TRANSUMANZA

QUESTO BLOG E' IN VIA DI SUPERAMENTO. NE STIAMO TRASFERENDO I POST MIGLIORI SUL SITO DI VIVEREALTRIMENTI, DOVE SEGUIRANNO GLI AGGIORNAMENTI E DOVE TROVATE ANCHE IL CATALOGO DELLA NOSTRA EDITRICE. BUONA NAVIGAZIONE!

giovedì 13 maggio 2010

LUNA NUOVA --- Giovedì 13 maggio 2010 --- da Ajahn Munindo

Il profumo di fiori o del legno di sandalo
si diffonde solo col vento a favore
ma la fragranza della virtù
pervade tutte le direzioni.


Dhammapada strofa 54

Il potere dei giornali, della televisione e di internet sulla vita
delle persone è ovvio. È altrettanto evidente l’effetto che può avere
il denaro. Forse meno ovvio è il potere della virtù. Il potere
dell’onestà, della pazienza, della tolleranza, della moderazione – il
Buddha ci invita a fare attenzione a queste forze. Non sono
necessariamente clamorose, ma se sono reali, sono comunque
formidabili. L’influenza della virtù non si manifesta nei modi della
mondanità. Le parole pronunciate da un cuore che si accontenta non
infiammano le passioni, ma ispirano ugualmente l’entusiasmo. Un
semplice gesto di generosità non viene dimenticato dal cuore di chi
dona. La bontà torna indietro a far felice chi fa il bene, lo voglia o
no. Quando dimentichiamo il potere della virtù siamo esposti ai
programmi dell’egoismo dell’io. Facendo uno sforzo per contenere
l’impulso di una cattiva abitudine, anche per un microsecondo,
generiamo energia positiva e l’energia non va mai perduta
.
Con Metta,

Ajahn Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Santacittarama
Monastero Buddhista
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

Tel: (+39) 0765 872 186 (7:30-10:30, tutti i giorni eccetto lunedì)
Fax: (+39) 06 233 238 629

sangha@santacittarama.org
(alternativa): santa_news@libero.it

www.santacittarama.org
www.forestsangha.org (portal to wider community of monasteries)
www.fsnewsletter.org (newsletter in English)
www.dhammatalks.org.uk (audio files)

Ellam Enru: Tutto è Uno!

Di seguito la presentazione di Ellam Enru (Tutto è Uno), testo indiano anonimo del XIX secolo curato dall'amica indologa Gloria Germani (Firenze, Le Lettere 2009,pp. 91, euro 9.50), autrice del celebre Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi pubblicato dalla Longanesi nel 2008.
Merita menzionare che Gloria (in foto, con la figlia, su una barca a Benares) sta iniziando a collaborare appassionatamente al progetto Viverealtrimenti e che dunque, nell'immediato futuro, avrò piacere di condividere con i lettori di questo blog-magazine altri suoi contributi.
Gloria:


