TRANSUMANZA

QUESTO BLOG E' IN VIA DI SUPERAMENTO. NE STIAMO TRASFERENDO I POST MIGLIORI SUL SITO DI VIVEREALTRIMENTI, DOVE SEGUIRANNO GLI AGGIORNAMENTI E DOVE TROVATE ANCHE IL CATALOGO DELLA NOSTRA EDITRICE. BUONA NAVIGAZIONE!

martedì 9 dicembre 2008

La comunità della settimana: Azienda Agricola Acquasanta.

Con questo post si inaugura una presentazione, settimanale, di una comunità intenzionale italiana. Concedendo qualche cauto spazio alla metodicità, ho deciso di procedere in ordine alfabetico.
Per una presentazione più completa delle comunità intenzionali e degli ecovillaggi in Italia rimando naturalmente al sito viverealtrimenti.com.


L’Azienda Agricola Acquasanta -situata alle pendici del monte Pausillo, poco distante dal lago Trasimeno- prende il nome da una vicina sorgente naturale. Al momento è ancora un embrione di progetto di vita comune. “Più che una comunità intenzionale è una famiglia allargata”, mi dice Barbara Garofoli che, nell’azienda agricola biologica, si occupa di tenere i contatti con il network comunitario.
“La famiglia” (quattro adulti e due minori) vive in un antico casale in pietra, diviso in piccoli appartamenti “privati” con in comune la cucina e la living room. All’esterno l’azienda si sviluppa su circa quattro ettari e mezzo di terreno (di cui più di uno coperto dal bosco). Ad Acquasanta si sta creando, passo passo, un “centro di ecologia pratica” in grado di proporre uno stile di vita coerentemente sostenibile.
Vengono valorizzati: un uso consapevole delle risorse naturali (a cominciare dall’acqua), la selezione di specie rustiche e resistenti, la protezione della biodiversità del luogo, la salvaguardia e l’autoproduzione di sementi locali, un ampio utilizzo di tecniche di permacultura, l’inselvatichimento controllato degli animali da cortile, la predilezione del baratto e la diffusione di una “cultura altra”.
Acquasanta, sede dell’associazione culturale “La Fonte”, è aperta a visite guidate, feste ed incontri, limitandosi a richiedere ai visitatori il rispetto della natura circostante.
Offre seminari e conferenze su agricoltura naturale, religioni e culture (ad esempio è stata dedicata una serata al Giappone, con pranzo e musica giapponesi).
È anche aperta all’ospitalità alla pari. Per poter offrire un’accoglienza migliore sta prendendo corpo il progetto di costruzione di una capanna-sala multifunzionale con area adibita a dormitorio.
L’azienda produce soprattutto olio e zafferano oltre ad ortaggi, cereali e frutta. Tra i cereali vengono prodotti il kamut e due varietà di frumento toscano antico -Sieve ed Andriolo- coltivati con il metodo Fukuoka per conto dell’Università di Firenze.
Sul fronte del metodo Fukuoka (insegnato anche ai bambini che visitano la fattoria didattica), Acquasanta è in una fase ancora pionieristica ma i risultati del primo anno (2005) sono stati incoraggianti e si è deciso di continuare.
“Stiamo lavorando affinché Acquasanta diventi un’oasi ecologica per il corpo e per lo spirito”, mi dice Barbara, “e siamo felici di condividere questo nostro progetto con altri”.

Azienda Agricola Acquasanta, Vocabolo Malagronda 104, 06060 Città della Pieve (PG).
Tel. 0578294099 (referente: Barbara Garofoli). E-mail: agricolaacquasanta@libero.it

giovedì 4 dicembre 2008

La vittoria di Ananda Assisi.

