esperienza. Non posso che invitare i lettori di Viverealtrimenti a vedere la puntata in questione, andata in onda giovedì 17 novembre alle 20.55 su Nederland 3.
Scusandomi per il mio marcato accento italiano emerso dal mio discorso in inglese, vi auguro buona visione.

martedì 15 novembre 2011

Un libro che… profuma di civiltà!

Oggi ho il piacere di condividere con i lettori di Vivere Altrimenti una recensione del libro L'Olfatto tra storia, scienza ed arte cui ho dato un contributo loadato su questo blog-magazine: L'odore del viaggio.
La recensione e' di Anna Manna (nella foto) che ha anche firmato un bell'articolo critico sul mio ultimo libro:
Barboni si ma in casa propria.
Buona lettura!

Tutto ha un profumo! Ma poi cos’è un profumo? A leggere l’interessante saggio che l’Aracne ci propone, attraverso contributi culturali di primo piano, l’olfatto è il senso più intrigante, più misterioso, quasi l’annuncio subdolo ed inquietante di tutti gli altri sensi. Giancarlo Di Renzo E Manuela Marchi sono gli instancabili curatori del saggio “L’Olfatto tra storia, scienza ed arte.”edito da Aracne editore nel mese di settembre.
Instancabili per la perizia e la puntigliosa ricerca di nuove dimensioni, nuove visuali, nuove discipline attraverso le quali analizzare l’olfatto,che si presenta immediatamente come uno dei sensi più seducenti : profumi, essenze, vapori ci avvolgono subito alla prime pagine del libro che si apre con una significativa introduzione di Laura Biagiotti, regina italiana delle profumazioni.
Ma l’opera non è uno sguardo mondano e divertito al mondo dei profumi e delle essenze, tutt’altro. Il saggio - perché di un vero e proprio saggio si tratta - scandaglia la tematica scelta attraverso varie ottiche, ma tutte di livello alto e soprattutto attraverso una disposizione scientifica e professionale
verso l’argomento trattato. Giancarlo Di Renzo è medico ginecologo noto a livello internazionale ed ha riunito nel saggio molte presenze mediche. Così accompagnati dal commento esperto e puntuale di Manuela Marchi , molti nomi prestigiosi della cultura italiana ci svelano i segreti dell’olfatto analizzandolo in tutte le possibili sfaccettature. La trattazione scientifica annovera contributi di medici, sessuologi come Rita Grifoni, neonatologi come Giampaolo Donzelli vera autorità nel campo e soprattutto otorini.Del resto essendo la tematica trattata… profuma,era inevitabile dare gran risalto alla trattazione dell’otorino che in questo caso è Graziano Brozzi, nome prestigioso nel mondo medico. La parte storica è condotta magistralmente dagli interventi del Prof.Caliari, che ha trattato il profumo nella storia della religione, della prof.ssa Scolart ed altri. Avvincente il racconto avventuroso di Manuel Olivares che racconta… l’odore del viaggio .
E risulta molto interessante la relazione del filosofo, dott.ssa Francesca Brencio, di cui è nota la grazia ed il garbo nell’esposizione.
Per la parte letteraria un particolarissimo intervento critico di Dante Maffia, degno di un mago della critica, introduce le danze profumate che poi chiudono il libro. Poesie e racconti che la poetessa Anna Manna ha ricondotto ad un unico personaggio : il profumo. Il fatto è che Anna Manna sono io che sto scrivendo : dunque non posso dilungarmi nella esaltazione dei miei versi profumati !Che pure, debbo dire, sono stati premiati al Premio Alghero Donna poesia a settembre.
Ma non posso negarmi il piacere di raccontarvi con quanta graziosa disposizione mi sia cimentata in questa avventura profumata. Quando a Spoleto, in quella cittadina ricca di stimoli culturali e variopinta dimora dell’arte, la presidente dell’Associazione culturale Il Mascherone , Manuela Marchi, mi ha proposto di partecipare con poesie mie a questa avventura del libro che stava nascendo, era primavera. Quasi Pasqua. E con questo spirito ho affrontato l’impegnativo compito. Impegnativo perché scrivere leggiadramente in una società che mostra il disfacimento ad ogni passo , è impresa ardua. Ma credo di avercela fatta. Ho messo tutta la grazia di cui sono capace, ho ricamato un’atmosfera che ricorda il novecento di Sibilla Aleramo e Dino Campana, ho fatto poesia d’amore. In mezzo a tanti che fanno sesso, dal Grande fratello ed altri, questi miei versi innegabilmente romantici fanno senso, a volte sono scandalosi.
Inoltre addentrandomi nella strada perigliosa della poesia mi sono imbattuta nella splendida poesia di Corrado Calabrò “Peccato non originale” che del profumo fa un raffinato protagonista di versi indimenticabili. Così da poetessa sono diventata critico e ho affrontato i versi di Calabrò deliziandomi a scandagliarli con la penna del critico. Ma il mio viaggio nell’essenza delle delizie dei profumi non finiva qui. Da critico sono diventata narratrice e ho scritto per i lettori un inquietante racconto che oscilla tra il vero ed il falso, tra la vita e la morte. Tra l’inebriarsi di profumo e l’inalazione del veleno.
Che dirvi di più? Bisogna leggerlo questo saggio per capire fino in fondo le trappole del profumo come ci insegna lo scrittore omeopata Francesco Negro che chiude il libro, da par suo, con tematiche profonde. Con immagini della natura avvincenti e con il dubbio che il senso dell’olfatto sia una delle splendide trappole dalla vita.
Una strega per avvincerci? Un veleno per tramortirci? Non vi svelerò l’ultimo segreto.
Cercate la risposta nel saggio che annuncia anche la pubblicazione di saggi sugli altri sensi.
Cinque strade per sognare, più il sesto senso, quello che dovrebbe svelarci il senso dei sensi.
Ma questa è un’altra storia. A proposito la collana che ospita questo saggio si chiama appunto Il senso del senso. Attenti : quando una vampata di profumo vi avvolge, non crediate che si tratti di seduzione, forse si tratta di filosofia!
In quest’ottica la proposta di questo saggio potrebbe essere la risposta intellettuale alle volgarità ed alle performance di basso lignaggio che offuscano il mondo di questi tempi.
E’ possibile giocare, divertirsi, intrigarsi anche con livelli alti di studio. Anzi.
E’ il divertimento migliore.
E’ il profumo del gioco quando si vola nell’area della civiltà.

Anna Manna