Tutto è Uno. In queste chiare e semplici parole è racchiusa l’essenza di un insegnamento tra i più antichi e nobili della civiltà umana. Essa esprime la tradizione dell’Advaita, letteralmente della “non- dualità” tra ciò che noi siamo soliti considerare mondo interno e mondo esterno, tra psiche e materia, tra io e dio.
Questa visione - darshana in sanscrito - non è soltanto una filosofia o una teoria, ma soprattutto una consapevolezza che diventa esperienza della vita. Essa si irradia in una completa trasformazione del nostro essere fino a giungere all’identità con l’ essenza divina.
Quando parliamo di filosofie indiane, non dovremmo pensare, infatti, in termini occidentali: come di una lunga serie di teorie che si confutano a vicenda e che si sorpassano l’un l’altra in una sorta di autostrada del sapere. Le filosofie in India, ma generalmente in oriente, sono pratiche, modi di vivere e, in questo senso, religioni nel significato migliore del termine, cioè, visioni del mondo che abbracciano tutti gli ambiti della vita e che, soprattutto, vanno realizzate vivendo.
L’Advaita Vedanta ( Vedanta: “fine dei Veda”) è dunque la visione ultima, la conoscenza essenziale della non dualità di cui gli antichi saggi o rishi (“coloro che vedono”) avevano avuto esperienza e di cui ci testimoniano i versi delle Upanishad antiche e medie - più o meno databili nello stesso periodo degli albori della filosofia greca: ai tempi di Pitagora, di Eraclito, di Parmenide. Essa ha raggiunto la sua massima espressione nel VIII secolo con Shankaracharya, il filosofo che ha amplificato questa visione attraverso i suoi splendidi commentari dei testi antichi, in particolare delle Upanishad, dei Brahma-sutra, della Bhagavad gita. Sebbene questo “principe” del pensiero indiano sia stato spesso messo in parallelo con un altro maestro del pensiero – questa volta occidentale: il domenicano Eckhart che visse nell’Europa del XIV secolo, - sarebbe un errore considerare questa filosofia come un appannaggio della cultura medievale.
Al contrario, essa è ancora praticata e vissuta tutt’oggi negli ashram indiani e negli eremitaggi dove viene trasmessa attraverso una catena ininterrotta di maestro-discepolo- maestro, la quale, sorprendentemente, sembra coesistere accanto al fragore della modernità forsennata, dell’industrializzazione e dell’inquinamento galoppante dell’India contemporanea. Uno degli ultimi grandi saggi vedantini, colui che gli indiani chiamano “un liberato in vita”, oppure un “illuminato” era soltanto un tabaccaio che viveva in un brulicante vicolo di Bombay e che ha lasciato il mondo nel 1983: Nisargadatta Maharaj.
Senza dubbio, però, colui che è stato riconosciuto come la personificazione della eterna saggezza non duale, l’equivalente contemporaneo di Shankaracharya, è stato Sri Ramana Maharshi, che visse negli stessi anni di Gandhi e che ha lasciato il corpo solo nel 1950.
Nato in Tamil Nadu nel 1879, quando aveva diciassette anni, fece l’esperienza della morte fisica rimanendo pienamente consapevole e cosciente. In seguito a questa trasformazione, lasciò tutto e fu attirato irresistibilmente verso la montagna sacra dell’Arunachala, nell’India del Sud, considerata da sempre la dimora di Shiva: non si mosse più da lì. La fama della sua Illuminazione che si rifletteva nel suo silenzio e nel suo sorriso, attirò col tempo molti devoti che costruirono un ashram intorno a lui. Furono molti anche gli occidentali che si fermarono ai suoi piedi, intuendo dietro alla sua affabile e serena compostezza una profondità e una pace abissabili.
È proprio alla figura di Ramana Maharshi che dobbiamo la trasmissione e la fortuna del piccolo testo anonimo nel diciannovesimo secolo, scritto in lingua Tamil, che presentiamo qui per la prima volta in lingua italiana.
Ai discepoli che chiedevano di indicare loro delle letture, Ramana Maharshi forniva una breve lista di sei libri ma metteva l’accento soprattutto sulla nostra piccola opera e aggiungeva: «Se volete moksha (la liberazione ) scrivete, leggete e praticate le istruzioni contenute in Ellam Onru».
In nostro testo è infatti un piccolo gioiello, estremamente breve, per facilitare probabilmente la memorizzazione; che usa un linguaggio colloquiale, niente affatto erudito per trasmettere direttamente un’esperienza autentica: l’esperienza dell’ Uno.
Dobbiamo dunque sforzarci di capire in che consiste l’esperienza dell’Uno; o come viene anche definita, dell’Uno senza secondo. Non si tratta, infatti, del primo di una serie, del primo di una molteplicità, ma di una Totalità non duale proprio perché supera ogni molteplicità. Il nostro testo lo dichiara fin dal primo verso: “Tutto quello che esiste, incluso il mondo che tu vedi, incluso tu stesso, testimone del mondo, Tutto è Uno” (1.1).
La prima distinzione, il primo due che debbo annullare è infatti l’alterità, la separazione tra l’io e quello che credo di vedere fuori di me. Questa distinzione è in realtà falsa. Essa è solo un’immagine riflessa di quel centro di appropriazione che è l’ego.