Era gennaio del 2004 e mi ero appena traferito ad Urbino. Mi arriva la notizia di una retata poliziesca ad Ananda Assisi, la comunita’ spirituale fondata da Swami Kriyananda, discepolo di Paramahmasa Yogananda, nel 1984 (per una presentazione della comunita’ rimando al sito internet viverealtrimenti.com). Ricordo fu istintivo prendere la macchina e correre, neve permettendo, ad Ananda per scrivere un articolo per il mensile AAM Terranuova. L’accoglienza fu molto calorosa e, da allora, i rapporti con la comunita’ sono sempre stati eccellenti. Sono dunque lieto di riportare l’articolo che scrissi in quell’occasione, per spiegare un minimo in dettaglio cosa e’ realmente accaduto a seguito di quella retata e, soprattutto, la comunicazione che ho avuto da Ananda in questi giorni.
A 4 anni di distanza, Ananda Assisi ha ottenuto giustizia, regalando una bella vittoria all’intero network comunitario.

L'articolo
Nel 1971 la casa editrice Astrolabio pubblica la terza edizione riveduta (la prima è del 1951) di Autobiografia di un yogi, del maestro spirituale indiano Paramahansa Yogananda (1893-1952).
Da allora il testo non ha cessato di essere ristampato ed è ancora in vendita in molte librerie.
Parliamo insomma di un grande classico, letto da milioni di persone nel mondo.
Al messaggio di Yogananda ha fatto presto seguito un discreto fermento comunitario, coordinato dal suo diretto successore: J. Donald Walters, maggiormente conosciuto come Swami Kriyananda.
A partire dagli anni ’70 verranno dunque fondati, progressivamente, 7 “villaggi Ananda”; 6 in America ed uno in Italia, a pochi chilometri da Assisi, che oggi ospita circa 90 persone.
Limitandoci a considerare il caso italiano, ad Ananda si valorizza moltissimo la dimensione spirituale ma non si trascura, al contempo, quella produttiva.
Nei suoi stabili è attiva una cooperativa di vendita di articoli per la meditazione, cristalli, libri, incensi ecc…, una foresteria ed una casa editrice (Edizioni Ananda).
Sembra tutto procedere nella ricercata armonia quando, il 14 gennaio, la pacifica comunità spirituale ha un risveglio insolitamente poco meditativo.
È difatti oggetto di una perquisizione scrupolosissima della guardia di finanza (80 finanzieri con un cane antidroga ed armi nelle tasche), disposta dal sostituto procuratore Antonella Duchini.
Non viene trovato niente di incriminante ma le accuse presentate sono gravissime: associazione per delinquere, truffa, usura, frode, circonvenzione d’incapace, riduzione in schiavitù e si focalizzano su undici persone indagate.
La stessa gravità delle accuse giustifica il sequestro temporaneo di diversi computer, conti correnti intestati alla comunità per una cifra complessiva di 300000 euro e di 20000 euro in contanti.
Tutto materiale su cui gli inquirenti debbono indagare.
Buona parte dei soldi bloccati, mi hanno detto ad Ananda, servivano per pagare i fornitori e gli stipendi di soci e dipendenti.
Se a questo si aggiunge che le lungaggini burocratiche possono paralizzare per un periodo intollerabile le attività produttive, siamo al rischio di bancarotta.
Stando a quanto hanno scritto giornali locali -che non hanno mancato di parlare di “setta mistica”, “lavaggio del cervello” e spoliazione dei beni degli “adepti”, contribuendo a danneggiare ulteriormente, in totale assenza di prove concrete, l’immagine della comunità- l’inchiesta sarebbe partita da una denuncia proveniente da uno o più familiari di una o più persone “plagiate”.
A parere degli indagati, invece, l’accusa verrebbe da un uomo vissuto in loco per un certo periodo e risentito per non essere riuscito a raggiungere la sperata pace interiore.
A strenua difesa di Ananda, la giornalista e scrittrice Paola Giovetti ed il regista Giacomo Cambiotti, che vi hanno vissuto per un certo periodo di tempo.
Non sono naturalmente gli unici a manifestare la loro solidarietà.
I Radicali umbri, poi, denunciano il tentativo di instaurare, nella propria regione, “un clima paranoico proibizionista di stampo inquisitorio e controriformista”.
Personalmente ho visitato Ananda tre volte ed ho intervistato lo stesso fondatore.
L’impressione che ne ho avuta è di un luogo dove si cerca di vivere in armonia con le proprie convinzioni religiose ed un’autenticità spirituale di cui purtroppo il mondo sembra ormai irrimediabilmente carente.
Da un punto di vista culturale ciò che, credo, penalizzi realtà come Ananda, in particolare in momenti così difficili, è la profonda e diffusa ignoranza di culture religiose altre, che può indurre ad assumere punti di vista univoci e ferocemente preconcetti.
Di qui, nell’universo insulso dei luoghi comuni, chi sceglie, ad esempio, di praticare il karma-yoga (servizio volontario come offerta a Dio) in un ashram o in una comunità religiosa può essere facilmente additato come un individuo psicolabile sfruttato da feroci aguzzini o addirittura ridotto in schiavitù.
(In: AAM Terranuova, marzo 2004.)