Secondo la logica moderna di concepire il mondo, questa prospettiva sembra, di primo acchito, del tutto paradossale. A partire dal Seicento, quella grande avventura del pensiero che porta i nomi di Galileo, Newton, Cartesio ci ha abituati a ragionare in termini di realtà oggettiva esterna, di sostanza materiale, di rapporti di causa effetto che regolano i vari meccanismi concepiti appunto come macchine. La mente, il pensiero, osserva un mondo materiale, oggettivo, esterno fatto di entità separate e si sforza di comprenderlo scendendo nelle loro parti più piccole.
Eppure proprio questa ricerca nell’infinitamente piccolo ha condotto la scienza per eccellenza – la fisica - a contraddire molti concetti a cui eravamo abituati e con cui ancora ragioniamo. La fisica dei quanti, la teoria della relatività, la teoria dei bootstrap, negano che si possa parlare di “materia” come qualcosa di separato, fuori dall’io che l’osserva. Per la fisica quantistica il mondo non è fatto di oggetti, ma è una totalità in cui tutto è intercorrelato e interconnesso. Non c’è una materia esterna da studiare, non ci sono mattoni fondamentali, i concetti di causa ed effetto perdono senso come pure quelli di spazio e di tempo lineare. Come sostiene Fritjof Capra, siamo agli albori di una rivoluzione culturale che ci porterà a pensare in maniera radicalmente diversa da come abbiamo fatto negli ultimi trecento anni.
Cogliere la profonda unità di tutto l’universo, compresi noi stessi, è sempre stato lo scopo ultimo dell’Advaita. Per la tradizione indiana, questa è la verità perenne (sanathana dharma ) da cui non dovemmo mai allontanarci benché troppo spesso nella vita il mondo ci appaia come una moltitudine di cose separate e frammentate. Questa esigenza di verità non è però la sola a cui dobbiamo sottostare. Essa è indissociabile infatti dal bene stesso e dalla dimensione di pace interiore..
Ancora una volta, si tratta di una verità semplice, forse la più semplice. “ Il benessere che deriva dalla conoscenza che “Tutto è Uno” non può essere ottenuto per mezzo di una conoscenza frammentaria che separa le cose e gli esseri” (1.4) “ Colui che pensa “io sono separato”, “tu sei separato”, “egli è separato”, ect, si comporta in un certo modo verso se stesso e in maniera diversa verso gli altri. Non può evitarlo” (1.6). “Una persona che guarda a se stessa alla stessa maniera in cui guarda gli altri, e gli altri come guarda se stessa, non potrà che essere onesta e giusta. Quando mai il male potrà attaccarsi a colui che è consapevole che è uno con gli altri? Dimmi: esiste una via migliore verso il Bene se non la conoscenza dell’Unità?” (1.8).
Il fulcro della questione consiste nel disinnescare quel meccanismo naturale che àncora la mente e ogni pensiero all’ego, alla sua affermatività, al suo inestinguibile desiderio di appropriazione. Soltanto se impariamo a guardare le cose con occhio uguale, senza l’interesse, senza l’avidità, senza l’ingordigia dell’ego, l’uomo raggiunge la vera pace interiore. Come ribatte il capitolo VI, tutti i mali del mondo hanno la loro origine nell’ego, che in maniera illusoria si pone come l’unica realtà. E, paradossalmente, solo colui che è riuscito a tacitare l’ego e che ha raggiunto l’equanimità verso tutte le cose e gli eventi, è competente per essere un uomo di azione.
Il nostro antico e venerabile testo - che ci giunge dalle lontananze assolate dell’India meridionale – ha la capacità di scuotere la nostra sensibilità di uomini contemporanei e di dar corpo ai nostri più reconditi dubbi, quando domanda: quale illusione ha condotto l’uomo a credere che la felicità si trovi nell’ambizione e nel differenziare sempre più l’ego dagli altri? Quale possibilità di successo può avere l’ego di fronte a milioni e milioni di persone che nutrono le stesse ambizioni? “Stando così le cose – ci ammonisce - non devi desiderare invano di dominare sugli altri. Il tuo vano desiderio porterà disperazione a te, come pure agli altri”( 6.3)
In sintesi, nel semplice pensiero “tutto è uno”, si cela il nucleo di ogni ecologia profonda, cioè dell’armonioso rapporto tra uomo e natura, ma anche il segreto della convivenza e il benessere tra uomini, e dell’uomo con sé stesso. . Più in generale, in esso sono contenuti i semi della vera pace che si irradia in ogni ambito della nostra esistenza.
Forse vale la pena di ricordare che, all’indomani di quel momento importantissimo della storia contemporanea che è stato l’11 settembre 2001, - e di fronte alla spirale di vendetta che l’Occidente stava per imboccare - un grande uomo, Tiziano Terzani, invocò proprio il pensiero che tutto è uno.
“Fermiamoci –scriveva- Immaginiamoci il nostro momento di ora dalla prospettiva dei nostri pronipoti. Guardiano all’oggi dal punto di vista del domani per non doverci rammaricare di aver perso una buona occasione.
L’occasione è di capire una volte per tutte che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’etica della coesistenza,… che l’idea di una civiltà superiore ad un’altra è solo frutto di ignoranza” .
Dovremmo arrestarci nel nostro continuo correre di uomini moderni, fermarci davvero, stare in silenzio e riflettere. Forse, riusciremmo lentamente a liberarci dagli impulsi, dalla brama, dall’avidità, dall’ingordigia che costituiscono e danno forma al nostro ego che, come insegna il nostro anonimo, sono la radice non solo della guerra ma di ogni male nel mondo.

domenica 9 maggio 2010

Associazione Rays...alla riscoperta delle nostre radici.

Il presente testo mi è stato gentilmente offerto dagli amici di Rays nel corso di una piacevole permanenza sul loro podere. Merita menzionare che, dal 22 al 25 luglio, si terrà, in questo "giovane" ecovilaggio, l'incontro nazionale della Rete Italiana Villaggi Ecologici.

Rays è una giovane realtà composta da 4 persone che insieme a cani, gatti e galline, vive da 2 anni in un podere in comodato d'uso nell'alta maremma nei pressi del monte “Le Cornate”.
Ci prendiamo cura di noi e del posto applicando i principi della Permacultura.
Sperimentiamo vari metodi di agricoltura naturale da Masonobu Fukuoka all'agricoltura sinergica di Emilia Hazelip con accenni di agricoltura biodinamica di Rudolf Steiner. Abbiamo un bell'orto sinergico che insieme alle erbe spontanee ci permette l'autosufficienza orticola.
Promuoviamo la biodiversità, fonte di inesauribile ricchezza, seminando e piantando alberi da frutto. Nel futuro abbiamo intenzione di applicare un metodo che preveda l'integrazione tra orto e bosco (Forest Garden). E' attiva sul nostro territorio una piccola rete che coinvolge la nostra realtà ed alcuni locali in uno spirito di baratto (di alimenti, sementi, saperi, tempo e racconti) e di mutuo appoggio.
Svolgiamo attività di natura artigianale ed erboristica allo scopo di diffondere e preservare antichi mestieri. La casa dispone di un laboratorio di ceramica, trasformazione delle erbe, restauro ed impagliatura sedie e lavorazioni ad uncinetto.
Proponiamo laboratori ludico-educativi relativi all'espressione corporea (secondo il metodo di danza movimento terapia Maria Fux) e alla manipolazione creativa dell'argilla (metodo Bruno Munari) nella nostra sede e in strutture pubbliche e private.
Proponiamo anche con soddisfazione, da un paio di anni, seminari di yoga, di costellazioni familiari e di Reiki.
Collaboriamo con realtà e associazioni quali la R.I.V.E. (Rete Italiana Villaggi Ecologici), Viverealtrimenti, Basilico, Il popolo degli elfi, il WWOOF ed altre, creando momenti di incontro e condivisione per alimentare un pensiero ecologico che salvaguardi noi e la terra che ci ospita e sia compatibile con le nostre reali potenzialità.
Per il momento non abbiamo possibilità di inserire nuovi membri ma, in uno spirito autenticamente comunitario, siamo disposti ad ospitare persone interessate alla nostra esperienza, previo contatto telefonico o via e-mail.

Associazione Rays
Podere Cavi n°55, 58026 Gerfalco (GR)
Telefono 3347983903
E mail info@associazionerays.org
sito Internet www.associazionerays.org

mercoledì 5 maggio 2010

Calendario prossime attività al Villaggio Verde.

Have a good time, al Villaggio Verde!


MAGGIO

Sab 8
h 15.00: Meditazione delle Fiamme Alchemiche con Eddy Seferian;
h 17.00: Incontro del Gruppo di Studio di Metafisica con il facilitatore Fausto Spinelli;
h 19:30: Cena aperta ai Soci;
h 21:00: Spettacolo teatrale dell’Opera delle Acque: Parole dell'angelo.

Dom 9
h 15.00: Corso di Psicodramma, condotto dalla Dr.ssa Carla Ortona ( tel.338 8615814);
h 15:00: Incontro del Gruppo Teosofico Villaggio Verde;Festa del Loto Bianco, in memoria di M.me H.P.Blavatsky. Con la partecipazione di Antonio Girardi, Segr. Gen. della S.T.I..

Dom 16
h 15.00: Corso di Psicodramma, condotto dalla Dr.ssa Carla Ortona ( tel.338 8615814)

Sab 22
h 15.00: Cercando la Via, storia di un uomo luminoso; l’autrice Isabella Bresci presenta il libro sulla vita di Edoardo Bresci;
h 17:00: Incontro del Gruppo di Studio di Metafisica con il facilitatore Fausto Spinelli

Dom 23
Dalle 10:30 alle 19: Festa dell'Indiacon i nostri amici Hare Krishna con canti,cibo,musica e balli;
h 15:00: Corso di Psicodramma, condotto dalla Dr.ssa Carla Ortona ( tel.338 8615814)

Dom 30
h 15:00: Incontro del Gruppo Teosofico Villaggio Verde; La Fondazione Bernardino del Boca presenta una Testimonianza
h 17:00: Visione Conferenze del prof. del Boca registrate al Villaggio Verde a cura di Graziella Rondano


GIUGNO

Sab 12
h 15:00: Meditazione delle Fiamme Alchemiche con Eddy Seferian;
h 17:00: Incontro del Gruppo di Studio di Metafisica con il facilitatore Fausto Spinelli.

Dom 13
h 15:00: Incontro del Gruppo Teosofico Villaggio Verde; Conferenza di Carla Zocchi Scienza e Spiritualita’

Sab 19
h 17:00: Incontro del Gruppo di Studio di Metafisica con il facilitatore Fausto Spinelli

Dom 20
h 15:00: La Fondazione Bernardino del Boca presenta una Testimonianza
h 17:00: Visione Conferenze del prof. del Boca registrate al Villaggio Verde a cura di Graziella Rondano

Sab 26

h 17:00: Incontro del Gruppo di Studio di Metafisica con il facilitatore Fausto Spinelli

Dom 27
Dalle 10:00 alle 18: Seminario teorico-pratico sulle Campane Tibetane condotto da Giorgio Grungo (tel. 348 7639011 );
h 12:30: Pranzo conviviale
h 15:00: Incontro del Gruppo Teosofico Villaggio Verde


AGOSTO

Dal 14 al 22: Summercamp 2010 La Via del Cerchio; Settimana esperienziale con MANITONQUAT (Medicine Story) ed Ellika Linden.
Sono aperte le iscrizioni


CORSI E ATTIVITA’ SETTIMANALI

Sempre (su appuntamento): Approccio al Cavallo; Lezioni di equitazione naturale e escursioni a cavallo, con Paolo Zoni(016380975-3493790625).