La Comunicazione di Ananda in questi giorni
Il giudice respinge fortemente tutte le accuse contro Ananda. Tutti assolti con formula piena. Sabato 22 novembre 2008 è stato un grande giorno per l´opera di Ananda in Europa! Dopo 7 anni di indagini e accuse da parte della Procura di Perugia, il caso intentato contro Ananda per associazione a delinquere con scopi di riduzione in schiavitù, lavaggio del cervello, circonvenzione d'incapace, usura e frode si è concluso con un'assoluzione piena. Tutte le accuse sono totalmente crollate e il giudice dell´udienza preliminare, Dr. Massimo Ricciarelli, ha assolto tutti i componenti di Ananda, emettendo sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Una vittoria schiacciante! Questa è la miglior sentenza che il giudice potesse emettere perché implica l´assoluta inesistenza e nullità delle accuse mosse ad Ananda, come se tutto non fosse mai successo, il che significa molto di più di una semplice dichiarazione di innocenza. Gi stessi avvocati, assolutamente fiduciosi dell´esito positivo di questa udienza, sono stati molto ben impressionati per il coraggio dimostrato dal giudice nell´emettere questa sentenza definitiva. Ciò è una dimostrazione straordinaria della forza delle preghiere e della luce della verità.
Vogliamo mandare i nostri più grandi ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi anni dimostrandoci, con le preghiere e gli aiuti ad ogni livello, solidarietà, fiducia e amicizia.
Ringraziamo i nostri splendidi avvocati che sono sempre stati convinti della nostra innocenza, della sincerità e onestà del nostro operato. La loro presentazione è stata così brillante ed esaustiva da spazzare via ogni dubbio e consentire al giudice di convincersi dell´infondatezza delle accuse ed emettere una sentenza definitiva a nostro favore.
Ringraziamo infine Swami Kriyananda, la cui presenza alla convocazione preliminare, ci ha dato grande sostegno e ha aperto le porte a questa vittoria.
Questa saga legale e le sue conclusioni hanno importanti implicazioni per i movimenti spirituali in Italia ed Europa. Vi invitiamo ad unirvi alla nostra gioia per celebrare questo giorno che rappresenta la chiusura di un vecchio ciclo e segna l´inizio di "un nuovo domani".

Gioia, Gioia, Gioia!
Con gratitudine a Dio e ai Maestri,
La vostra famiglia di Ananda

lunedì 1 dicembre 2008

Il futuro dell'India.

In apertura di settimana credo meriti citare quanto ha scritto Federico Rampini -autore dello splendido L’impero di Cindia (Mondadori 2006) di cui consiglio a tutti la lettura- sul blog rampini.blogautore.repubblica.it.
VivereAltrimenti e’ un progetto divulgativo nato in India, a Goa per la precisione e si e’ soffermato molte volte a raccontare, in un modo o nell’altro, frammenti del subcontinente. Quel che e’ successo ultimamente non puo’ dunque non coinvolgere questo blog che cercherà di mantenere il passo con l’evolvere degli eventi.
Prima di dare la parola a Rampini un solo commento: da tempo sto pensando di scrivere un libro sull’India, vivendovi la maggior parte del mio tempo da circa tre anni ed una definizione lapidaria su cui mi sono talora soffermato, parafrasando un celebre romanzo di Pier Paolo Pasolini e smentendo molti luoghi comuni è: un paese violento!
Sembra che l’attualità mi stia dando tristemente ragione ma non voglio cedere al pessimismo; è anche un paese che ha sempre dimostrato di avere tanti, infiniti recuperi, risorse nascoste e inesauribili. Rampini:


Quali conseguenze avra` nel lungo periodo questo “undici settembre di Mumbai”? E’ possibile che cambi in profondita` i connotati dell’India come la conosciamo? La democrazia indiana oggi e` confrontata esattamente agli stessi dilemmi dell’America dopo l’attacco alle Torri Gemelle: quanta liberta`, quanto rispetto dei diritti umani e` compatibile con la lotta al terrorismo? Sappiamo la risposta che ha dato l’America negli otto anni di Bush: il Patriot Atc, Guantanamo, Abu Ghraib. E l’India ha vicino a se` anche un altro modello perfino piu` muscoloso di risposta al terrorismo: ricordate cosa fece la Cina prima delle Olimpiadi per liquidare ogni minaccia islamica tra gli uiguri dello Xinjiang. Ma l’India e` una nazione molto speciale. E’ perfino piu` multietnica degli Stati Uniti, al suo interno ha 150 milioni di musulmani che non possono certo essere isolati con un cordone sanitario. In passato chi provo` a imporre scorciatoie autoritarie lo pago` duramente: negli anni Settanta Indira Gandhi per avere imposto lo stato di emergenza ando` incontro a una pesante sconfitta elettorale e fu cacciata all’opposizione. Certo oggi la pericolosita` dell’attacco e` senza precedenti, e puo` far deragliare di colpo il miracolo economico indiano. Nei prossimi mesi si vota per rinnovare il Parlamento federale di Delhi, e il dibattito elettorale sara` dominato dal terrorismo. E’ una fase delicata, perche` l’India e` da molto tempo “l’Occidente dell’Asia”, un modello unico di democrazia e liberta` applicato a una grande nazione emergente, e le sue reazioni a questa tragedia saranno cruciali per il mondo intero.

lunedì 17 novembre 2008

Hodos: la psicosintesi si fa comunita'.

Dalla distensiva Tailandia e dal confine Birmano torniamo, ancora una volta, in Italia per una breve presentazione di una comunita' intenzionale toscana: Hodos.