Martedi’
h 10:30-11:30/14:30-15:30: Hatha Yoga; corso base di respirazione, ginnastica, rilassamento e meditazione. Con Isabella Cosentino (0163 80964)

Martedi’
h 19.00 - 20.15: Qi-Gong;ginnastica respiratoria cinese per il benessere psicofisico
Con Sumio Ebisuno (0163 80964)

Sabato
h 10:30-11:45: Qi-Gong;ginnastica respiratoria cinese per il benessere psicofisico
Con Sumio Ebisuno (0163 80964)

Sabato
h 14:00-19:00: Laboratorio gratuito di Recitazione Cinematografica con Gianfranco Fumagalli e Gianluca Sacchi (0163 835183 0163 80561).

Il Villaggio Verde
Localita’ San Germano, 28010 Cavallirio (NO)
Tel. & Fax: 0163/80447
E-mail info@villaggioverde.org
Sito internet www.villaggioverde.org.

lunedì 3 maggio 2010

Il gusto della gioia.

Al Salone Internazionale del libro di Torino, Domenica 16 maggio 2010 alle ore 15,00 nella Sala Avorio Zoè Matthews e Christina Campedelli Padolini
presenteranno il libro: “Il gusto della gioia“, Ananda Edizioni (437 pagine)
Se desiderate un manuale che sia un vero e proprio invito alla gioia e contenga nello stesso tempo suggerimenti, ricette e testimonianze che conducono ad un modo nuovo di concepire l'alimentazione, «Il gusto della gioia» è ciò che fa per voi.
Chi ha visitato almeno una volta il centro di Ananda, sulle colline che guardano Assisi, ne conosce e apprezza la cucina: essa coniuga sapientemente sapori più vicini al mondo indiano con piatti della tradizione mediterranea ed occidentale conditi con l'ingrediente segreto, l'amore gioioso con cui le pietanze vengono preparate. Il tutto con un'attenzione speciale per la natura più sottile del cibo e con una consapevolezza notevole delle basi scientifiche della scienza dell'alimentazione.
Il risultato è eccellente e da tempo gli estimatori attendevano che tutto ciò venisse messo a loro disposizione attraverso le pagine di un libro. «Il gusto della gioia» offre anche più di quanto ci si potesse aspettare ed è adatto soprattutto a chi si avvicina all'alimentazione come parte integrante di un percorso spirituale che punta alla cura e all'armonizzazione dei diversi piani, corpo, mente e anima. Come l'autrice, Zoé Matthews, afferma nell'introduzione vi è un legame molto forte tra il cibo e lo spirito ed è fondamentale conoscere l'effetto che ogni alimento ha sulla mente, perché «comprendere in che modo chi lo cucina e chi lo consuma possono trasformare tali vibrazioni, migliorandole, può condurti più vicino alla felicità e alla gioia che cerchi».
L'edizione cartonata, caratterizzata da un'impostazione grafica curata e accattivante, è ricca di fotografie dai colori brillanti che ritraggono i volti radiosi dei membri della comunità e cibi invitanti. In ogni pagina l'autrice trasmette entusiasmo e offre un incoraggiamento a sperimentare e a esplorare un modo di nutrirsi più sano, ma nello stesso tempo propone cibi gustosi e gradevoli al palato.Il manuale è suddiviso in quattro sezioni, seguite da 150 ricette di deliziosi piatti vegetariani o vegan, corredate da fotografie e illustrate in modo chiaro e semplice.
I piatti proposti sono deliziosi e apprezzati anche dai non vegetariani, ma è importante sottolineare che il vero valore dell'opera risiede nell'aiuto offerto a tutti i ricercatori che desiderano vivere la loro alimentazionein modo più consapevole.

Vi aspettiamo con gioia! I vostri amici di Ananda Edizioni
Il gusto della gioia

ANANDA EDIZIONI
Tel 075-9148375
E-mail info@anandaedizioni.it
www.anandaedizioni.it

sabato 1 maggio 2010

La Città della Luce: Newsletter Maggio-Giugno 2010.

Cari Amici,
come nelle nostre precedenti newsletter del 2008 e 2009 abbiamo dedicato uno spazio all'alfabeto runico e ai significati simbolici e divinatori delle 24 lettere dell'alfabeto vichingo, ci accingiamo ora ad esplorare per sommi capi il mondo della astrologia archetipica.