“Si arriva a Hodos dopo un tortuoso saliscendi sulle colline tra Pisa e Livorno. Via via che la strada sale, il paesaggio urbanizzato lascia spazio a brandelli sempre più ampi di macchia mediterranea fino a trasformarsi in una fitta pineta. La comunità, sei ettari in prevalenza boscosi che si estendono su un poggio ben esposto, è ospitata in un grande casolare dell’Ottocento. Al piano terra si trovano gli spazi comunitari, la cucina, il refettorio, la sala per gli incontri e la biblioteca, mentre al piano superiore gli alloggi per i residenti. Di fronte al casolare, un grazioso annesso con il forno a legna, il granaio e un’ampia sala per la meditazione” (Hodos: pane e psicosintesi, AAM Terranuova, dicembre 2007).
La comunità, fondata nel 2002, è composta da toscani doc, sette in tutto, tra cui una bambina. Ha preso corpo a partire dal Centro di Psicosintesi Roberto Assagioli di Livorno e, a partire dal ’96, dall’associazione Cibo per la pace che promuoveva alimenti biologici e vegetariani.
“Già Fritz Perls”, sostiene Fabio Guidi, psicosintesista e portavoce della comunità, “il padre della Terapia della Gestalt, aveva intuito che la crescita interiore, iniziata attraverso una terapia individuale, doveva poi svilupparsi attraverso un lavoro di gruppo, per sfociare infine in un’esperienza comunitaria, dove la comunità diventa una risposta concreta alla ricerca di una vita più autentica, più creativa, più integrata. Una convinzione di questo tipo ha portato, nel tempo, alla nascita di Hodos” (Ibidem).
Il nome della comunità è di origine greca, significa “la via”, e con lo stesso nome veniva qualificato il movimento fondato da Gesù, prima che prendesse la strada di una decisa istituzionalizzazione.
Lo spirito della comunità, tuttavia, si premura di sottolineare Fabio, è molto laico: “Hodos non è una comunità cristiana, ma intende praticare un profondo lavoro interiore che permetta di aprirsi alla dimensione più vera dell’esistenza…che si chiami Dio, trascendenza o unità della coscienza non ha nessuna importanza” (Ibidem).
All’interno di questa prospettiva, la Comunità Hodos si costituisce come un progetto per la ricerca e la formazione in Psicosintesi, ad orientamento transpersonale (o spirituale). Potremmo descrivere questo cammino come una via orientata alla progressiva integrazione delle molteplici parti del nostro Io, allo sviluppo della nostra unicità e della nostra creatività fino alla piena espressione del nostro potenziale umano, alla coltivazione dei valori umanistici - come la collaborazione, il rispetto, la responsabilità - fino al perseguimento di un autentico spirito comunitario.
A Hodos vige la totale comunione dei beni. Due membri lavorano a tempo pieno nella comunità mentre gli altri quattro adulti lavorano all’esterno. Le entrate alimentano tutte una cassa comune da cui vengono dedotte le spese di affitto, cibo, trasporti, scolastiche, sanitarie e “formative” ed una paghetta mensile di 100 euro per ogni residente.
Il piccolo popolo di Hodos si riunisce il sabato sera ed ogni genere di decisione viene presa utilizzando il metodo del consenso.
La comunità è aperta all’accoglienza di nuovi membri, purché ne condividano (ovviamente) i principi fondanti, seguano un percorso di avvicinamento, e, soprattutto, siano disposti a lavorare seriamente su di sé.

Comunita’ Hodos, Fauglia (PI), tel. 050650418,
www.psicosintesi.org,
info@psicosintesi.org

venerdì 7 novembre 2008

La Citta' della Luce: una comunita' Reiki nelle Marche.

Quella che segue e' una breve presentazione della comunita' marchigiana La Citta' della Luce, proposta direttamente da alcuni membri della stessa. Rinnovo l'invito a tutti coloro che volessere presentare la propria esperienza comunitaria, "gettare un sasso" nello stagno di chi ha deciso di vivere altrimenti condividendo con altri la propria esperienza, offrire o richiedere supporto, prodotti, consigli ed altro ad utilizzare questo spazio. Le comunita' che transiteranno su questo bollettino potranno anche arricchire la sezione ecovillaggi del sito viverealtrimenti.com

Comunità Reiki
La Città della Luce è una comunità fondata nel 1995 da un gruppo di Maestri di Reiki ed è la prima e probabilmente unica Comunità Reiki -fondata sui suoi principi- in Italia.
E' costituita da uomini, donne, anziani e bambini ed e’ un laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione per soddisfare in modo ecologicamente, socialmente ed economicamente sostenibile i principali bisogni dell'individuo, sul piano fisico e materiale, relazionale, mentale e spirituale.
Il Reiki e’ un antico sistema di guarigione naturale i cui principi, tramandati dal fondatore giapponese Mikao Usui, possono essere applicati con coerenza nella vita quotidiana e nel lavoro, rappresentando la via per una nuova forma di convivenza comunitaria. I 5 principi fondamentali di Reiki sono:

Solo per oggi, non ti arrabbiare
Solo per oggi, non ti preoccupare
Onora i genitori, i maestri e gli antenati
Guadagnati da vivere onestamente
Ringrazia la vita in ogni sua manifestazione

La Città della Luce è un continuo processo creativo ed evolutivo che vede i suoi appartenenti impegnati nella ricerca di una modalità efficace e soddisfacente per vivere e lavorare insieme, nel rispetto dell'individuo e delle risorse naturali del pianeta.
Ogni giorno, la Comunità rinnova il progetto e la sperimentazione di un nuovo stile di vita attraverso le sue diverse attività lavorative, ognuna gestita in autonomia e beneficiando, allo stesso tempo, della disponibilità e l'apporto di tutti i membri della Comunità.
La vita quotidiana si basa su scelte attente e consapevoli, etiche e biologiche, confacenti al benessere psicofisico di ogni individuo e di ogni forma di vita, animale e vegetale.
La coltivazione biologica dell'orto e delle piante da frutta, la scelta di sistemi nutrizionali e alimenti biologici adatti alle singole esigenze, alcuni sistemi di guarigione naturali -Reiki, Ayurveda, Floriterapia, Fitoterapia- e fonti di energia alternative e rinnovabili, si integrano nel microcosmo della Città della Luce.

Associazione di Promozione Sociale
La Città della Luce è nel contempo un'Associazione Culturale senza fini di lucro, inserita nel panorama nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale (A.P.S.) affiliata al CO.N.A.C.R.E.I.S. Coordinamento nazionale Associazioni e Comunità di Ricerca Etica Interiore Spirituale, Ente riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali -Direzione Generale del Volontariato, dell'Associazionismo sociale e delle Politiche giovanili-.
La sede de La Città della Luce e’ sulle colline di Ripe, a pochi minuti dal mare di Senigallia, nelle Marche, cuore verde d'Italia, immersa nella natura ed autenticità di questi luoghi, dove propone un percorso di formazione nell'ambito delle discipline bionaturali.
La diffusione delle Comunità di vita e di lavoro e delle discipline bio-naturali sembra andare di pari passo e risponde a nuove necessità di vita.
Nella suggestiva dimora di Villa Porcozzone, storicamente datata intorno alla fine del X secolo d. C., La Città della Luce vive e opera per lo studio, la ricerca e la diffusione delle discipline olistiche, attraverso l'organizzazione di seminari di Reiki Sistema Usui, antico metodo di guarigione naturale in grado di riportare equilibrio psicofisico e armonia fra corpo, mente e spirito.
Il programma formativo prevede anche seminari di Costellazioni Familiari e Costellazioni Archetipiche.
Si tengono, inoltre, corsi base ed avanzati di Ayurveda, dedicati alle tecniche di massaggio e a trattamenti specifici, corsi di Yoga e Meditazione, corsi di Kinesiologia, corsi di Alimentazione Bioenergetica e corsi di Fiori di Bach, Himalayani e Acque di Luce.
All'interno dell'associazione opera inoltre il Laboratorio Artistico Fili di Luce che realizza creazioni in tessuti naturali e organizza corsi base ed avanzati di taglio e cucito e lavorazioni con ago e filo, corsi per il patchwork a mano e la realizzazione di pupazzi e angeli, all'uncinetto, per stimolare l'armonia e l'abilità manuale dell'individuo.

Il Laboratorio Artistico La Terra e il Fuoco si dedica alla lavorazione della ceramica, dell'argento e del rame; tiene corsi per apprendere le antiche tecniche di lavorazione dell'argilla a mano e al tornio, corsi di ceramica Raku, di Runologia e corsi per realizzare gioielli Archetipici.
Nel 2006, è nato il progetto dedicato alla cosmesi naturale, con la creazione di Jala, una linea completa di prodotti per il viso e per il corpo, realizzati unicamente con l'utilizzo di oli vegetali ed oli essenziali biologici del nostro territorio, nel pieno rispetto dell'uomo e dell'ambiente, che ancora una volta soddisfano principi etici ed ecologici.
Etica e consapevole è anche l'informatica utilizzata alla Città della Luce, che sostiene e promuove il software “libero” Opensource e il sistema alternativo Linux – Ubuntu, attraverso l'organizzazione di conferenze e di corsi, per porre l'attenzione degli utenti verso nuovi sistemi economicamente accessibili, a favore di uno scambio e di una comunicazione universale.