Conoscere e' una esperienza, tutto il resto e' informazione
Albert Einstein

Le Origini dell'Astrologia

I piu' antichi testi che trattano di astronomia e medicina sono i Veda, ma probabilmente le origini dell'astrologia sono molto piu' remote, poiche' in essi e' scritto che la conoscenza fu consegnata direttamente dal Dio creatore Brahma a pochi uomini saggi (Rishi) che l'avrebbero distribuita in successione diretta ai loro discepoli e nella sua purezza si sarebbe tramandata oralmente per generazioni e generazioni.
La parola Veda deriva dalla radice vid-, vedere, visione, veggenza e nei tempi antichi, nell'eta' dell'Oro, gli esseri umani piu' saggi erano probabilmente in grado di conoscere la realta' in maniera diretta e istantanea utilizzando le informazioni presenti nel campo morfogenetico, forse comunicavano tra di loro grazie alla trasmissione del pensiero attraverso l'etere e si narra che la sapienza universale fosse conservata in un grande archivio conosciuto con il nome di Memorie dell'Akasha, cui era possibile accedere attraverso il corpo astrale.
Con l'avvento dell'attuale era oscura (Kaliyuga) e con il diminuire dei saggi e dei veggenti ad un certo punto gli uomini non furono piu' in grado di aprirsi alla conoscenza diretta della realta' e per non dimenticare divenne necessario imparare a scrivere, a leggere, ad avere dei libri, dove registrare la conoscenza e cosi', circa 5000 anni fa, tutto il sapere dell'umanita' venne trasposto nei Veda.
Purtroppo sembra che solo una minima parte della antica conoscenza sia arrivata intatta fino a noi, e possiamo solo consolarci al pensiero che non sia andata completamente distrutta, come e' accaduto in passato con i vari incendi della biblioteca di Alessandria ad opera dei vari conquistatori Romani, Cristiani, Musulmani...
Certamente con la perdita della connessione con la fonte e con la comparsa della scrittura cio' che veniva scritto comincio' ad essere piu' importante della realta', anzi si pote' iniziare la creazione di una nuova realta', quella scritta sui libri, giustificandola come il frutto di una rivelazione divina, e quindi verita' inconfutabile.
A seconda della verita' che occorreva dimostrare in un certo periodo storico, molte informazioni potevano essere aggiunte, altre potevano essere eliminate e distrutte per sempre.
Si comprende quindi l'importanza e la necessita' di riappropriarsi della capacita' di percepire la realta' in maniera diretta, fenomenologica.
Separati dalla nostra capacita' di "vedere" la realta', costretti a "studiare" , a "pensare", a "leggere" e a "scrivere" abbiamo dato troppa importanza alla mente, abbiamo sviluppato la logica e la filosofia, ma siamo diventati piu' eruditi che saggi e ci siamo allontanati da quella sola e unica verita' con cui un tempo eravamo in contatto.
La parte dei Veda che si occupa di astronomia e astrologia e' chiamata Jyotisha Vedanga, dove Yotish e' una parola sanscrita che significa Scienza della Luce.
Dall'India, culla delle grandi civilta', la cultura dell'astronomia e della astrologia si diffuse presso gli Assiri e i Babilonesi, presso gli Egizi, i Greci e i Romani, quasi scomparve nel Medioevo, riemerse nel Rinascimento, fu rinnegata dal 600 in poi (benche' Galileo stesso ne facesse uso) e relegata infine e definitivamente a pratica magica e superstiziosa nel 700.
Fu solo dalla fine dell'800, che pochi eletti, tra cui Omraam Mikhaël Aïvanhov, Alice Bailey, Helena Petrovna Blavatsky, René Guénon, G. I. Gurdjieff, Rudolf Steiner, Gustav Jung, compresero la grande importanza della cultura orientale e iniziarono a riportare nell'occidente i semi perduti della antica conoscenza dell'Ayurveda, dello Yoga e dell'Astrologia.
Cosi' scrive nel 1925 il filosofo kantiano Ernst Cassirer "L'Astrologia e' uno dei piu' grandiosi tentativi che mai siano stati osati dallo spirito umano per fornire una rappresentazione simbolica globale del mondo"
Paramhansa Yogananda nel suo celebre libro Autobiografia di uno Yogi del 1947 narra che il suo maestro spirituale, Swami Sri Yukteswar famoso astrologo, era solito dire: "Un bambino nasce nel giorno e nell'ora in cui i raggi celesti si trovano in matematica armonia con il suo karma individuale. Il suo tema natale e' un autentico ritratto del suo inalterabile passato e del suo probabile futuro. Ma questo certificato di nascita puo' essere interpretato soltanto da uomini di grande saggezza e intuizione; e questi sono pochi".
In Psicologia e Alchimia (1944) Jung scrive: "la scienza comincio' con lo studio delle stelle, nelle quali l'umanita' scopri' le dominanti dell'inconscio, gli Dei, cosi' come le bizzarre qualita' psicologiche dello zodiaco, proiezione completa della caratterologia".
E ancora Jung, in una lettera del 6 settembre 1947 all'astrologo indiano B. V. Raman scrive: «Nei casi di diagnosi psicologiche difficili di solito faccio fare l'oroscopo per acquisire un ulteriore punto di vista da una visuale completamente diversa. Debbo dire che molto spesso ho trovato che i dati astrologici spiegavano certi punti che altrimenti sarei stato incapace di capire».

Lo Zodiaco, dal greco "ruota degli animali", ma anche "ciclo della vita", e' una fascia circolare immaginaria parallela all'equatore avente una circonferenza di 360 gradi e una ampiezza di 17.
E' attraversato dall'eclittica solare, la linea circolare che rappresenta il cammino apparente del sole, tutti i pianeti, osservati dalla terra, si muovono all'interno di questa fascia.
I 12 segni zodiacali sono le sezioni in cui e' diviso lo Zodiaco, misurano 30 gradi ciascuno e devono il loro nome ad una costellazione.
L'Ariete e' il primo segno dello Zodiaco che in occidente coincide con l'equinozio di Primavera, il 21 Marzo.
In realta', da un punto di vista astronomico, a causa della rotazione dell'asse terrestre, fenomeno conosciuto con il nome di "precessione degli equinozi", sono circa 2000 anni che nell'equinozio primaverile il sole si trova nella costellazione dei Pesci.
Al tempo degli Egizi e degli Assiro Babilonesi, dal 2000 a.C fino alla nascita di Cristo, il Sole si trovava effettivamente nella costellazione dell'Ariete nel periodo che va dal 21 marzo al 21 aprile.
Cosi' come Mitra, divinita' Indo Iranica, 4000 anni fa uccideva il Toro, il Cristo 2000 anni fa ha posto fine alla vecchia era dell'Ariete inaugurando quella dei Pesci. Fra qualche centinaio di anni il 21 marzo cadra' nella costellazione dell'Aquario, dando inizio alla famosa New Age che stiamo tutti (o quasi) aspettando.
La coincidenza dell'equinozio primaverile con il segno dell'Ariete e' rimasta invariata nella astrologia occidentale, forse proprio come conseguenza della perdita di conoscenze astronomiche, sebbene nel frattempo il periodo di transito del Sole nelle costellazioni si sia gradualmente spostato in avanti di 30 gradi, ossia un mese.
L'oroscopo vedico, al contrario, ha conservato l'antica conoscenza astronomica e ha sempre considerato la effettiva corrispondenza tra il sole e le costellazioni, retrocedendo le posizioni planetarie nei segni di una ventina di gradi, per questo motivo viene definito siderale, mentre l'oroscopo occidentale, basato sulla semplice corrispondenza tra i segni e le stagioni, viene chiamato solare o tropicale.
Inoltre se nell'astrologia occidentale e' la posizione del sole, simbolo dell'io e della personalita', che definisce l'appartenenza ad un segno zodiacale, nell'astrologia vedica e' la posizione della luna, simbolo delle qualita' del cuore e dell'anima.
Potrebbe essere sconcertante per una persona nata a fine marzo e quindi convinta di appartenere al segno dell'Ariete, scoprire che in realta' il suo Sole si trova nella costellazione dei Pesci. E se poi la sua Luna si trovasse in Toro, nell'Oroscopo Vedico quello sarebbe il suo segno.
Molti detrattori tentano di inficiare la validita' dell'astrologia adducendo queste ed altre ragioni, come ad esempio la diversa estensione delle costellazioni e quindi la diversa durata del transito del sole, ma ancora una volta con saggezza ed apertura mentale e' possibile superare ogni apparente contraddizione tra le conoscenze dell'oriente e dell'occidente considerandole tra loro complementari.
L'astrologia occidentale, focalizzata sul rapporto terra-sole-pianeti, potra' fornire utili indicazioni sulla struttura psicologica dell'individuo e sulla possibile risoluzione e integrazione dei conflitti, mentre l'astrologia siderale incentrata sul rapporto tra il sistema solare, le stelle fisse e la galassia stessa sara' piu' appropriata per darci informazioni sulla struttura della nostra anima e sul significato evolutivo della nostra attuale incarnazione.
L'Astrologia Archetipica che proponiamo presso La Citta' della Luce si propone di utilizzare al meglio le conoscenze dell'Astrologia Solare e di quella Siderale, in fondo anche questo e' un modo di praticare Reiki, che e' unire tutto cio' che appare separato.
Ma vediamo ora di gettare un fugace sguardo sulle caratteristiche dei due segni che simboleggiano questo periodo dell'anno: l'Ariete, segno solare di fuoco, e il Toro, segno lunare di Terra.

Negli antichi libri sanscriti, i Veda, l'Ariete e' chiamato Agni, che significa fuoco, fuoco celeste, purificatore, fuoco per il sacrificio agli dei.
Il mito occidentale piu' antico che si collega all'Ariete e' quello degli Argonauti alla ricerca del vello d'Oro, mito eroico, che celebra l'intraprendenza, la virilita', il coraggio.
L'Ariete e' un segno zodiacale cardinale e di fuoco. E' governato da Marte e Plutone. In questo segno il Sole si trova in esaltazione, Venere in esilio, Saturno in caduta.
L'Ariete e' collegato all'archetipo del Guerriero, principio maschile e solare, simbolizza lo sprigionarsi delle energie naturali, la forza del seme che rompe la scorza, che mette radici, che si fa largo nella terra per raggiungere il sole e la luce.
Nel suo aspetto luminoso l'Ariete rappresenta la forza, il coraggio, la lealta', la disciplina, la passionalita', l'ardimento nel compiere nuove imprese.
Il lato oscuro e' costituito dalla tendenza all'aggressivita' eccessiva, alla vanagloria, all'individualismo sfrenato, alla mancanza di costanza, alla difficolta' ad andare in profondita' nelle relazioni e nei concetti.
Non a caso l'Ariete e' opposto al segno della Bilancia, di cui deve integrare le caratteristiche di socialita' per comprendere il concetto di comunione e condivisione.