La Città della Luce
via Porcozzone 17
60010 Ripe – Frz. Passo Ripe – An, tel. 071/7959090
www.reiki.it
info@reiki.it

domenica 2 novembre 2008

Bollettino Comunita' Intenzionali ed Ecovillaggi.

Con questo post nasce una quinta sezione del blog VivereAltrimenti che ho deciso di chiamare "Bollettino Comunita’ Intenzionali ed Ecovillaggi".
L’intento e’ quello di mettere a disposizione del comunitario una bacheca, uno spazio di comunicazione di iniziative, eventi, desideri (ad esempio di scambiare prodotti, servizi o anche semplicemente idee), bisogni (ad esempio di supporto per portare a termine determinati lavori o per qualunque altra ragione), richieste ed offerte (ad esempio di ospitalita’). Chiunque sia coinvolto in esperienze comunitarie puo’ dunque dare un proprio contributo ed utilizzare, spero con profitto, questo vettore di scambio e solidarieta’. Neofiti e pionieri della vita comunitaria che volessero far conoscere la propria esperienza possono approfittare di questa nuova sezione del blog o, nel caso volessero presentarsi in maniera piu’ strutturata, della gia’ collaudata sezione "Comunita’ intenzionali ed ecovillaggi".
Iniziamo con una comunicazione dalla comunita’ Il Forteto, nel Mugello. Chi non la conoscesse o volesse saperne di piu’ puo’ visitare il sito viverealtrimenti.com alla sezione ecovillaggi. Per contattare VivereAltrimenti potete usare l’indirizzo e-mail manuel_olivares_71@yahoo.it

Cari amici,
per la Fondazione Il Forteto l'autunno è stato denso intenso di attività
ed eventi, un periodo di chiusura di progetti educativi, svolti nelle e
con le scuole. GiovaniGiovani è un progetto di educazione informale e di orientamento sulle tematiche della relazione interpersonale e sulle tecniche e i linguaggi della cinematografia, sviluppato attraverso un laboratorio di avviamento alla stessa. Il laboratorio ha
prodotto piccoli cortometraggi interamente pensati, pianificati e girati
dai giovani con il sostegno di un regista professionista e una
sceneggiatrice. Parallelamente è nata l'idea di un concorso di
cortometraggio riservato ai giovani non professionisti, offrendo la
possibilità ai concorrenti di usufruire di competenze specializzate per
migliorare le loro capacità di montaggio di materiali filmati o di
imparare ex novo le tecniche di montaggio. Uno degli obiettivi di
queste diverse attività era quello di creare nel Mugello un luogo di
aggregazione su questi interessi e un laboratorio permanente e gratuito
per affinare competenze e la propria cultura . Il progetto, oltre ai finanziamenti della Fondazione, ha usufruito del contributo del CESVOT, attraverso il bando "Percorsi di Innovazione" 2006/2007.
Sabato 8 novembre si terrà presso il Centro Incontri del Comune di Borgo San Lorenzo, piazza Dante 31, dalle ore 15.30 alle 18.00,un convegno per descrivere l'esperienza del progetto GiovaniGiovani, dove sarà possibile ascoltare altre esperienze simili e la sera, alle ore 20.30, potrete assistere alla premiazione dei cortometraggi del concorso DiversaMente ed alla proiezione dei corti premiati.

Vi aspettiamo.

La segretaria della Fondazione Il Forteto onlus
Valentina Ceccherini