Secondo l'astrologia occidentale, il Toro e' un segno zodiacale fisso e di terra, governato da Venere. In questo segno la Luna si trova in esaltazione, Marte e Plutone in esilio, Mercurio in caduta.
Il Toro e' collegato all'archetipo della Madre Terra, femminile e lunare, che eternamente genera l'universo e nutre i viventi, grembo fertile che riceve i semi e li sostiene nella crescita.
Il Mito classico e' quello del Minotauro, bestia mostruosa, meta' uomo e meta' toro, imprigionato nel Labirinto, che rappresenta il tentativo controllo sulle pulsioni istintive e inconsce della natura umana.
Le persone con posizioni di rilievo in questo segno zodiacale sono di solito affidabili, costanti, sensuali, amanti dei piaceri. Pratiche e semplici, amano la loro casa e la natura e sono molto legate alla loro famiglia di origine e alla terra natale.
Nel suo lato oscuro il Toro si rivela caparbio e ostinato fino all'irragionevolezza, eccessivamente attaccato alle sicurezze e ai beni materiali, possessivo, geloso, permaloso. Per non parlare di quando, dopo aver lungamente e pazientemente sopportato, alla fine vede rosso e s'infuria…
Il segno del Toro e' opposto al segno dello Scorpione, di cui deve integrare la capacita' di lasciare andare il passato e il distacco dai beni materiali.

Come di consueto, Vi ricordiamo i nostri prossimi appuntamenti

Sabato 8 e Domenica 9 Maggio 2010 a Ripe (AN)
Seminario di Primo Livello Reiki: L'Arte della Guarigione


Sabato 15 e Domenica 16 Maggio 2010 a Bologna
Seminario di Costellazioni Familiari: La Guarigione delle Radici


Sabato 22 e Domenica 23 Maggio 2010 a Modena
Festival La Citta' Olistica a Modena



Da Sabato 29 Maggio a Domenica 6 Giugno 2010 a Ripe
Maratona Olistica: Una Full Immersion di Consapevolezza e Benessere,
una opportunita' per tutti coloro che desiderano lanciarsi in una avventura di esplorazione e liberazione da vecchi meccanismi e vecchi condizionamenti.
Una Full-Immersion nel mondo delle Costellazioni Familiari ed Archetipiche, una esplorazione approfondita del Metodo Fenomenologico.
Una occasione per gli studenti della Scuola Olistica di incrementare conoscenze e ore di didattica teorica e pratica.
E' possibile partecipare ad un singolo seminario, oppure a uno o piu' giorni, oppure all'intero Intensivo.

Sabato 29 e Domenica 30 Maggio 2010 a Ripe (AN)
Seminario di Costellazioni Familiari: La Guarigione delle Radici
Analisi dei blocchi energetici nella famiglia di Origine e nell'Albero Genealogico

Da Lunedi' 31 Maggio a Giovedi' 3 Giugno 2010
Continua il lavoro con le Costellazioni Familiari,
dove sara' possibile esplorare a fondo le dinamiche familiari nel processo delle relazioni affettive, del rapporto con il successo, l'abbondanza e l'autorealizzazione.
Verranno proposti esercizi e tecniche per stimolare, sviluppare e integrare le varie tematiche
Sara' possibile integrare il lavoro con Trattamenti Ayurvedici e Fiori di Bach.

Venerdi' 4, Sabato 5 e Domenica 6 Giugno 2010
Seminario di Primo Livello Avanzato: Il Viaggio dell'Eroe

Sabato 12 e Domenica 13 Giugno 2010
Seminario di Primo Livello Reiki Metodo Usui: L'Arte della Guarigione

Venerdi' 18, Sabato 19 e Domenica 20 Giugno 2010
Seminario Introduttivo di Astrologia
tenuto da Massimo Meloni. Il seminario iniziera' alle ore 15 del venerdi' e terminera' alle ore 20 della domenica. Continuera' dopo la cena del venerdi' e del sabato, indicativamente dalle 22 alle 24. Verranno esplorati i principali significati dei segni, dei pianeti, delle case e degli aspetti e verranno fornite interpretazioni dei temi natali dei partecipanti

Sabato 26 e Domenica 27 Giugno 2010
Seminario di Secondo Livello Reiki Metodo Usui: L'Albero della Vita

Vi auguriamo un Buon Viaggio nella Vostra Vita
Lo Staff della Citta' della Luce